CROLLI E CREPE NEL CENTRO STORICO: FOTO

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CADE UN PEZZO A SANTO STEFANO MENTRE PASSA UN BAMBINO CON LA BICICLETTA

Sopraelevazioni assurde, tettoie, crolli, crepe vistose, 'palazzi gonfi', cantieri fantasma: benvenuti nel centro storico di Polignano.

Tragedia sfiorata, ieri pomeriggio, sul tardi, quando nel centro storico di Polignano si è staccato un blocco di pietra dal rudere di via Santo Stefano, di fronte alla chiesetta omonima. Nell’istante, un ragazzino con la bicicletta stava attraversando la strettoia e per poco ha rischiato di essere colpito. (vedi fotogallery).IMG_0821

Un mese fa esatto, il 4 giugno, avevamo denunciato, tra le altre cose, l’instabilità dell’immobile, visibilmente segnato dalle crepe e da un rigonfiamento laterale. (in basso il link all’articolo e alle foto). Nessuno tuttavia, ha preso le dovute misure cautelari. Il caso è stato letteralmente ignorato da Palazzo di Città.

Sul posto sono intervenuti i vigili urbani allertati dal vicinato. M. S., residente di un vico limitrofo, vive a Polignano da sette anni, per lavoro. “Stavo accendendo una candela di quelle alla citronella – racconta ai nostri microfoni - quando si è staccato un pezzo dal muro ed è caduto mentre in quel momento passava un bambino con la bicicletta. Per poco ha rischiato di prenderselo in testa.”

LAMPIONE PERICOLANTE - Non è tutto. Il lampione antico, pesantissimo, in ferro battuto, è pericolante. Col passare degli anni si sta pian piano staccando e inclinando rispetto al piano d’appoggio. Il muro tutt’attorno è friabile come un biscotto.

LE FOTO - Scattiamo delle foto, si avvicinano alcuni residenti. Due vigili urbani allargano le braccia un po’ rassegnati: “Noi segnalammo il problema l’anno scorso - osservano - C’è anche una relazione di servizio come prova del nostro interessamento alla vicenda. Il problema tra l’altro, è stato segnalato più volte. La comandante ha anche informato chi di dovere. Ma poi, nessuno interviene”.

Intanto, dal comando dei vigili ieri sera, è partita la segnalazione ai vigili del fuoco impegnati in queste ore a domare chissà quale incendio. A breve, fanno sapere, sarà informato anche l’ufficio tecnico comunale che dovrebbe isolare l’area al passaggio dei pedoni. O almeno, così si spera. (l'articolo continua in basso, dopo la fotogallery)

Nel frattempo, sono state inviate lettere e denunce a mezzo raccomandata al comune, anche di recente, ma nessuno ha preso di pugno la situazione. E pure la chiesetta di Santo Stefano è un pericolo pubblico. Oggi, più di qualcuno sta meditando di consegnare una diffida alla Procura della Repubblica.

tettoia-pericolante-polignano'LA PIU' ANTICA RESIDENZA' - “Fino a due anni fa c’erano i puntellamenti con le travi in legno – ricorda un signore che abita da queste parti – Le travi però davano fastidio ad alcuni residenti e si corrodono all’acqua salmastra. Per questo sono state rimosse.”

Dicono che l’immobile, oggi di proprietà di un certo ingegner Chiantera, sia stato il primo vero centro abitato della città vecchia di Polignano, con la chiesetta di Santo Stefano. Un reperto storico ormai abbandonato a sé stesso e che attende solo di smontarsi come un castello di sabbia.

“Nel 1985 – si lagna un anziano – è caduto un pezzetto di muro. Da allora più crolli, finché poi hanno sistemato le travi di sostegno in legno. All’interno del rudere sono stati realizzati dei muri di sostegno e ora, l’abitazione è al sicuro. Solo all’interno, perché all’esterno invece resta un pericolo pubblico. Come sempre deve scapparci il morto per sperare che qualcuno intervenga. Se succede qualcosa chi paga i danni? Il comune o la proprietà?”.

Nel centro storico ci sono altri palazzi pericolanti, tettoie, sopraelevazioni vertiginose che gravano su basi d’appoggio con crepe e a rischio crollo. Basta farsi un giro. Sul nostro giornale si possono anche leggere le numerose segnalazioni e problematiche sollevate da Augusto Cernò, operatore turistico del b&b Santo Stefano. E' una 'questione di google': si trovano lettere, articoli, foto, lamentele su arredo urbano, servizi turistici inesistenti e tanto altro. Vox clamantis in deserto.

 

VEDI ANCHE LE FOTO E LA SEGNALAZIONE DEL 4 GIUGNO 2010