CI SCRIVE PAOLO MAZZONE SUL RIMPASTO

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Caro Nicola Teofilo,

scusami se approfitto della tua persona per indirizzare questa lettera ma, guardandomi intorno, oggi ti considero come il garante dell’unica voce libera del paese dove poter esprimere in maniera pubblica e libera il proprio pensiero e le proprie idee.

In questi giorni stiamo apprendendo da varie fonti, compreso anche dai diretti interessati, alcune indiscrezioni sulle persone che andranno a formare la nuova giunta in quello che è il famoso rimpasto. Sinceramente nell’attesa dell’ufficialità da parte del sig. Sindaco spero vivamente che qualcosa cambi, che una notte in più porti consiglio e che come nelle belle favole ci sia la vittoria del cuore, dei sentimenti e della coerenza.

Vedi caro Nicola, penso proprio che nella vita ci sia un limite a tutto: non sono queste le cose che stravolgono gli equilibri delle proprie azioni, ma di certo sono sfumature assai significative che  conducono a considerazioni che io ritengo amare e tristi.

Premetto che non sono nessuno per giudicare i comportamenti altrui, ognuno di noi risponde alla propria coscienza, ma penso anche che non sarebbe giusto tacere su quelli che sono aspetti morali su cui io credo fortemente.

Apprendo caro Nicola, di amici che fino a ieri erano politicamente al mio fianco per condividere idee e valori, progetti e campagne elettorali legati all’area e alla cultura del centro-sinistra, e che oggi, improvvisamente, decidono di andare a ricoprire incarichi politici appartenenti a un programma e a un progetto politico dell’area del centro-destra.

No caro Nicola, quando vengono superati certi limiti non si può tacere, questo sarebbe immorale.

Penso proprio che essere indignati sia l’atteggiamento minimo che si possa assumere e che definire certi comportamenti della politica dei “cattivi insegnamenti”, ritenendo questa storia come una delle pagine più buie e tristi della politica locale, sia il minimo che si possa dire.

Dicono a noi giovani che la politica è sognare, credere nei propri principi e valori, è lealtà, idealità, amore per il proprio paese, passione, coerenza….. Ma da chi ci sono dette queste cose? Chi sono i nostri luminari insegnanti? Di cosa stiamo parlando? Solo parole, bla…bla…bla…, chiacchiere…; la realtà caro Nicola è un’altra anzi, è altro…!!!

Come ti dicevo, non sono nessuno per giudicare le scelte che riguardano la sfera personale di ciascuno, ma quando queste diventano accettazione di ruoli ed incarichi pubblici, bisogna pure che si accetti l’idea che ci possa essere qualcuno che non condivide tali comportamenti.

Mi dispiace essere schietto e leale ma non riesco proprio a capire, mi sento profondamente indignato, scusami Nicola, ma credo fortemente che la coerenza sia ancora un valore; credo ancora che per fare il famoso “bene del paese”, non ci sia bisogno di una poltrona ma di cuore, passione e amore per il prossimo; credo che avere degli ideali e dei sogni è ancora possibile.

No, non posso credere che tutto questo non esista, non posso non indignarmi e schifarmi, non posso non vergognarmi e sentirmi tradito.

Vedete cari amici Mimmo e Matteo, se in questi anni siete stati tra i miei riferimenti e tra le mie guide in quella che sono la cultura e i  comportamenti politici, se in questa visione della cosa pubblica c’è sicuramente anche una parte che ho appreso dalle vostre persone, se questi valori che mi avete trasmesso non sono stati dei semplici bla…bla…bla…, bene allora c’è qualcosa di più grande di me che oggi non riesco a capire, scusatemi, ma sinceramente dall’altra parte culturale e politica proprio non vi ci vedo.

Mi dispiace caro Mimmo e caro Matteo, ma onestamente da qualsiasi lato guardi questa storia non riesco proprio a darmi delle spiegazioni logiche; certo mi si può dire che è un’opportunità che probabilmente può non presentarsi più, mi si può dire che è un treno che può non ripassare…, ma sinceramente il Mimmo e il Matteo che mi hanno comunicato le belle emozioni della politica quel treno l’avrebbero volentieri perso.

Ripeto, non sono nessuno per giudicare ma, il moto che si agita in me non riesce proprio ad accettare questa idea.

Ritengo che mai la politica locale abbia toccato un punto così basso, perché se è vero che da un lato c’è chi “chiama”, è anche vero che dalla parte opposta c’è chi risponde e, le risposte che si possono dare sono essenzialmente due: “SI” o “NO”.

Queste semplici considerazioni credo che tocchino tutta la politica locale, perché se anche fossi un politico o un semplice elettore della cultura politica del centro-destra mi sentirei gravemente offeso e sarei ugualmente indignato perché, non posso pensare che nella mia area culturale e politica non ci siano uomini e donne capaci e dal punto di vista professionale e umano di ricoprire ruoli di governo.

Altro che ideali e belle parole, altro che emozioni e passione, sì caro Nicola, mi viene proprio da pensare che tutte queste belle parole siano proprio dei bla…bla…bla…, e che i valori sono proprio merce di scambio.

Cosa fare allora? Io caro Mimmo e caro Matteo dico di “NO”, un “NO” chiaro e convinto, un “NO” che spero abbia l’abbraccio di tanti “NO”; di uomini e donne che ancora sanno sognare, che sanno ancora abbassare la testa e vergognarsi, un “NO” che abbracci nel giusto significato  quelle parole che esprimono le conseguenti azioni di lealtà, passione, rispetto e cultura politica.

No caro Mimmo, no caro Matteo, io dico “NO”; rispetto le vostre persone ma non posso condividere, non ci riesco…; quando anche dei punti di riferimento si “adeguano” io dico sempre di “NO”.

Oggi penso che venga tracciato il segno della fine della vostra politica, di quella politica che voi “grandi” avete pensato di trasmetterci; penso che se questi sono gli uomini che formano i partiti e le culture politiche forse è giusto pensare di fare dei percorsi diversi e alternativi. Se anche i partiti tutti accettano queste logiche e non cambiano, ma si adeguano; se non si torna con i partiti a far sognare, a confrontarsi, a discutere; se non si decide che oggi è il momento di fare con umiltà dei passi indietro, allora forse è giunto il momento di pensare ad altro, magari a dei movimenti o a delle liste civiche che possano riportare sul tavolo del confronto politico i problemi reali del paese.

Per piacere, e non cercate di convincermi del contrario, oggi alberga un sentimento di delusione e tristezza, forse il tempo mi darà e ci darà delle risposte ma, oggi è il tempo di reagire e di cercare di rialzare la testa per dimostrare, prima di tutto a me stesso, che una Polignano “Altra” è realmente possibile.

Con affetto

Paolo Mazzone