IL MISTERO DEL PONTE IN UN LIBRO DI DE LUCA

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BREVE STORIA DI UN'OPERA POLIGNANESE DI PATERNITA' TACIUTA

Presentato il libro di Carlo De Luca, Il Ponte sul Burrone.

 

E’ crocevia di popoli: ogni anno lo attraversano migliaia di turisti. Parliamo del ponte di Polignano, un vero capolavoro dell’architettura che divide per metà la foce di Lama Monachile e sorprende il tratto di costa più affascinante e romantico della città.

Il ponte è luogo di culto per artisti e pittori, romantici e corteggiatori, ritrattisti, venditori di quadri, amanti delle vertigini, delle burrasche marine o per chi ricerca un pò di armonia con la natura, ambulanti per le grandi occasioni, come quando si festeggia il Santo Patrono della città. Il ponte di Lama Monachile è simulacro e simbolo della città. Macchine da presa per set cinematografici e obiettivi fotografici hanno documentato ogni piccolo dettaglio di questo angolo paradisiaco. Il ponte è stato, per un breve periodo, corridoio d'arte contemporanea, quando Giuseppe Teofilo espose una forbice gigante che tagliava in due la balaustra dell'atelier Campanella. Il ponte è oggi croce e delizia per la viabilità e la circolazione delle auto. Il ponte di Lama Monachile è un'opera pubblica che col passare dei decenni non ha mai smesso di reinventarsi, eppure pochi si sono interrogati sulle origini e sui costruttori di questo grandioso progetto.

Il Dott. Carlo De Luca l'ha fatto. All'Università della Terza Età e del Tempo Libero ha presentato una ricerca originale sulla storia del ponte di Polignano a Mare dal titolo: “Il Ponte sul Burrone”.de-luca

LE ORIGINI DEL PONTE - Tutto nasce dal desiderio di indagare sulle origini della costruzione del ponte, pochissime volte citato nei testi del passato, come a voler non svelarne i veri fautori di questa magnifica opera. Particolare la dedica: “Agli Avi dei polignanesi, ora riscoperti. Ai posteri che li ritroveranno”; un riconoscimento a chi in passato ha creduto nella realizzazione di questo meraviglioso ponte e a noi beneficiari di questa bellezza architettonica unita alla sua utilità.

Per entrare nell’atmosfera di questo spaccato della nostra storia, l’autore suggerisce di leggere le varie corrispondenza riportate nell’opera,  ricca di documenti che sono sincera testimonianza sia della paternità Borbonica (attribuita erroneamente a Gioacchino Murat) e dalle tantissime lettere del Sindaco M. La Greca, i deputati locali Francesco Mallardi, Vito Pascali e Vitantonio Giuliani, e tanti altri.

L'autore invita il lettore a soffermarsi nel merito di chi ha lavorato per la realizzazione materiale dell’opera, molti dei quali tuttora sconosciuti. Si sa qualcosa del costruttore Francesco Pantaleo.

Alla presentazione di questo libro hanno partecipato numerosi, molti dei quali nutriti di grande curiosità. Questo libro, che è assolutamente gratuito e fuori commercio, è stato distribuito a tutti i presenti. L'opera di De Luca è un interessante documento storico consultabile nella biblioteca Comunale di Polignano a Mare e nella sede del Cento Culturale “u Castarill”.

A fine serata come in ogni occasione il presidente della “Università della Terza età e del Tempo Libero” prof. Giovanni Colagrande ha donato al dott. Carlo De Luca una relazione scritta di recente dal prof. Modesto Facciolla su Nicola Uva.

“Gli uomini non sono resi felici né dalle doti fisiche né dalle ricchezze, ma dalla rettitudine e dalla avvedutezza”.

Democrito.