Martedì 07 Luglio 2020
   
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Addio Pasquale ‘Brescill’. L’ultimo oste vivente

Pasquale Brescia

Ci lascia anche Emilio Fortunato, un'altra figura storica di Polignano

Questa settimana ci hanno lasciato due figure storiche di Polignano: Pasquale Brescia 84 anni, e Emilio Fortunato titolare della storica pelletteria di Via Aia, tra loro anche parenti.

Pasquale ha ereditato l’attività dal nonno, ed era l’ultimo oste vivente a Polignano. L’attività era un’osteria che nacque in pizza Moro (all’epoca piazza Regina Marghertia) nel 1930. Pasquale la ereditò dal padre nel 1952 e dal 1979 divenne il primo fast food di Polignano ancora oggi in attività grazie ai figli Tonino e Raffaele. Da quella location non si è mai spostata, è sempre stata accanto al bar Minerva.

“Mio padre – lo ricorda il figlio Tonino – era un tipo severo ma comprensivo. Devo dire grazie a lui se oggi posso guidare un’attività. Quando ero bambino e avevo il capriccio di non andare a scuola, me le suonava.

È stato uno che ha lottato contro tutte le avversità della vita. Oggi lo rimpiango; lui ci ha insegnato a vivere, a guadagnare senza fidarsi degli aiuti degli altri, a contare sulle proprie forze.

Quando era osteria, era famosa per le cosiddette alici fritte e piatti caserecci. Era come le vecchie taverne di una volta, col vino e i piatti locali, e l’oste che accoglieva, preparava da mangiare e faceva i conti; praticamente faceva tutto.

 

Polignano negli anni ’30 - ’70.

Prima degli anni ’70 Polignano era tutta in piazza. Il centro storico era il cep inaccessibile, dove si spacciava droga. Prima c’erano varie osterie, adesso ci sono tanti ristoranti e pizzerie.

All’epoca c’erano tre osterie, quella dei Brescia appunto che si chiamava “L’Oste’, un’altra dove oggi c’è la pizzeria Bella M’briana e ‘Ufuss’ in via Roma dove oggi sta il Giovì.

Nel 1979 arriva l’intuizione che segue il passo dei tempi: L’Oste si trasforma in un vero e proprio fast food, il primo in assoluto, con panzerotti, pizze, hamburger. C’era solo il bar sport che vendeva le pizzelle, Chiantera che era una rosticceria, e poi nascerà Ponte Vecchio, che si separerà da Brescia.

I primi segnali del turismo a Polignano non sono ancora visibili; il paese era frequentato dai baresi che si ritrovano così a cenare da osterie a pizzerie e ristoranti. Polignano era a vocazione agricola ma veniva vissuta di notte. I polignanesi andavano alla Colonna a San Vito, i baresi venivano a Polignano. È sempre stata la perla dei baresi.

Il turismo esplode dal 1992, con l’assessore allo sviluppo e alle attività produttive, Paolo Lamanna. Tutto partì dalla valorizzazione del centro storico e poi nel 1995 con la legge regionale che liberalizzo le licenze per le attività.

“Mio padre disse che non aveva mai visto tutti questi soldi sino a quel momento – ricorda Tonino – Gli ultimi anni di vita li ha trascorsi a letto, dopo la morte di mia madre dal 2015.

Ha lasciato un segno profondo su come si combatte la vita.”

 

Emilio Fortunato.

In questi giorni ci ha lasciato anche Emilio Fortunato, il primo a vendere pelletteria a Polignano; negli anni ‘50 girava casa per casa con la cassetta piena di merletti, borse, accessori. Emilio era il cognato di Pasquale. Ci salutano due figure storiche che hanno contribuito al rilancio dell’economia di questo paese, seguendo il passo dei tempi che scorrevano.

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