VENTENNALE AVIS POLIGNANO, DONATI 8 LT DI PLASMA

avis-sangue-polignano

C’è una Polignano che funziona, che piace, una Polignano, un’Italia generosa che adotta come modello di vita l’etica del dono. Ogni giorno, nel nostro bel paese, centinaia di vite umane sono al sicuro grazie ai donatori di sangue, plasma, piastrine e organi. Un atto volontario e responsabile.

Ieri mattina, il personale medico del centro ambulatorio polifunzionale Vistamare e i volontari, nell’ambito del ventennale dalla nascita dell’associazione Avis (Volontari Italiani Sangue) della sezione di Polignano a Mare, hanno raccolto all’incirca 8 litri di plasma.

Leo Catucci, uno dei primissimi soci fondatori del gruppo Avis è soddisfatto: “è il quantitativo di plasma che raccoglieremmo nell’arco di un anno”. In genere, con il sangue va meglio, ma del avis-polignanonostro liquido vitale non si butta via niente.

VENTENNALE DELL'AVIS - “In principio era l’Avis di Monopoli, con la buonanima del prof. Mendola, della quale era presidente. Il professore volle testardamente riaprire la sede di Polignano, il cui gruppo si era nel frattempo dileguato. Io - racconta Leo, ripercorrendo la storia del gruppo polignanese - ero un donatore di sangue. Da donatore mi impegnai costantemente per la riapertura della sede a Polignano, poi Pasquale Pedote e i pochi amici che ci aiutarono in questa avventura individuarono me come referente”.

Il 7 marzo del 1990 l’Avis di Polignano si trasferisce nella sede degli artigiani e commercianti di via Chiantera. Nel ’91 si costituisce formalmente il gruppo. Da allora una crescita lenta e costante, che a distanza di 20 anni conta ben 213 soci effettivi. L’iscrizione conta relativamente: “sono convinto - spiega Leo - che la donazione sia un atto responsabile, non deliberato sull’onda emotiva che poi si sgonfia. Siamo inclini a iscrivere gente che viene a donare la prima volta, ma è un’iscrizione che non ha nessun valore. L’importante è donare periodicamente e crederci.”.

LA DONAZIONE - L’Avis raccoglieva il sangue nella vecchia sede dell’autoscuola Carone, poi una breve parentesi nello studio del dott. Simone Di Giorgio: “l’unico medico sempre disponibile - fa notare Leo - ben prima che si mettesse in politica. In Italia la donazione va benissimo. Certo, molte zone non sono sufficienti per sangue e derivanti, però i controlli e la qualità della donazione nel nostro paese penso non abbia nulla da invidiare nei confronti degli altri paesi europei e Stati Uniti”.

 

giannoccaro-avisIL PLASMA E' VITA - La dottoressa Giannoccaro riceve in studio i volontari, per accertarne l’idoneità e lo stato di salute, prima della donazione. “Il plasma - spiega - è importante poiché esistono delle patologie per le quali si riscontrano dei difetti della coagulazione. In tali soggetti patologici non si producono determinate sostanze contenute nel plasma dei donatori sani. Il plasma è quindi una componente del sangue che contiene proteine, nutrienti, prodotti del metabolismo, ormoni. Il primo utilizzo del plasma è quello di sostituzione di questi fattori della coagulazione carente o impiegato per le patologie congenite. Il plasma è importante anche per quelle urgenze importanti, come nei grandi ustionati. In questi casi si registra una richiesta di plasma imponente. In genere, una quota viene conservata nelle banche del sangue per l’impiego diretto, per gravi emorragie, quando nei presidi ospedalieri non ci sono dei farmaci sostituivi. Le case farmaceutiche dal canto loro, utilizzano il plasma per estrarre i fattori della coagulazione carenti: l’albumina, prodotto di derivazione plasmatico, così come alcuni fattori della coagulazione (fattore nono), globuline. Il plasma viene impiegato per quelle patologie che determinano una grave perdita di sostanza, di siero oltre che di sangue.”.

LE ASSOCIAZIONI FANNO RETE - Grazie all’operato delle associazioni si sta formando una rete tra volontari, ospedali e pazienti: “C’è richiesta di plasma, di sangue e piastrine - prosegue la dottoressa - poi a seconda delle realtà territoriali può prevalere di più un tipo di richiesta rispetto ad un'altra. Nella realtà di Polignano, Conversano e Monopoli le piastrinoaferesi vengono fatte solo su richiesta. Le associazioni si integrano con la realtà territoriale e con la banca del sangue per creare una rete e rispondere ai bisogni effettivi del territorio in termini di emocomponenti.”.

QUANTITA' E RISCHI - Per la donazione di plasma, la faccende è più complessa rispetto a quella di sangue. Il centro polivalente nella giornata di ieri, oltre alle comode poltrone, si è dotato di apparecchi sofisticati, i “separatori cellulari” che consento di ottenere dal sangue del donatore solo la componente ematica, in questo caso il plasma:

“La plasmaferesi - conclude l'esperta - è un procedimento attraverso il quale si estrae la parte liquida e contemporaneamente si rimette in circolo, nel donatore, la parte corpuscolare e un anticoagulante. Il plasma viene raccolto in funzione del peso corporeo del donatore, in media 600ml di plasma a volontario. L’anticoagulante può provocare seri effetti collaterali nei soggetti allergici, per questo la donazione di plasma resta comunque un atto volontario, consapevole; una procedura più lunga e complessa rispetto alla donazione di sangue, che dura all’incirca 40 minuti. Consigliamo sempre ai volontari di introdurre molti liquidi nella ore successive, recuperando così la parte liquida del sangue.”.

PROSSIMI APPUNTAMENTI VENTENNALE AVIS:

Venerdì 26 febbraio - "Inaugurazione della nuova sede AVIS Polignano a Mare", ore 19.30, piazza Sant'Antonio

Domenica 7 marzo - Santa Messa del Ventennale AVIS, ore 11.00 - c/o Parrocchia Santa Maria Assunta - Visita turistica nel centro storico di Polignano, ore 12.15, p.zza Vittorio Emanuele

Festa del Ventennale AVIS con i soci, le delegazioni e le autorità, ore 13.30 Hotel Covo dei Saraceni