Mercoledì 18 Settembre 2019
   
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La storia di Polignano nelle pagine di Giuseppe Maiellaro

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È stato presentato venerdì 6 settembre, presso il Museo Pino Pascali, il volume intitolato “Il Grand Mausolée di Polignano – ricostruzione di un contesto peuceta del IV secolo a.C.”.

“La preziosa pubblicazione, a cura di Giuseppe Maiellaro, Claudio Grenzi Editore, è stata realizzata con il contributo ed il patrocinio del Comune di Polignano a Mare, con il patrocinio dell’Assessorato all’industria turistica e culturale
della Regione Puglia e dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il volume, che riporta gli studi tematici oggetto delle conferenze tenutesi nell’ambito della mostra “La scoperta di Mons. Santoro dal Mito alla Realtà” (2015-2017), è suddiviso in tre sezioni: Storia, Contesto, Forme e Immagini.

La sezione “Storia” si apre con il contributo di Giuseppe Maiellaro che, oltre alle immagini inedite di alcuni vasi a figure rosse di Polignano conservati a Napoli, contiene notizie e foto, anch’esse inedite, relative a reperti sinora ignoti, come ad esempio uno skyphos di Polignano ubicato oggi al British Museum di Londra, chiamato “vaso del Giuoco del bindolo”, e il grande cratere a volute del principe Poniatowski che si conserva, invece, presso i Musei Vaticani. Segue la ricerca di Maya Muratov della Adelphi University di New York, collaboratrice del Metropolitan Museum, che pubblica una foto inedita scattata prima del 1915 ad Elkins Park,vicino Philadelphia, con il nostro Gran Vaso di Capodimonte nella collezione del magnate Peter Widener, un passaggio di cui abbiamo avuto notizia solo oggi.

Seguono, quindi, i preziosi studi di Maria Emilia Masci sulla nascita del collezionismo e di Angela Ciancio sulla Peucezia antica, contributi indispensabili sia per meglio collocare la nostra Polignano nell’antica Apulia di cui era parte integrante, che per meglio comprendere il fenomeno del collezionismo settecentesco coevo agli scavipoli gnanesi.

La sezione relativa al “Contesto” si apre con il contributo di Claude Pouzadoux sulle grandi tombe aristocratiche della Daunia, così vicine e simili al nostro Grand Mausolée; segue, quindi, quello di Carmela Roscino, una rara quanto preziosa indagine sulle officine e sui ceramografi del Tardo-Apulo, periodo finale della ceramica a figure rosse che copre il cinquantennio dal 340 al 290 a.C. circa. Completano la sezione gli studi sulle monete doriche bronzee di Neapolis Peuceta, antico nome di Polignano, di Aldo Siciliano e di Stefania Montanaro.

L’ultima sezione, “Forme e Immagini”, contiene gli interessantissimi studi di Federica Giacobello e del botanico Mario De Tullio e di Adriana De Tullio sui motivi floreali e vegetali presenti sui vasi polignanesi tra mito e botanica; quindi, lo studio di Clement Salviani, sull’armatura del guerriero del Grand Mausolée; segue, poi, lo studio di Monica Baggio sulle loutrophoroi di Polignano, tipici vasi femminili con valenza nuziale e funeraria. Chiude la sezione lo studio magistrale di Martine Denoyelle sul Gran Vaso di Capodimonte, il grande cratere a volute di Polignano ubicato presso il Metropolitan Museum di New York. L’A. descrive, in questo suo contributo, l’ideale viaggio di questa tipologia di vaso da Sparta a Taranto e da Taranto nella Peucezia.

La pubblicazione, attraverso l’attenta e rigorosa analisi degli autori, ci restituisce un’immagine nuova dell’antico contesto polignanese, evidenziando tutta la ricchezza del suo patrimonio storico, archeologico, culturale, il cui pieno recupero e approfondimento sono ormai priorità indifferibili. Solo attraverso quest’operazione di recupero identitario è possibile dare una sferzata alla crescita culturale della comunità locale, creando, nel contempo, un nuovo formidabile e unico attrattore in ambito turistico.

Polignano non è solo il paese delle bellezze naturalistiche, di Modugno e di Pascali, possiede un patrimonio archeologico, ancora in parte sconosciuto, così importante, da collocarla tra le più interessanti realtà della antica Peucezia e della Magna Grecia.

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