Giovedì 18 Luglio 2019
   
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DONAZIONE, AMBIENTE, STORIA: POLIGNANO IN BICI

beascagliusi

IERI POLIGNANO IN BICI: DALLA DONAZIONE DI ORGANI AL RISPETTO PER L'AMBIENTE E IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO STORICO

LE SFIDE DEL FUTURO

Una calda e variabile domenica d’ottobre all’insegna della solidarietà, del dono, del rispetto per l’ambiente, arte e patrimonio storico-culturale.

Ieri, in piazza Aldo Moro, il raduno di bici per la passeggiata eco-cultura organizzata dall’associazione Polisport Polignano, Legambiente Circolo Hippocampus, AVIS e A.N.S.P.I.. Al timone dei marmocchi che hanno invaso le strade della città e il sito archeologico di Santa Barbara, Beatrice De Donato, Eugenio Scagliusi, Nico Pellegrini e Vito Montalbò. Una passeggiata alla riscoperta delle radici della civiltà rupestre, di ipogei, frantoi e siti paleolitici, dove negli anni ’80 e primi ‘90 gli archeologi si indaffaravano alla ricerca di qualche segno che confermasse il passaggio dell'uomo primitivo.

Esatto, un tempo, perché oggi di quei ritrovamenti non vi è nessuna traccia, a Polignano: il lavoro di speleologi volontari (mai riconosciuto e valorizzato, i meriti li ha presi l’intellighenzia vetero-pseudo-provincial-intellettualoide del nostro trapassato, ndr), esperti è finito nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto, mentre le nuove generazioni riscoprono per la prima volta le cave di Santa Barbara contenitori dei segni più antichi della nostra civiltà. Un patrimonio storico-culturale ormai dimenticato e, qualche decennio fa, perso nei meandri della burocrazia, della politica e delle menti insensibili che ne hanno fatto talora sfoggio, talvolta mercimonio di scambio da destinare altrove.

In piazza, come ogni anno, ci sono le piante dell’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule). La presidente Gianna Pascali e i volontari del gruppo comunale dell’associazione (galleria fotografica in basso) provano a sfidare un tabù, quello della donazione di organi. Una battaglia tanto ardua quanto quella di riportare alla luce una memoria storica depositata in lussuose ville di ingordi facoltosi o in musei nazionali distanti almeno 100 km da casa.

Nella società contemporanea il significato e il valore della morte, l’etica del dono, il patrimonio ereditato dal passato e il rispetto per l’ambiente sono le sfide incredibili del futuro. La morte, il passato, l’ambiente e il presente ci spaventano perché, come paletti, ostacolano la piena, frenetica e individualistica realizzazione del sé. E’ giusto, quindi che se ne parli ai più piccoli, e tanto meglio se a cavallo di una sana bicicletta. “Il tema della memoria - scrive un docente di filosofia Paolo Rossi - non è solo un problema filosofico, ma è radicato profondamente nell'uomo, che vive il terrore di essere dimenticato”. Il nostro desiderio di immortalità e di autonomia egocentrica è talmente forte da spingerci a perdere il contatto con la realtà dell’ambiente e della materia.

“La donazione è l’eroismo del quotidiano” - Karol Józef Wojtyła

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aido

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