COLELLA: CONNIVENZA PUBBLICO E PRIVATO

Salvatore_Colella

Salvatore Colella (Idv) ha interrogato il sindaco a chiusura dell’assise, in un clima di malcontento generale, vista l’ora.

La sua è stata una denuncia e richiesta di chiarimento.

Secondo voci, durante i festeggiamenti di San Vito e lo sparo dei fuochi pirotecnici, alcuni funzionari della Polizia Municipale, forse quattro, avrebbero sostato all’interno della villa del Sig. Pedone Ferdinando, in Via San Vito. Colella ha voluto così ricordare che l’imprenditore Pedone ha ricevuto due ordinanze dall’ufficio tecnico del comune, una delle quali è stata totalmente elusa, per la rimozione immediata dei muretti a secco che circondano l’edificio.

PUBBLICO E PRIVATO. "L'AMMINISTRAZIONE E' SPACCATA SUL CASO PEDONE"

Nella nostra intervista, Colella è visibilmente rammaricato. Protesta: “Pedone ha eluso la prima ordinanza, al punto da costringere l’ufficio tecnico a una seconda ordinanza di sospensione dei lavori per il ripristino dello stato dei luoghi. Considerando la volontà del proprietario di non rispettare la legge, il comune si è assunto l’onere di ripristinare questo diritto. Tutto questo cozza terribilmente con la presenza di funzionari pubblici del comune all’interno di una proprietà che non rispetta il comune stesso. C’è una contraddizione evidente”.

Per Colella vi sarebbe una guerra in corso all’interno della stessa maggioranza, divisa sulla questione: “Alcuni uffici sono in guerra con Ferdinando Pedone, perché vogliono difendere i diritti dei cittadini, ma la stessa maggioranza si è spaccata. Il sindaco ha pubblicamente risposto con una pagliacciata; anziché rispondere seriamente mette il tutto sul piano del gossip. Ma questo non è gossip, è il segnale di una evidente connivenza tra parte degli ambienti dell’amministrazione e chi vuole padroneggiare nel nostro paese, a danno esclusivo del pubblico interesse. Erigere dei muri, negando la possibilità di godere del mare, è una grave violazione dei diritti dei cittadini”.

Il consigliere si aspettava una risposta chiara dal primo cittadino: “Una risposta che la dice lunga – ammette - Quando arrivano forestieri danarosi, forti e influenti alcuni rappresentanti che dovrebbero difendere gli interessi pubblici si mettono il codazzo. Questi signori esercitano un potere di influenza sui nostri funzionari pubblici e amministratori, vedi Kudahiti e tanti altri. Se l’avesse fatto un cittadino polignanese sarebbero scattati immediatamente i sentimenti di gelosia”.

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