Martedì 12 Novembre 2019
   
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CORPINCROCE: SEGNALATECI GLI ABUSI CONTRO L'AMBIENTE

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Lunedì 21 dicembre, la colonna sonora di oggi è una vecchia hit di William De Vaughn “Be thankful for what you’ve got” ripresa dai Massive Attack e oggi da me proposta nella sua versione originale.

CORPINCROCE

In questa puntata di Collezione Privata, parleremo di croci, anche se siamo prossimi al Natale e la Pasqua è ancora lontana, un gruppo di uomini e di donne hanno deciso di mettersi in croce per dissentire da una scelta che comprometterà irrimediabilmente uno degli angoli più caratteristici della nostra regione.

“Mentre il cristianesimo si appresta a festeggiare la nascita di Cristo e diverse rappresentazioni sul Natale si ripeteranno come attrazioni folkloristiche più che per far riflettere, una parte del territorio muore e si sacrifica in nome della vanità, dell'ignoranza e della celebrazione dell'asfalto nuovo che la politica da in pasto ai cittadini/clienti. Non per il bene comune o per un pane rinnovato e moltiplicato da comunione, ma tolto alle bocche dei figli e svenduto in nome di un non meglio definito (ma confuso e falso) sviluppo!”  Queste le parole di Walter Espedito Trento, uno dei performers che domenica 6 dicembre si sono messi in croce per protestare contro l’imminente costruzione di una strada che devasterà il panorama dei colli della Valle d’Itria.  Hanno voluto metterci il corpo, in una manifestazione di dissenso che vuole urlare un no deciso alla devastazione dell’ambiente, a un finto progresso fatto di cemento, contro un’amministrazione miope che non riesce a guardare oltre il proprio naso, che non riesce a cogliere l’importanza di preservare il patrimonio, tutto per un pugno di voti (?) o per manifesta incapacità a garantire un futuro migliore alle generazioni che verranno e un presente degno a noi che oggi viviamo per queste terre.

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Succede di frequente di scontrarsi contro una classe politica che si manifesta incapace di accogliere le sfide del futuro,  siamo oggi più che mai ad un crocevia importantissimo, la terra ci manda messaggi inequivocabili, e ora di iniziare a pensare a uno sviluppo sostenibile che vada oltre le belle frasi fatte, e gli spot elettorali. E’ ora di prendere coscienza del fatto che le risorse a nostra disposizione sono limitate, e quindi lo sviluppo delle attività umane deve adattarsi alla dimensione biologica, perché la scienza e il progresso tecnologico non ci salverà dalle conseguenze di un uso improprio del pianeta che abitiamo.  In attesa che la politica faccia i conti con la propria coscienza tocca a noi mobilitarci e far sentire la nostra pressione sugli amministratori. Imporre la ragione della nostra sopravvivenza contro le logiche clientelari che muovono da sempre i fili anche della migliore delle amministrazioni.

In queste ultime settimane, abbiamo parlato di nucleare, ci siamo dovuti preoccupare e non poco per le ipotesi di impianto di una piattaforma petrolifera al largo di Monopoli, sembra davvero di essere negli anni Settanta, come se fiumi di illustri studiosi non ci avessero detto fino alla nausea che il petrolio è una risorsa in via di esaurimento, mentre il sole e il mare se ci facciamo attenzione saranno lì per sempre. Come se in questi anni la nostra regione non avesse manifestato qual è la sua forza, che sta nella bellezza dei suoi paesaggi, nei colori del suo mare, nella potenza delle sue tradizioni. Il futuro non è fatto di macchine, non è fatto di petrolio, non è fatto di trivelle o di reattori nucleari. Il futuro ci chiama a ritornare al rispetto che nel passato i nostri avi dimostravano nei confronti della natura, anche se a quei tempi erano costretti ad esercitarlo per motivi legati al risparmio.  Ma il risparmio sembra ancora oggi una strada che potrebbe portarci a consegnare ai nostri figli un pianeta migliore.

SEGNALATE ALTRI SCEMPI SUL SITO - In questi giorni è nato il sito internet www.cosate.it dove potete trovare gli aggiornamenti sulla questione della strada dei colli, segnalare altri eventuali scempi in atto (vedi piattaforma al largo di Monopoli), fare rete e fronte comune, firmare la petizione in favore della causa per cui questa gente della valle d’Itria si sta battendo, con le armi che le appartengono: la contestazione pacifica, la riflessione, e l’arte.  La politica ancora una volta sta tardando a rispondere, l’amministrazione di Cisternino per il momento è sorda, io vi chiedo da queste pagine di aderire alla protesta nelle forme che vi sono possibili e firmando la petizione, perché occorre iniziare a sentire il dolore degli altri come se fosse il nostro, perché insieme diventiamo troppi perché chi governa si possa sentire giustificato ad ignorare le nostre richieste. “L’abitudine è un sentimento strano. Capita di mettere da parte le cose più importanti solo perché le si vede ogni giorno. Quando la bellezza dei nostri monti non ci sarà più, per avere lasciato spazio a strade e villaggi turistici, solo allora qualcuno punterà il dito contro i responsabili dello scempio, ma potrebbe essere troppo tardi!!!”

foto di Vito Zizzi

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