Sabato 08 Agosto 2020
   
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La Fondazione Pino Pascali celebra il Mese della Memoria

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Si svolgerà il 15 febbraio 2020 alle ore 17,30, la conferenza Charlotte Salomon (Berlino 1917 – Auschwitz 1943), a cura della storica dell’arte Christine Farese Sperken. L’iniziativa è nell’ambito del Mese della Memoria, nata nel 2009 e promossa da I Presìdi del Libro interamente dedicata al tema della Shoah. In tutta la Puglia, seminari, laboratori, concerti, incontri, mostre, reading e spettacoli teatrali per un mese all’anno a partire dal 27 gennaio (Giorno della Memoria), contribuiscono a mantenere desta l’attenzione su una tragedia che è parte della nostra storia.

La Fondazione Pino Pascali partecipa all’iniziativa raccontando Charlotte Salomon, una giovane artista ebrea scomparsa nel 1943 a soli ventiseianni, quando era incinta di cinque mesi. La figura di Charlotte Salomon è oggi centrale, tanto da essere protagonista anche di una conferenza presso Villa Medici – L’Accademia di Francia a Roma, come di una mostra prevista per l’anno 2020 al Castello di Rivoli, Museo d’arte contemporanea.

L’artista ha affidato il racconto di tutta la sua vita a 800 tempere circa, raccolte sotto il titolo Leben oder Theater. Ein Singspiel (Vita o Teatro. Una pièce con musica), conservate oggi presso il Museo di Storia ebraica di Amsterdam. Si tratta di un documento artistico-umano-sociale unico, semiautobiografico, che mescola finzione e realtà con una serie impressionante di riferimenti visivi, da Marc Chagall a Edvard Munch, dagli espressionisti della Brücke al cinema. Alla base c’è la tormentata storia familiare dell’artista e la tragedia degli ebrei nella Germania nazista e in tutta l’Europa.

Charlotte Salomon ha creato questa sua grandiosa opera tra il 1940 e il 1942, quando si trovava a Nizza con i nonni materni, rifugiatisi in Francia. “Ne abbia cura, questa è tutta la mia vita”, sono queste le parole con cui l’artista affidò il suo lavoro a un amico medico, che a sua volta lo consegnò all’americana Ottilia Moore, che aveva ospitato Charlotte e suo marito, Alexander Nagler, nel loro ultimo periodo prima di essere arrestati dalla Gestapo e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

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