CONSIGLIO: OPPOSIZIONE ABBANDONA

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Consiglio comunale infuocato, ieri sera. Sette ore di arringhe serrate tra maggioranza e minoranza (o chiamiamola pure opposizione, come la definisce ironico il consigliere Angelo Focarelli, perché “alla luce del voto dell’ultima tornata elettorale ora siamo la maggioranza del paese” - ha rimarcato più volte.).

Sette ore di insulti da entrambe le parti, discussioni sopra i contenuti, che hanno messo a dura prova la pazienza del presidente del consiglio, tanto che Scagliusi ha dovuto addirittura sospendere la seduta alle ore 23:45.

L'OPPOSIZIONE ABBANDONA L'AULA

Alla fine, la compagine di centrosinistra ha abbandonato l’aula durante il voto del secondo punto all’ordine del giorno, vale a dire delibera Tri.com - San Giorgio spa. Un atto pubblico, quello approvato dalla sola maggioranza che, interpretazioni a parte, pone fine a uno dei capitoli più tristi degli ultimi anni.

I consiglieri hanno litigato praticamente su tutto. Fatta fuori la Tri.com, si è aperta la caccia all’uomo, una guerra civile interna tra maggioranza e opposizione per stabilire a chi attribuire le colpe e le responsabilità di quanto accaduto nel corso degli ultimi tre anni.

DI CHI E' LA COLPA?

Guerra, toni accesi, teatrali oseremmo dire.
Andiamo con ordine, se possibile.

Di_GiorgioSbotta il consigliere Simone Di Giorgio (PD). “Noi dell’opposizione non votiamo, abbandoniamo l’aula. Abbiamo proposto un tavolo tecnico per agire unanimemente sulla questione Tri.com, e invece siete andati avanti da soli, ignorandoci. Sono state dette castronerie sul mio conto – confessa l’ex sindaco – Finora non ho mai parlato, ma adesso basta!”.
Il dibattito si arroventa, sono momenti concitati: “Dicono in giro che la Tri.com è stata portata da me, invece la verità è che l’ha portata un Commissario prefettizio, prima che io diventassi sindaco. Non attribuite colpe che non ho. Sono un uomo libero, non voterò questa delibera, noi dell’opposizione non danneggeremo mai la nostra comunità”.

Vito_GiulianiEsplode, immediata l’ira di Vito Giuliani (Lista Coraggio): “Hai scelto tu di vendere la quota del 5% al Comune di Fasano – sentenzia, puntando il dito contro Di Giorgio. Vuoi fuggire dal voto per non assumerti le responsabilità. Fugge solo chi la situazione l’ha voluta e l’ha creata”. Alla fine scivola su una gaffe simpatica, la cui allusione, del tutto casuale e involontaria fa sorridere qualcuno: la San Giorgio spa diventa Di Giorgio spa.

Salvatore Colella prende posizione netta e accusa l’amministrazione comunale, ironizzando sull’esito del voto alle ultime provinciali: “Se continuate così il centrosinistra arriva all’80% del consenso”.

Franco_FrugisFranco Frugis (Lista Volare) è d’accordo con chi sostiene che l’opposizione sia stata totalmente ignorata e messa da parte “anche su questioni delicate come la strada provinciale Castellana Polignano”.
Di Giorgio, successivamente abbandonerà l’aula prima degli altri.

Onofrio_TorresOnofrio Torres (DC) scalda le corde vocali e, deux et machina, prende la parola: “Siamo stati scemi durante la campagna elettorale a non aver detto alla gente come sono andate realmente le cose. Io al posto di Di Giorgio avrei dato le dimissioni da consigliere comunale. Stasera avevamo l’obbligo morale di votare questa delibera. Noi, anche dall’altra parte dei banchi, avremmo sinceramente votato. Scappare è troppo facile”.
Simone Di Giorgio aveva velatamente ammesso, a inizio discussione, la fine del suo corso politico. Focarelli risponde a tono al consigliere Torres: “Si dimetterà, certo. Ma la decisione l’ha presa lui, non lo farà di certo per darvi gusto!”.

Sarcasmo e ironia pungente nella sortita di Vito Antonio Ramunni (Ppt): “Caro Angelo, non puoi venire a tingerti di virginia purezza. Fai parte di quel sistema che ha generato animali mitologici, metà uomo, metà poltrona. La Tri.com è figlio illegittimo, candido e gioioso che c’avete regalato voi. Per cui, non mi spenderei più di tanto”.

 

LA TRICOM DEVE ANCORA 246.240 EURO

L’avvocato Vito Aurelio Pappalepore invano illustra la situazione legale. Oltre ai gravi inadempimenti della Tri.com, Tributi Italia, al secolo San Giorgio spa, ci segnala un mancato versamento di ben 246.240 euro, più eventuali risarcimenti danni.
Il rapporto di cessazione e rescissione del contratto pare ormai sancito, tuttavia il consigliere Focarelli si chiede quanto possa bastare la delibera di un assessore per garantire la fine di questa odissea.
L’Assessore Luigi Scagliusi fa notare che la delibera del 27 dicembre 2007 è stata approvata all’unanimità: “non avrei mai permesso che il Comune si costituisse parte civile -chiarisce- In ogni caso l’ordinanza del Consiglio di Stato non fa una piega”.
L’opposizione contesta il metodo: “La procedura adottata dall’amministrazione per far fuori la San Giorgio non è garantista. Se avesse adottato i nostri consigli questa storia l’avremmo potuta chiudere prima. Ammettete che qualcosa non sia andata per il verso giusto! - esclama all'indirizzo del primo cittadino- L’autotutela, come recita l’ordinanza del Consiglio di Stato è un procedimento sbagliato. L’avevamo detto. Andava adottata una procedura civile”.

MaringelliA quel punto, Raffaele Maringelli (UDC), consigliere di maggioranza, prova una mediazione tra le parti: “Basta farsi un giro su internet per rendersi conto di cosa sia la Tri.com. Quante polizze fideiussorie che questa società ha tentato per dare una parvenza di legalità del suo operato”.

Il comune, intanto si è rivolto alla magistratura per chiedere il risarcimento della rata di circa 250mila euro. Qualcuno teme già il gioco a scatole cinesi che la Tri.Com San Giorgio spa potrebbe intentare, con abili meccanismi di ingegneria societaria. In altri comuni la società ha fatto stragi, lasciato terra bruciata, assorbito tributi come sanguisughe. “Da noi – assicura Luigi Scagliusi – l’odissea, da oggi è finita”.