Mercoledì 17 Luglio 2019
   
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Il Festival De “Il Libro Possibile” compie diciotto anni

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Il tema 2019 è “Il passo dell’umanità”

Compie diciotto anni la kermesse culturale considerata ormai la più importante del Mezzogiorno. A far da cornice all’evento e al prestigioso parterre d’ospiti, ben sei piazze del suggestivo centro storico di Polignano a Mare: piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto, piazza dell’Orologio, vico Porto Raguseo, Balconata Santa Candida, Via Mulini.

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Fondamentale, anche quest’anno, il sostegno di realtà del territorio che hanno dimostrato di credere fortemente nel Festival: Regione Puglia, Comune di Polignano a Mare, Apulia Film Commission, Università degli studi di Bari ‘Aldo Moro’.

Quattro serate ad alto tasso culturale e di emozioni; oltre 350 tra autori e presentatori sparpagliati in 6 piazze di Polignano per non meno di 4 ore a serata; una decina almeno di libri presentati per la prima volta al pubblico e ben 3 anteprime di libri che si preannunciano con veri e propri bestseller;

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Il tema di quest’anno è “Il passo dell’umanità”, in corrispondenza dei 50 anni dello sbarco sulla luna. Un passo che si vuole “espandere”, ha precisato la direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ai grandi temi della società e sulle sfide che il futuro ci prepara e alle quali non dobbiamo arrivare impreparati: tra questi l’amore e la salvaguardia dell’ambiente.

Si è aperta cosi l’edizione 2019 del “il libro possibile” con il classico brindisi di apertura alla presenza dei massimi esponenti politici del PD. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che si è complimentato con l’organizzazione per aver raggiunto alti livelli di organizzazione, oltre a presenze di calibro nazionale e internazionale. “Polignano si dimostra ancora una volta una vetrina importante per l’intera regione – le parole di Emiliano - capace di crescere negli anni con eventi di qualità e con organizzazioni impeccabili.”

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Sul palco era presente anche l’assessore al turismo Loredana Capone (PD) insieme al Sindaco di Bari Antonio De Caro. “E’ da Polignano che possiamo celebrare la cultura – le parole dell’assessore – grazie al festival e ai tanti autori presenti sarà possibile dialogare, aprirsi, discutere e confrontarsi, insomma generare quel senso di libertà che ultimamente sta mancando. E da qui quindi – conclude la Capone – che possiamo celebrare l’apertura di ponti e non la creazione di muri.” In veste di presidente ANCI invece Antonio De Caro ha fatto i complimenti all’organizzazione per la sinergia messa in campo con tutto il territorio, partendo dalla Politica fino ad arrivare ai privati, un modo unico di fare squadra.

Dello stesso parere anche il Sindaco Domenico Vitto: “C’è un entusiasmo ad organizzare il festival che si mantiene negli anni, il libro possibile diventa maggiorenne, una maturità che gli organizzatori e la città di Polignano hanno sempre avuto. Ma questo – conclude il Sindaco – è il festival dell’intera regione, perché grazie agli autori presenti ogni anno la regione Puglia diventa sempre più conosciuta in ogni parte del Mondo, e questo è possibile anche grazie ad un lavoro di squadra.”

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Le danze di questa edizione non potevano che essere aperte dall’ex astronauta Paolo Nespoli, in piazza Aldo Moro, con un incontro dal titolo “Cinquant’anni dal primo passo sulla”. Un racconto che ha affascinato tutti e che la presenza di numerosi bambini lo ha reso molto più affascinante. Un modo per elogiare anche il primo spazioporto Italiano, nato a Grottaglie per portare i turisti sulla luna.

Standing ovation per Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio. Ha tenuto tutta la pizza con il fiato sospeso mentre raccontava il suo nuovo lavoro, “Cosa Nostra spiegata ai ragazzi”. Il tutto è partito da un video in cui il magistrato teneva una lezione nel 1989 con i ragazzi del liceo a Bassano del Grappa. Quella lezione, grazie a Paper First, è diventata un libro arricchito da documenti storici e dalla prefazione del fratello Salvatore. In uno dei passaggi in aula, quel giorno, il giudice parlò anche del ruolo e dei limiti della magistratura come possibile freno agli stretti legami tra mafia e politica. Una lezione, letta 30 dopo, quanto mai attuale. Si è commosso Salvatore Borsellino quando sul palco il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra ha annunciato che saranno resi pubblici tutti gli atti riguardanti la strage di via D’Amelio in cui mori Paolo Borsellino.

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