Domenica 22 Settembre 2019
   
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Scoperta una barriera corallina che unisce Monopoli a Polignano

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L’eccezionale rinvenimento si deve all’esplorazione di un gruppo di ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, guidati dal direttore Giuseppe Corriero, effettuate a oltre due miglia dalla costa, tra i 40 e i 55 metri di profondità nel mare Adriatico.

I ricercatori hanno stimato che la barriera scoperta abbia una lunghezza di almeno 135 km, e si estende sia verso nord che verso sud rispetto al punto in cui è avvenuto l’avvistamento. È una chicca naturalistica che incontriamo per la prima volta nel Mediterraneo”, racconta infatti Giuseppe Corriero, a capo del team che ha fatto la scoperta, “e potrebbe essere presente anche altrove in Puglia, ma non si tratta di un reef corallino tropicale”.

Come racconta Corriero, la scoperta è arrivata quasi per caso. I ricercatori stavano infatti mappando i fondali di coralli rossi e ostriche con alcuni robot sottomarini, quando hanno visto qualcosa di insolito. “Immaginiamo dei blocchi spessi di coralli, concatenati tra loro, con grotte e anfratti, ricchissimi di vita – racconta Corriero – una biocostruzione che ci ha ricordato subito la barriera corallina, anche se nel Mediterraneo non avevamo mai incontrato nulla di simile”.

Barriera corallina che però non deve assolutamente mettersi a confronti con quelle tipiche e caratteristiche delle Maldive. La differenza sostanziale tra la Puglia e gli habitat tropicali delle barriere coralline è la luce. La barriera corallina infatti si sviluppa a profondità molto basse, creando secche e atolli. Mentre la scogliera corallina pugliese è situata a una profondità di oltre 30 metri, dove le condizioni di luminosità sono molto differenti. Pertanto a differenza della scogliera scoperta in Puglia, le barriere di coralli tropicali si fondano sulla simbiosi animali-piante.

Una scoperta che potrebbe rappresentare "un caso unico nel Mediterraneo" ma che proprio per questo rende ancora più necessaria un'azione di salvaguardia. La scoperta, annunciata dai ricercatori dell'Università di Bari, di un "banco coralligeno" al largo di Monopoli ha suscitato in questi giorni grande clamore ed entusiasmo. Ma, allo stesso tempo, pone con forza il problema della sua tutela. Infatti la barriera, secondo quello che ha riportato il presidente di Legambiente Angelo Allegretti durante la trasmissione di canale7 potrebbe arrivare anche a Polignano nelle vicinanze dello scoglio dell’eremita.

Se cosi fosse, e non abbiamo motivo di dubitare, constatiamo che la barriera corallina si troverebbe proprio in direzione dei depuratori dei due paesi, ed ecco che torna prepotente la necessita di trovare una soluzione urgente e tempestiva per salvaguardare quella parte di mare, anche in vista della recente scoperta.

La giunta regionale sta pensando ad un lavoro di concerto con le Capitanerie affinché si possa avviare l’iter per una nuova area marina protetta. Coinvolgendo nel progetto anche le marinerie affinché nessuno possa sentirsi penalizzato, ma con tutti si contribuisca alla creazione di una nuova visione di tutela ambientale e di un ecosistema che è certamente non diffuso nel Mediterraneo.

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