Giovedì 24 Maggio 2012
   
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FRANCESCO BOVINO A RADIO RAI2: INTERVISTA

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Certo che non ha mai smesso di amare la sua città. Nonostante tutto. Francesco Bovino, tenore polignanese, romano d’adozione, fa di continuo la spola tra la capitale e la nostra città. Sul sito web ufficiale (www.francescobovino.com) Polignano è una ridente cittadina a picco sul mare. C’è però una Polignano che sorride poco ai suoi concittadini, qualche volta anche al mare e agli artisti e migranti in generale. La storia si ripete da decenni. Funziona solo se il prodotto d’esportazione vende. Modugno vi dice niente?

Francesco non si è mai sentito un’artista incompreso. Il lavoro lo gratifica: al Teatro dell’Opera è apprezzato e stimato da pubblico e colleghi. A Natale ha dato prova delle sue qualità al Palarte a Fabrica di Roma, accompagnato al pianoforte dal Maestro Stefano Giannini. Nello stesso periodo si era vociferato di un suo ritorno artistico a Polignano ma poi non se n’è saputo più nulla.

Lui corre a Polignano appena può: “almeno una volta al mese” - rivendica quando lo incontriamo per un aperitivo al bar. Le conversazioni sono ben cadenzate da argomenti e riflessioni sul mondo della musica in generale, sullo stato dell’arte e il rapporto intimo e sofferto con la sua città natale.

“Polignano mi piace, è la mia città. Ci vengo sempre, appena posso”. Francesco non dà troppo a vedere la sua nostalgia, le emozioni le manifesta solitamente attraverso il canto. E’ costantemente informato sulle vicende del nostro paese, sembra quasi che da Polignano non se ne sia mai andato veramente. Un cordone ombelicale mai reciso. Consumiamo il nostro drink, usciamo, lo avvicinano in molti, amici che mostrano con dovizia di rispetto e stima la loro vicinanza all’uomo e all’artista.

“A Roma non posso lamentarmi, le cose funzionano. Ormai lavoro al Teatro dell’Opera da anni, l’associazione mi dà soddisfazioni, ma la musica è cambiata”.

Quale musica? Si fa per dire…

“No, la musica musica - sorride - tu pensi che oggi un capolavoro come “Emozioni” di Lucio Battisti lo metterebbero su disco? Sicuramente no. Direbbero che non e’ radiofonico! Servono motivetti dal refrain facile, semplice, ripetibile e immediato. Tutto ciò risponde a una logica di mercato…le Major del disco impongono cosa va in un determinato momento. Il “sistema” del profitto ad ogni costo passa sull’arte musicale appiattendola ed uniformandola su dei cliché ormai consolidati. L’artista deve, prima di esporre quel che ha da dire uniformarsi a questi standard imposti. Oppure? Oppure non gli fanno fare proprio niente.”.

Si comprende. E’ il denaro che muove tutto...

“Si - risponde rassegnato - Una volta c’era sperimentazione, si lasciava spazio alla creatività dell’artista. Questo ha fatto si che nascessero (parlo dell’Italia) i cantautori,le band (allora li chiamavamo “complessi”, nuove forme di canzone e i dischi si vendevano! Adesso conta la quantità di dischi che l’artista riesce a vendere, se il prodotto non e’ di qualità non importa a nessuno. Un esempio. Ho visto il film di Luca Medici, Cado dalle nubi, per amor loci, non per altro. Il personaggio del film, Checco Zalone, racconta però un’amara realtà del nostro tempo. In una scena del film Checco fa un provino, canta e viene preso non per merito, ma perché ci si rende conto che il personaggio funziona. Possiede tutte le qualità. Checco è demenziale, quanto basta per farsi amare dal grande pubblico e far circolare i danari. Questo conta. Ma non è tutto. Ciò che veramente conta oggi è evitare che la gente pensi, che possa riflettere. La gente non deve più pensare, ha bisogno di distrazioni. Per questo il livello qualitativo della musica in circolazione si è abbassato notevolmente. E’ tutto direttamente proporzionale e funzionale al consumo. Per spingere al consumo non devi riflettere e prenderti troppo sul serio.”.

Anche nel bel canto non mancano i fenomeni da “baraccone”. Andrea Bocelli trova il consenso popolare e di critica ma sembra molto costruito, vero?

“Molto? E’ tutto costruito, dalla testa ai piedi. E’ un personaggio per il quale sono stati investiti fior di quattrini. Vedi, anche il circuito legato a Caterina Caselli, ha prodotto negli ultimi anni dei veri e propri fenomeni, trascinatori di popolo e di ingenti quantitativi di denaro. Le produzioni rispondono a logiche di mercato studiate ad hoc. Per questo non conviene sperimentare e rischiare.”.


Raccontaci una tua esperienza personale o qualche aneddoto…

“La scorsa settimana sono stato invitato a seguire dal vivo la trasmissione radiofonica di RAI 2 “OTTOVOLANTE”: una sorta di Zelig radiofonico. Condotto da Savino Zaba, ex conduttore del mitico programma di Telenorba “BATTITI” ora in forza alla Rai. Tra gli ospiti c’erano il pugliesissimo Michele Mirabella e l’attrice Mita Medici. A un certo punto della trasmissione Savino e’ salito fra il pubblico e mi ha raggiunto annunciando a tutti la mia presenza e chiedendomi di cantare qualcosa improvvisando; magari un acuto. Io divertito e un po’ preoccupato di cantare così,“a freddo” non mi sono sottratto ed ho intonato la parte finale di “LA DONNA E’ MOBILE “ dal Rigoletto di Giuseppe Verdi. C’e’ stato un applauso con standing ovation. Questo conferma ancora una volta che se alla gente si propongono cose artisticamente valide, il riscontro arriva. Il problema della lirica è che resta un fenomeno di nicchia abbandonato a se e quasi ignorato dai mass media. Si preferiscono tronisti e veline tanto belli, quanto ignoranti. Questo tanto per raccordarci al discorso che facevamo prima.”.

Il 2010, a Francesco, riserverà delle novità sul piano artistico. Si parla di una produzione verso la metà dell’anno. Lui avvolge tutto in un’aura di riserbo.

“Certo - conferma - se ci sono novità vi tengo informati”.

L’ultimo abbraccio artistico con la nostra città risale al 2008. Per Natale 2009 sembrava quasi fatta, si parlava di un concerto a Polignano, ma poi qualcosa non ha funzionato. Forse nelle maglie della burocrazia? Gli uomini e la politica - riflettiamo a margine dell’aperitivo - quelli non cambiano mai. Aveva proprio ragione Thomas Mann a proposito degli artisti: “sono gli ultimi a farsi illusioni rispetto alla loro influenza sul destino degli uomini”. Cosa può fare l’arte se non credere spontaneamente in una politica migliore? L'arte è sogno, progettazione: la politica ha perso quella capacità di sognare. Il dialogo immaginario con Mann si interrompe. La risposta dello scrittore svizzero si insinua: "l’arte non è una forza ma solo una consolazione", anche un po’ ingenua.

“Un abbraccio ideale va alla bella Polignano e a i miei concittadini che sono lontani dagli occhi ma vicini al cuore... ciao.”.

Commenti 

 
#5 rossoverde nel cuore... 2010-04-19 18:19
Ciao Francesco, condivido pienamente e sottoscrivo quanto da te qui postato! Le parole da te riservate alla nostra bella gente, dico davvero bella dentro, non ha uguali! condivido anche qualche pecca ma il tutto è migliorabile! prevale però il nostro modo di essere calorosi ed accoglienti, potrei raccontare diversi aneddoti in tal senso, ma ritengo di non annoiare e di non dilungarmi poichè i miei episodi oltre a non essere unici sarebbero uguali, seppur in circostanze e con persone diverse, a quelli di ciascun altro nostro concittadino... Tutto questo per noi è un valore è il nostro spontaneo modo di vivere e dobbiamo fare in modo che possa essere conservato nel tempo, perchè è questo che ci rende unici! ogni mio amico forestiero che ho avuto il piacere di ospitare nel nostro paese è stato segnato oltre che, dalla illimitata ed innata bellezza del nostro Paese, ma di più, è stato fortemente colpito da questo nostro calore umano; ribadisco avrei diverse e diverse testimonianze in tal senso e tanti altri come me ne potrebbero riportare... Grazie Polignano e Grazie ai miei polignanesi ovunque essi siano... mi appello ai nostri amministratori locali affinchè facciano di più ed in ogni direzione in tema scolastico e occupazionale per tutti i nostri ragazzi/e... Un abbraccio a tutti.
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#4 francescobovino 2010-04-19 14:26
Ragazzi, permettetemi di ringraziare Nicola Teofilo per lo spazio e l'attenzione che mi riserva. Cari rossoverde nel cuore ed esule. grazie a voi per le belle parole che condivido appieno. Non potrebbe essere altrimenti!
Per una volta fatemi fare il bastian contrario: ci lamentiamo della nostra gente ma basta andar fuori per rendersi conto che ogni mondo è paese. la nostra gente è calda, accogliente; forse delle volte parla un pò troppo e non si fa i fatti propri ma, lasciatemelo dire, la preferisco a chi i fatti propri se li fa tanto da non curarsi del prossimo.
Un abbraccio ideale a noi polignanesi nell'anima ed ai polignanesi "stanziali". CIaoooooo francesco
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#3 da esule 2010-04-14 02:07
caro rossoverde nel cuore...condivido le tue emozioni... mi sento polignanese perchè è la terra in cui sono stato ragazzino..quando si dà uno "strappo" ci si sente esuli dapperutto..la tua terra ha che fare più col metafisico..i luoghi restano solo nella mente, si cristallizzano nel ricordo.Il ritorno non è mai un vero ritorno, perchè si pretende di rivedere gli spazi e le persone così come uno se li è portati nel ricordo.Poi di fatto non è così e si è costretti a fare a fare i conti con una realtà che si è trasformata e ti fà sentire comunque esule..un saluto a tutti gli "esuli"...Francesco incluso ovviamente...
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#2 ...rossoverde...nel cuore.... 2010-04-13 18:38
Ciao Francesco, ti giunga il saluto e l'abbraccio di tutti noi migranti... tutti noi viviamo con grande sofferenza la distanza ma orgogliosamente di contro diciamo non abbiamo mai avvertito il distacco dalla nostra madre terra...
infatti sono certo che un giorno tutti noi insieme forti delle esperienze acquisite oltre confini potremo dare un apporto in più alla nostra terra e ai nostri fratelli affinchè tutti i nostri figli non patiranno più la lontanza... continuiamo il nostro percorso professionale ognuno nella propria diversa esperienza saremo sprono per lo sviluppo culturale, turistico, economico etc.. cui il nostro paese merita e che ancora oggi purtroppo non ha raggiunto la piena maturità... ma le cose stanno cambiando le nuove generazioni stanno accrescendo il proprio percorso scolastico ce la faremo! un saluto a te caro Francesco e a tutti i nostri fratelli polignanesi.
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#1 Gordian 2010-04-13 18:03
A Polignano c'è una concentrazione esagerata di ignoranza, sia tra i cittadini che tra gli impiegati pubblici, il tutto a vantaggio dei "politici".
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