Giovedì 24 Maggio 2018
   
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Analizziamo il turismo polignanese

Nicola Schena

L’analisi con Nicola Schena, giovane polignanese laureato in Scienze Turistiche

Analizziamo il fenomeno turistico di Polignano con Nicola Schena, giovane polignanese laureato in Scienze Turistiche, nonché segretario di Gioventù Nazionale Polignano.


Che ne pensa del fenomeno turistico qui a Polignano?

“Il turismo a Polignano non è nato 10 anni fa. Purtroppo noi polignanesi abbiamo la memoria corta e tendiamo a dimenticarci un passato glorioso fatto di tante piccole avanguardie. Polignano in passato aveva ben tre stabilimenti balneari, San Giovanni, Grottone e Cala Porto, due dei quali formati da ponteggi in legno per superare la mancanza di sabbia (i ciottoli lisci attuali, di fiume, sono stati messi successivamente). Inoltre, complice anche la fiorente attività agricola, eravamo uno scalo ferroviario, nonostante le ridotte dimensioni. Senza contare il decoro urbano, formato da viali alberati, panchine e fontane pubbliche, una grandissima tradizione di ristoratori e albergatori che ancora oggi danno il nome a famosi locali. Tutti elementi che potrebbero sembrare banali, ma che ad inizio secolo hanno introdotto il concetto di turismo e di godimento della località turistica. Quindi più che guardare avanti dovremmo guardare indietro!

Fatta questa piccola parentesi, in cui non voglio assolutamente creare nostalgia del passato (non c’erano neanche le fogne in tutta la città!), ma analizzare la nascita di una località turistica, fenomeno che nel caso di Polignano ha attraversato quasi un secolo.

Per prima cosa dobbiamo considerare la destinazione turistica come un essere vivente, in grado di godere di ottima salute oppure di ammalarsi irrimediabilmente: esistono delle vere e proprie fasi in cui alcuniinterventi o la negligenza possono comportare determinati risultati e reazioni. Le macro fasi sono ESPLORAZIONE, SVILUPPO, MATURITÀ, STAGNAZIONE e infine RINNOVAMENTO o DECLINO”.

 

Dove si posiziona Polignano in questo momento e perché?

“Siamo in quel brevissimo spazio che va tra la Maturità e la Stagnazione, fase in cui si è raggiunta la massima capacità di carico e l’ambiente inizia a deteriorarsi. È la fase in cui bisogna fare interventi pesanti e a brevissimo termine”.

 

Cosa è la capacità di carico e perché è importante?

“La capacità di carico è l’anello di congiunzione tra chi è pro e chi contro al turismo nel nostro paese. È la soglia massima di sopportazione di una località turistica, oltre la quale le sue risorse non bastano più per nessuno e iniziano sempre più a diminuire. Ed è un discorso che riguarda sia i fattori ambientali (spiagge, scogliere, macchia mediterranea) che antropici (chiese, musei, aree archeologiche). A molti questo termine infastidisce perché introduce il concetto di turismo sostenibile, ovvero quello sviluppo che soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro (definizione UNWTO)”.

 

Quali sono le problematiche che andrebbero affrontate? Perché questo scontro tra residenti e operatori?

“Il fatto che ci sia attrito fra le due categorie ci fa capire che nel nostro paese non si può parlare di sviluppo sostenibile. Non ci sono mai stati tavoli comuni, mai riunioni, mai proposte e mai compromessi, soltanto molta ipocrisia e, non riesco ancora a capire per quale motivo, prese di posizioni politiche in base alla categoria”.

 

In che senso?

“Ogni volta che vengono poste delle problematiche, qualsiasi fazione politica la prende come attacco personale, avvengono battaglie sul web e i problemi non vengono risolti. Strumentalizzare il malcontento o il benessere dei cittadini è grave e dannoso. Il turismo a Polignano ha compensato la perdita di posti di lavoro nell’agricoltura, ma oggi come non mai noi ragazzi emigriamo per avere un posto di lavoro dignitoso, me in primis”.

 

Cosa ne pensa del lavoro dell’amministrazione in questi anni?

“Il lavoro dell’amministrazione nel campo della promozione e dello sviluppo è stato duro e martellante, non solo quella di Vitto, ma anche quella di Bovino, anche se nell’ultima c’è stata l’avvicinamento al mondo digitale e il lancio sull’internazionale. La cosa che non riesco a capire sono i meriti che si prendono alcune persone che puntualmente si pavoneggiano per il nulla, magari per aver tenuto qualche microfono in mano durante qualche manifestazione. Guai a fermarsi o a credere che si possa campare di rendita, le dinamiche e le innovazioni cambiano in continuazione e ciò che oggi è dogma, domani diventa obsoleto”.

 

Pensa che le amministrazioni susseguitesi abbiano colpe o mancanze?

“Un grandissimo lavoro è stato svolto nell’ultimo decennio a Polignano. Ovviamente molte cose meritavano maggiore attenzione e perfezionamenti, niente è perfetto, ma il risultato è stato comunque soddisfacente, Polignano ha ottenuto un grandissimo successo a livello nazionale ed internazionale. La vera mancanza in questi anni sono stati gli interventi nell’edilizia e sulla accessibilità delle coste, vera frontiera ed ostacolo da sormontare. Gli unici errori sono quelli che si possono fare nei prossimi anni e nell’immediato, credere di essere arrivati all’apice, quando invece si è al bivio tra la fase di RINNOVAMENTO, dove vengono fatti investimenti e rivalutate risorse, e il DECLINO”.

 

Abbiamo assistito a scene di inciviltà e di bivacco da parte dei turisti. Di chi sono le colpe?

“Per prima cosa facciamo una distinzione tra “turista”, colui che soggiorna per almeno una notte lontano dal suo luogo di residenza, ed “escursionista”, colui che trascorre la cosiddetta “gita fuoriporta”. La differenza sembrerà banale, ma è importantissima, in quanto le colpe sono degliatti sono di questi ultimi che commettono l’atto d’inciviltà. Purtroppo nel momento in cui non si riesce a programmare e organizzare con gli strumenti adatti, la troppa notorietà agisce all’incontrario, trasformando il turismo sostenibile in turismo di massa. Dobbiamo capire che a Polignano non ci vanno tutte le persone del mondo, o quantomeno tutte quelle irrispettose: esistono delle regole, vanno rispettate e i trasgressori devono essere severamente puniti. Troppo comoda la frase “ci portano da vivere””.

 

Cosa manca per un futuro sviluppo turistico?

“Veramente poco. Capire le nostre risorse, il nostro patrimonio, la nostra cultura, trovare un modo per trasmetterlo in ugual misura a tutti, facendo in modo che questo si conservi ai posteri: Polignano non è un pozzo di petrolio da sfruttare fino ad esaurimento.

La pianificazione non è qualcosa da affidare a persone non esperte del settore, improvvisate o riadattate; il turismo è una scienza e come deve essere gestita da scienziati: vi fareste mai operare da una persona che non è un chirurgo?”.

 

È comunque un beneficio per chi opera nei vari settori?

“I commercianti, così come i residenti, devono capire che per diventare una località turistica devono fare delle rinunce, trovando un compromesso che tuteli entrambi: i ristoratori devono lavorare, i residenti devono poter parcheggiare. Sembra che il problema del residente sia gelosia nei confronti di chi fa lauti affari, ma girare venti minuti per un parcheggio o andare ad abitare in un altro paese per gli affitti esagerati non è facile, così come gestire un’attività nei mesi invernali. Forse è proprio questo che manca, chi ascolta le voci dei soggetti coinvolti, un organo in grado di pianificare mantenendo una sorta di equilibrio tra le parti. Non si risolvono queste problematiche con post su Facebook o scambi di battute. Sono bastate delle linee gialle per mettere il paese nel caos, quando sarebbe bastato spiegare per bene il perché”.


Quali sono gli interventi da fare?

“Come ho già detto prima, censire ogni elemento dal valore ambientalistico, culturale, sociale, rendersi conto dell’effettiva capacità ricettiva, potenziare il corpo di Polizia Municipale (veramente messo alla prova in estate), riunire tutte le associazioni di categoria (crearle laddove non esistono), capire cosa si vuole fare e dove si vuole arrivare: solo dopo essersi resi conto delle risorse da gestire si può pensare a pianificare e strutturare una serie di strategie. Strumenti come il Pum, la Via (Valutazione Impatto Ambientale) e la Vas (Valutazione Ambientale Strategica), il Codice dei Beni Culturali e il P.p.t.r., sono fondamentali per intraprendere qualsiasi percorso che ci porti alla sostenibilità del turismo. La regolarizzazione delle strutture ricettive esistenti, seguendo la normativa regionale e la creazione di nuove strutture alberghiere sostenibili, diventa inoltre un punto fondamentale, in quanto la scarsità di posti letto autorizzati è un grosso problema. Il coinvolgimento dei ragazzi che hanno studiato il settore o semplici appassionati è fondamentale e troppo spesso negli ultimi anni ci sono state molte parole e pochi fatti. Polignano ha attualmente una ventina di specialisti nel turismo che svolgono altre professioni all’estero o in altre città, non per loro scelta: siamo talmente bravi da permettere a queste risorse di andare via? E con questo non voglio assolutamente lanciare un messaggio professionale personale, Polignano non ha bisogno di me e non ho intenzione di ritornare nell’immediato. Voglio semplicemente dire che spesso le soluzioni si trovano sotto casa”.

 

Come vuole concludere?

“L’educazione del turista passa dall’educazione del cittadino, perché il vero turismo è quello che ti lascia nell’animo una parte dello spirito della località visitata. Ed è proprio quello che abbiamo perso, la capacità di trasmettere il nostro essere polignanesi a chiunque venga a trovarci”.

Commenti  

 
#5 settanni 2018-05-19 19:18
credono che il pase diventi appetibile e realmente turistico mettendo la tassa di soggiorno, questo è tutto dire ...
 
 
#4 assessorato turismo 2018-05-16 13:24
Che tristezza vedere che abbiamo a Polignano giovani veramente in gamba ed esperti nel settore, frutto di anni di studio, che non vengono valorizzati e proposti per far crescere la comunità...meglio un ragioniere che proviene dal settore agricolo, che si improvvisa da un giorno all'altro esperto di turismo
 
 
#3 up 2018-05-07 07:19
farei pagare la tassa di ingresso agli "escursionisti" mordi e fuggi ( es far pagare un tot per ogni pulmann che li scarica )
 
 
#2 mimmo 2018-05-06 17:26
Disamina perfetta fatta dal dott. Schena;e di giovani competenti come lui che ha bisogno la nostra comunità per far crescere il volano turismo attualmente unica vera risorsa per la nostra vituperata economia.
 
 
#1 V.Domenico De Crudis 2018-05-06 11:44
Analisi chiara, da vero esperto del settore. Spero in una capillare divulgazione delle proposte elencate nelle sedi opportune e tra la popolazione per un vero, utile, rinnovabile turismo sostenibile.
 

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