Giovedì 16 Agosto 2018
   
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Il Corpus Domini unisce i polignanesi

Corpus Domini 2018 (32)

Mons. Vito Benedetti e tutte le prime comunioni del 2018.
In migliaia in piazza San Bendetto


"L'Eucaristia è un sacramento di cambiamento di noi stessi, delle nostre famiglie e dell'intera società": così Don Pinuccio Semeraro, parroco della chiesa di Sant'Antonio da Padova, predicava dall'altare allestito nella piazza antistante la parrocchia durante la liturgia solenne per il Corpus Domini dello scorso anno. Questa domenica invece, per il Corpus Domini è stato scelto il luogo simbolo del turismo polignanese: piazza San Benedetto, dove hanno partecipato migliaia di polignanesi.

 

Una celebrazione interparrocchiale intensa e partecipatissima

La Santa Messa è stata concelebrata dagli altri sacerdoti polignanesi e partecipata dalle autorità politiche e civili, dalle Confraternite, dall'U.N.I.T.A.L.S.I di Polignano e da numerosissimi fedeli. Davanti all'altare, il posto d'onore è stato occupato dai bambini in tunica bianca, gli stessi che nello scorso mese hanno ricevuto in dono il Corpo di Cristo per la prima volta.

Il coro interparrocchiale ha allietato la funzione. Dopo la Santa Messa, invece, il Santo Rosario è stato diffuso via radio per concludere la festa in preghiera ed introdurre il Corpo di Cristo in processione per le vie del paese, fino alla benedizione finale, impartita da Don Pinuccio in piazza dell'Orologio.

 

Un valore dagli 'effetti straordinari' ma dimenticato: il sacrificio

L'omelia di Mons. Vito Benedetti ha richiamato tutti ad una vita "contemplattiva": all'adorazione del Corpo e della reale Presenza di Cristo nel tabernacolo deve necessariamente seguire un'imitazione concreta dell'esempio dato da Gesù nell'Eucaristia, quello di "spezzarsi per gli altri". Il valore del sacrificio è infatti decaduto nella nostra società, quando invece, in qualsiasi ambito, il successo si raggiunge soltanto mediante il sacrificio: dalla crescita dei figli da parte dei genitori, alla coltivazione della terra da parte del contadino, all'impegno dello studente per riportare un buon voto.

 

L’omelia di mons. Vito Benedetti.

“Questa festa dell’Eucarestia, o del Corpo del Signore – ha ricordato mons. Benedetti – è stata istituita nel 13esimo secolo. L’intenzione della Chiesa è quella di proporre, fuori dal triduo Pasquale, la contemplazione, l’adorazione, la celebrazione del mistero eucaristico.

Gesù agli apostoli non chiede di adorare, contemplare, venerare questo pane. Dice molto di più: prendete, questo è il mio corpo. Io voglio stare nelle vostre mani, nelle tue mani come dono. Nella tua bocca come pane. Nell’intimo tuo come sangue. Chiede che possiamo diventare anche noi, insieme a lui, corpo di Cristo. Gesù non ci dà soltanto la sua carne, ci dà tutta la sua storia, di come amava, piangeva, gioiva. Prendete questo corpo quindi vuol dire fare vostro questo mio modo di stare nel mondo. Di avere cura e passione di ogni uomo, superando ogni divisione o diffidenza verso l’altro. Amate gli uni gli altri, come io ho amato voi”.

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