DAL TITOLO "COMPRATO" DEL PROZIO AL FORTUNATO E PROFICUO PALAZZO NELL'ERA CONTEMPORANEA
Grande partecipazione ai funerali, venerdì scorso, del conte Domenico Massimo Miani, erede e fratello di Eugenia Nicoletti Miani, proprietari dell’antico Palazzo Marchesale di Polignano, famoso per le oltre 90 stanze e per i preziosi e costosissimi locali prestati in affitto alla movida dell’estate.
Domenico Massimo Miani era pronipote della scrittrice contessa Fulvia Miani Perotti (foto a destra), di nobili origini, nata a Polignano nel 1844 e madre dell’intellettuale e poeta Armando Perotti. A
Fulvia Miani è stata intitolata una piazzetta del centro storico.
STORIA DEI MIANI (fonti da Gianfrancesco Pascali, Storia di Polignano) – A Polignano, dove i Miani erano antichi feudatari, esiste ancora il Palazzo Marchesale di loro proprietà. Ma la storia dei Miani, di antichissime origine venete si intreccia, come testimoniano i racconti di Pascali, con quella dei La Greca, ultimi feudatari di Polignano.
I La Greca furono Marchesi di Polignano (Decorati con Regio Privilegio 20-10-1798) per opera di un Pasquale. Pasquale esercitava un ricco commercio ma, essendo giunto a età avanzata e volendo <<menare il resto dei suoi giorni in tranquillità>> decise di acquistare il feudo di Polignano, che fu ceduto per ducati 38.500. Nel 1795 il barone D.Pasquale la Greca acquistò il feudo per 206.050. I La Greca presero possesso del feudo, ma pochi giorni dopo, a mezzo del suo procuratore D.Tommaso Calò, sorse una lite tra l’Università e il nuovo feudatario. Il feudo passò in piena proprietà a D.Michele La Greca, suo figlio.
IL TITOLO "COMPRATO" - Alla morte di D.Michele, nel 1839, il feudo passò all’erede donna Ruffina fu D.Paolo Volpe e D.Emerenziana Rinaldi la quale, dal 26 marzo 1843, fu moglie in seconde nozze del Comm. D. Nicola Miani fu Domenicangelo e donna Fulvia Brescia.
In seguito passò quasi tutto in eredità al figlio Domenico Angelo. Domenicangelo Miani, nato il 12/10/1845 e morto nel 1909, portava il titolo di Conte (Conte di S.Gregorio Magno) ma si vuole, e forse a ragione (sottolinea Gianfrancesco Pascali in Storia di Polignano), sia un titolo comprato, -dicesi- per una trentina di mila lire.
ALBERO GENEALOGICO - Grazie alla consulenza di Gianni Talenti abbiamo ricostruito parte dell’albero genealogico dei Miani, partendo proprio dal conte Domenico Angelo Miani e passando dalla famosa sorella poetessa e scrittrice Fulvia Miani Perotti.
DOMENICO ANGELO MIANI sposa EUGENIA BACILE. Hanno tre figli: RUFINA MIANI, NICOLA MIANI e MARGHERITA MIANI.
Domenico Angelo Miani è il fratello di FULVIA MIANI PEROTTI sposa di GAETANO PEROTTI e madre del noto scrittore barese ARMANDO PEROTTI.
NICOLA MIANI, figlio di Domenico Angelo e Eugenia, sposa MARIA LUISA TATEO e hanno due figli: DOMENICO MASSIMO MIANI (il conte scomparso venerdì) e EUGENIA NICOLETTA (entrambi proprietari del Palazzo Marchesale). Nicola Miani, papà di Domenico Massimo scompare a una giovane età, mentre Maria Luisa Tateo sposa CARIGNANI, dal cui sodalizio nasce CARLO CARIGNANI, Marchese di Tolve, fratellastro di Domenico Massimo e Eugenia. Carlo Carignani vive nella splendida tenuta vicino Cozze, la famosa Masseria. Quindi il conte Domenico Massimo Miani morto venerdì è pronipote di Fulvia e Domenico Angelo.
IL PALAZZO E L'EREDITA' - Domenico Massimo e Eugenia non hanno avuto figli, quindi il Palazzo Marchesale di Polignano andrà in eredità ai nipoti e figli di Carlo Carignani.
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Commenti
ma i titoli nobiliari non erano aboliti?
doppi e tripli cognomi ecc,
ma questa gente lavora?
le paga le tasse?
Se volete parlare d'altro, secondo me, aprite un post a parte.
Il centro storico è il cuore pulsante, il luogo dello scambio, delle relazioni umane, dell'incontro. Quel palazzo è vita e calore umano per i numerosi imprenditori, commercianti, gente comune che si sforza quotidianamente per animare questa città grazie ai profumi, alle leccornie dei negozi, ai coloratissimi souvenir, alla musica dei locali, all'arte e al fascino delle panoramiche. Tutto questo è calore umano, pensa che rabbia che farebbe all'interno di quelle quattro mura.
Nicola