Lunedì 18 Novembre 2019
   
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VALERIO MARCHI: A TRE ANNI DALLA SCOMPARSA

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IL GIGANTE BUONO DI VIA ROMA.

Era arrivato da Roma, da un angolo di un quartiere storico della capitale, da una libreria in via dei Volsci, era arrivato con un carico prezioso Valerio Marchi, e ha portato nella ridente cittadina un alito di rinnovamento con una mossa da gladiatore, un’impresa quanto mai ardua: aprire una libreria a Polignano.

Valerio Marchi era uno storico studioso delle forme del conflitto giovanile. Fu uno dei primi ad occuparsi del fenomeno di quelle aggregazioni che lui, da anni inserito nella cultura skinhead, poteva osservare da un punto di vista privilegiato.

Cominciò a scrivere libri nel 1994 con "Ultrà, le culture giovanili negli stadi d'Europa”, seguiranno "Venti anni di indagini, processi e informazione sulla strage di Brescia”,  "Teppa. Storie di conflitto giovanile dal Rinascimento ai giorni nostri” e una raccolta di saggi per una storia del conflitto giovanile dall'800 a oggi: "La sindrome di Andy Capp. Cultura di strada e conflitto giovanile", in pratica il primo organico tentativo nell'editoria italiana, di tracciare una possibile storia del conflitto impolitico giovanile.

Nel 2005 Marchi si occupò del derby sospeso a Roma. Scrisse "Il derby del bambino morto", quando, in occasione della partita Lazio-Roma, si diffuse la notizia, rivelatasi falsa, della morte di un bambino per opera delle forze dell'ordine.

VIA ROMA - Il paese lo aveva catturato, come capita a molti, e aveva deciso di proseguire qui la sua vita il compagno Valerio, con sua moglie e i suoi amati libri. Quell’angolo di via Roma era diventato improvvisamente una sorta di confessionale laico dopo il suo arrivo, il carisma e la conoscenza di Valerio avevano dato il via a una magia.  Noi ci passavamo spesso, sia perché mai in paese si erano trovati prima di allora dei titoli così interessanti, sia perché lui era un fuoriclasse, esercitava un magnetismo positivo, nessuno dopo averlo incontrato riusciva a stargli lontano, Valerio era anche questo.

Oggi lo ricordiamo dopo che il suo cuore, rimasto fermo in una mattina calda d’estate ce lo ha portato via.

Sua moglie ha voluto condividere con noi un frammento dell’ultimo libro che Valerio leggeva in quei giorni di luglio, trattasi del Glennkill di Leonie Swann. “Tristezza sufficiente per piangere davanti alla luna. Non c'era un ponte che lo potesse portare oltre questo passo, nessun guado dove l'acqua fosse più bassa. Annegare all'ultimo passo, questo non se l'era aspettato”.

Un brivido lungo la schiena accompagna la lettura di queste ultime paginette nella moltitudine dei libri e delle pagine di inchiostro che hanno fatto parte della vita di Valerio. Noi lo vogliamo oggi ricordare così Valerio, come una grande opportunità svanita all’orizzonte di un tramonto rosso fuoco, come un uomo che ci manca molto, e che molto e bene avrebbe fatto per il paese e la cui lezione dovremmo ricordare più spesso.

Commenti  

 
#3 PITECUS 2009-07-24 19:40
io non lo conoscevo così bene e nè ebbi l'occasione (mancata !) di conoscerlo ma nella sua libreria ci sono entrato spesso.....bel pensiero brava "Manu !!" lo condivido.....e aggiungo "L'erba cattiva non muore mai!!"
 
 
#2 A Gamba Tesa 2009-07-23 20:14
sono passati tre anni per l'esatezza.
Sempre con noi!
 
 
#1 Gius 2009-07-23 20:11
grande persona..
 

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