Giovedì 21 Novembre 2019
   
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Dallo sbarco sulla Luna all’inquinamento luminoso

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Se ne è parlato durante il convegno dell’ADIA

Quante volte ci siamo fermati a guardare la Luna, quante volte abbiamo parlato con essa delle nostre paure, quante volte abbiamo usato i suoi affascinanti colori e forme per le serate in riva al mare. Sicuramente tante. Ma non sono mai abbastanza le volte che ci impegniamo per tutelare quella vista, quella “palla luminosa” che ogni sera, in tanti colori diversa ci accompagna nella nostra vita.

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Si è tenuto qualche settimana fa un incontro organizzato dall’associazione ADIA - Astronomia di Polignano a mare, presso il Museo Pino Pascali per parlare proprio della Luna, nel giorno in cui ricorreva l’anniversario del primo sbarco dell’uomo sul nostro satellite naturale. Un’incontro affascinante dal quale però è venuto fuori un tema che merita la massima attenzione, e del quale vogliamo parlarvi, affinché ognuno di noi possa prestare la giusta sensibilità verso “quella cosa” che vediamo cosi lontana, ma che non smette mai di affascinarci. La vista delle stelle e della Luna attraverso i telescopi messi a disposizione dall’associazione è stata anticipata da un convegno nel quale il secondo relatore l’Ingegnere Ludovico Genco consigliere dell’associazione e referente regionale per il risparmio energetico ed inquinamento luminoso, ha sollevato proprio il problema dell’inquinamento luminoso.

Quasi la totalità del pianeta non è in grado di vedere le stelle a causa di tale inquinamento, l’Italia, è il paese sviluppato con la percentuale più elevata di territorio inquinato dalla luce artificiale a livello mondiale. Otto italiani su dieci non possono vedere il cielo stellato incontaminato. E’ quello che riporta l’atlante mondiale dell’inquinamento luminoso pubblicato sulla rivista Science Advances. La causa principale dell’inquinamento luminoso è data dalle emissioni di impianti di illuminazione esterna non a norma, ovvero quegli impianti che non emettono solamente la luce funzionale alla visione notturna al di sotto dell’orizzonte, ma ne disperdono una buona parte verso l’alto. Da qualche anno, ormai, diverse città in tutto il Mondo hanno deciso coscienziosamente di rimpiazzare i classici lampioni con luce arancione/giallastra al sodio con delle luci led ad alto risparmio energetico, sicuramente un buon inizio.

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Anche Polignano non esce indenne da questa situazione, con una doppia problematica però. Da un lato la voglia di impegnarsi contro l’inquinamento luminoso, e in questo l’ingegnere ha mostrato chiaramente quanti e quali situazioni possono essere considerati tali, e purtroppo non si tratta solo di pubblico ma anche di privato. Dall’altro ci troviamo con una gara d’appalto pubblica proprio per la sostituzione dell’illuminazione pubblica con luci led.

Gli obblighi delle amministrazioni locali sono quelli dettati dalla legge del 2005 e dal regolamento del 2006. In particolare l'art. 3 del regolamento 13/2006 impone ai comuni l'obbligo a dotarsi, entro quattro anni dalla data di entrata in vigore della stessa legge, di piani per l’ illuminazione a basso impatto ambientale e per il risparmio energetico, al fine di disciplinare le nuove installazioni in accordo con detto regolamento. Da noi restano ancora intere zone con lampade che irradiano in ogni direzione. Recentemente all’esterno di molti B&B sono stati installati faretti che proiettano verso l’alto e più di un negozio ha spot, a pavimento, severamente vietati.

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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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