Venerdì 13 Dicembre 2019
   
Text Size

ANSPI, PROCESSO A GESU' E RACCOLTA FONDI

anspi-processo-ges

SI RACCOLGONO FONDI PER IL RESTAURO DEL CAPPELLONE DI SAN VITO

L'Anspi Formazione e Teatro dell'Oratorio "Giovanni Paolo II" di Polignano presentano 'Processo a Gesù', domani 24 marzo alle ore 19.30, Chiesa Matrice.

"Processo a Gesù" è una sorta di spettacolo nello spettacolo che, rappresentato per la prima volta nel 1955, ha trionfato sui palcoscenici di tutto il mondo, diventando uno dei classici a sfondo storico religioso. Lo spettacolo scritto da Diego Fabbri vuole essere il documento di un'epoca confusa ed inquieta in cui l'uomo tende ad allontanarsi da Dio, ma più lo fa e più ne sente il disperato bisogno. L'evento storico del processo inscenato da tre fratelli ebrei si trasforma in una ricerca di verità che condanna la storia contemporanea.

 

LA TRAMA - Processo a Gesù porta a compimento lo schema processuale dei precedenti drammi fabbriani e inaugura una forma di teatro: ‘aperto’, corale, sempre incentrato sul gioco del ‘teatro nel teatro’, che attiva nuove strategie di coinvolgimento del pubblico, foriere d’ulteriori sviluppi nella sua drammaturgia.

(Il confidente, Figli d’arte, L’avvenimento) Una compagnia d’ebrei gira per l’Europa inscenando ogni sera lo stesso dramma: il processo al personaggio storico Gesù di Nazareth, sulla cui innocenza questi ebrei, inquieti, ancora s’interrogano. Si tratta di un processo di natura squisitamente giuridica, anche se nel farlo, Elia, il capo della compagnia, pone al pubblico lo stesso dubbio tormentoso che assilla loro. Accanto ad Elia, c’è Rebecca, sua moglie, Sara la loro figlia, vedova di Daniele, il giudice mancante, morto sotto il piombo nazista, e Davide, che solo nell'intermezzo verremo a sapere ebbe, ai tempi in cui era ancora vivo Daniele, una storia d'amore con Sara, tanto da denunciarne ai nazisti il marito. Ai membri della famiglia si aggiungono gli attori-personaggi: la troupe che veste i panni dei protagonisti che allora presero parte al processo.

Elia, Rebecca, Sara e Davide interpretano la parte dei giudici, dividendosi i ruoli, sempre in modo diverso attraverso l’espediente del sorteggio, a garantire ogni sera un nuovo andamento processuale e affidando il ruolo di Daniele ad un giudice improvvisato che sale dalla platea. Ma la sera in cui il processo va in scena, Sara, stanca della solita procedura ormai sterile, chiede che si sentano altri testimoni, oltre ai soliti membri del Sinedrio. Vengono così interrogati, oltre a Caifa e Pilato, coloro che conobbero Gesù da vicino, personaggi della troupe ma che interpretano ruoli improvvisati: gli apostoli, Maria, Giuseppe e la Maddalena. Da queste deposizioni il processo prende una piega imprevista e si umanizza. A tal punto che nel secondo atto, dopo un intermezzo in cui Sara e Daniele entrano apertamente in conflitto sugli esiti dell’indagine, Sara si sta infatti persuadendo dell’innocenza di Cristo, il dibattito si sposta in platea animando il pubblico. Dalla platea salgono sul palcoscenico nuovi attori-spettatori. Un intellettuale che ha studiato in seminario, un prete, un giovane che ha abbandonato la casa paterna e si è perso, una prostituta, una donnetta delle pulizie. Ognuno ha visto se stesso nell’uno o nell’altro personaggio storico del primo atto.

La coralità del dramma si fa completa. Il processo, nato come rivisitazione di un pezzo di storia sacra, attraverso la rievocazione, si è trasformato in una ricerca di verità che investe la storia contemporanea messa chiaramente sotto accusa. Gli interrogativi di Elia non nascono infatti solo dal timore di aver commesso una colpa imperdonabile. L'abituale certezza anticristiana del popolo ebraico è infatti confermata dalla mancata attuazione nel mondo di oggi del messaggio di Cristo, che smentisce ogni giorno la sua natura divina. L'idea del processo è quindi doppia: processo a Cristo e processo alla cristianità, che chiamata in causa torna però a gridare alla fine del processo il suo bisogno di Cristo, perché, come conclude la donnetta delle pulizie se lo condannano nuovamente, a lei, a loro, a tutti gli uomini, non resta veramente più nulla.

Nella serata saranno raccolti fondi per il restauro del cappellone di San Vito.

Commenti  

 
#8 maria mancini 2010-05-17 17:43
mi sono divertita a leggere i commenti e devo dire a monella che la persona che si firma la verità commenta quasi tutte le notizie presenti nel web dicendo la sua verità quindi visto che in italia per fortuna c'è liberta di parola non vedo nessun problema. Mentre come le rispondi te monella sembra che hai la coda di paglia e non ho capito quale sarebbe questa tanto ambita uva
 
 
#7 monella 2010-04-07 11:56
dimenticavo... la mia nei tuoi confronti e' una critica positiva.... nel senso che se l'associazione nn ti piace... fai altro invece di seguire il nostro trascorso....cmq anche le critiche servono... xo' devono essere reali e costruttive...non distruttive e sminimizzanti...
 
 
#6 monella 2010-04-07 02:06
egregio alias signor verita' x prima cosa le dico che dietro ad un pc possiamo essere chi vogliamo ...maschi, femmine, ecc.
secondo, io presumo di sapere chi e' che scrive dietro quel nik e siccome nomi nn ne ho fatti, mi spieghi legalmente cosa vuoi perseguire?
terza cosa mi sembra che hai sempre scritto cose offensive contro l'anspi, in modo sottile ma lo fai e nn siamo deficenti da nn accorgercene, tendi sempre a precisare la monotonia,la mancanza di gente e poi cerci di alleviare la cosa con domande inutili... ora la domanda te la faccio io... visto che al quanto sembra non ti piace l'oratorio anspi, xche' continui a seguire e a leggere le cose che l'associazione fa e come dici tu te ne vai dietro a dicerie di gente che sbaglia scenario? se nn ti piace una cosa la ignori nn scrivi cavolate specialmente se come dici tu nn c'eri...!!!!
ti comunico che l'anspi ha fatto altre cose.. tipo il carnevale, la pentolaccia e la vecchia, e chissa' xche' non hai commentato niente... ops... forse nn c'eri....!!! ti ripeto il detto dice ..."quando la volpe non arriva all'uva dice che e' amara"... si vede che nn hai niente da fare, x discriminare un'associazione che nel suo piccolo e con le proprie forze cerca di insegnare qualkosa ai bambini in primis e anche ai grandi fatti furbo .. datti all'ippica!!! distinti saluti da monella una che nell'oratorio ci crede e ricorda che quando si parla di chiesa e di gesu', niente e' monotono ... solo chi nn crede al Signore puo' parlare cosi'... chi e' fedele a Dio non fa altro che apprezzare qualsiasi cosa, potevamo essere anche 3 persone .... e sarebbe andata benissimo lo stesso... cosa che nn e' successa la chiesa era piena e alla gente e' piaciuto cio' che abbiamo fatto ... ciao ciao
 
 
#5 la verità 2010-04-02 22:50
mi son dimenticato di aggiungere che il commento sulla poca gente era una critica positiva nel senso che certe iniziative dovrebbero essere più seguite e forse più pubblicizate
 
 
#4 la verità 2010-04-02 22:45
egregia monella mi dispiace che stai accusando qualcun'altra al posto mio per due motivi il primo è il più ovvio che non mi conosci di persona e il secondo e che sono un maschietto stai attenta che le false accuse sono perseguibili legelmente
 
 
#3 monella 2010-03-30 13:09
ti esponi come la verita'...ma di verita' ce ne' ben poca...
in chiesa c'eri eccome e siccome ormai sappiamo chi sei ti dico che sei piu' falsa dei soldi del monopoli... a me risulta che in chiesa c'era gente e se ci vedessi bene .. avresti visto che avanti era seduta gente di un'altra associazione e gli altri attori nel pubblico...poi laente ge' libera di sedersi dove vuole e cmq ho gia' dato troppe spiegazioni a una che di spiegazioni ne ha da dare tante... il detto dice... "Quando la volpa non arriva all'uva... dice che e' amara" sei scandalosa...!!!
 
 
#2 freeback 2010-03-30 00:11
“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”.

Ho partecipato con entusiasmo, dando il mio modesto contributo,alla rappresentazione del "PROCESSO A GESU'".
Posso senza dubbio affermare che è stata per me un'esperienza positiva che, laddove me ne sarà data l'opportunità, vorrei continuare.
E' stata un'esperienza positiva perchè mi ha consentito di partecipare ad un momento di condivisione ad un progetto comune e al quale, data la mia scarsa formazione artistico-teatrale, mi sono avvicinato con una certa timidezza, ma del quale mi sono però sentito da subito parte integrante grazie all'accoglienza che, non solo a me, mi è stata riservata dai "veterani" del gruppo e ai quali voglio esternare pubblicamente il mio sincero ringraziamento per avermi coinvolto, accolto e guidato in questa avventura e verso i quali sarò sempre in debito di riconoscenza per avermi consentito di vivere un'esperienza che di certo ha contribuito alla mia crescita sociale,umana e culturale.
Grazie.
 
 
#1 la vertità 2010-03-26 22:02
pultroppo non ho visto di persona lo spettacolo comunque mi è stato detto che era monotono per il fatto che era letto e che la chiesa era praticamente vuota se si toglievano i parenti dei lettori queste iniziative non vengono mai seguite qualcuno sapreppe dirmi il perchè ?
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI