Giovedì 24 Maggio 2012
   
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RESTI ANTICHI SOTTO PIAZZA MORO: NASCE UN COMITATO

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Un museo per Polignano: si è costituito il "Comitato pro Grand Mausolèe"

Riaperto il dibattito sui ritrovamenti antichi sotto piazza Moro. La lettera del dott. De Luca nel numero di domani de "La Voce del Paese"

 

 

"Egregio Direttore, mi premuro dare notizia, tramite il Suo giornale, che è stato costituito un comitato di cittadini non solo polignanesi ma anche  dei dintorni, denominato “Comitato pro Grand Mausolèe”. La  intitolazione, in vero altisonante, prende nome dal grande sepolcreto ritrovato, tra i numerosi altri, a seguito di scavi disposti dall’ultimo vescovo di Polignano, Mattia Santoro, negli anni 1785 e ss., appena poco  al di sotto della superficie dell’attuale piazza Moro, nota fino a qualche decennio fa anche come “Orto di Monsignore”, proprio in ricordo della proprietà vescovile di un tempo.

 

Il comitato - libero a tutti mediante manifestazione di volontà di adesione sottoscrivendo un semplice modulo da me predisposto o anche attraverso e.mail a me indirizzata o mediante richiesta di partecipazione al gruppo omonimo aperto su Face Book - si propone principalmente di sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto la P.A. presente e futura, sulla opportunità di far effettuare alcuni scandagli “mirati” in concomitanza dei lavori di smantellamento della mattonata di detta piazza per la sua migliore riqualificazione ambientale, ex delibera di G.C. del 5.10.2010 e delibera di C.C. n. 22 del 14/04/2011 e delibere dirigenziali successive.

 

Perciò è iniziata una raccolta di firme ad una petizione indirizzata agli Amministratori locali tempo per tempo in carica.

Quanto sopra si ritiene che debba essere effettuato anche in ossequio all’esortazione analoga sempre rivolta dai tanti studiosi di storia locale che da molti decenni si sono espressi per una campagna di scavi in particolare, in quella porzione di territorio polignanese. Cito, a titolo di esempio i primi nomi che mi vengono in mente che sono quelli delle illustri figure dei compianti compaesani Ignazio Galizia, Giuseppe Modugno, Filippo Favale e quella del prof. Lorenzo Messa, vivente oltre a tanti altri che hanno lamentato l’assenza di studi scientifici stratigrafici, ritenuti utilissimi per conoscere un po’ di più del passato del nostro paese che ha origini pre-romane in una civiltà ellenica o magno-greca molto avanzata, come dimostrano i reperti fin’ora emersi.

 

Approfitto di questa circostanza per ripetere, soprattutto a chi ha obiettato che gli “scandagli” che si richiedono non sono fattibili né oggi né mai perché nelle casse comunali non ci sono soldi per cose ben più importanti, che le spese per tali scandagli sono molto più importanti, urgenti e necessari  per “illuminare” ciò che sta sotto piazza Moro piuttosto che quelle per illuminare per 15/20 giorni la piazza Moro in occasioni delle feste natalizie. E non dico questo perché non mi interessa il Santo Natale! Anzi, il S.Natale andrebbe ricordato ben diversamente dalle luminarie che – a mio avviso – veramente ben poco servono per accendere dentro l’animo di tutti quei sentimenti che discendono da Chi ha cambiato - piaccia o non piaccia - la storia dell’Umanità.

 

Faccio rilevare che conoscere il passato è necessario per tante ragioni facilmente intuibili e su cui non mi dilungo, ma anche in fondo in fondo per quelle turistico-commerciali (vedasi quanto disposto nel comune di Trinitapoli!) che stanno a cuore di tanti cittadini alle prese con maggiori difficoltà economico-finanziarie.

 

Chi obietta sempre molto sterilmente e solo per sciocco passatempo, può provare a immaginare quale “ritorno” ci sarebbe per la Comunità se dagli scavi emergessero altri preziosi reperti? E se fossero tali da arricchire un eventuale Museo archeologico con preziose anfore, come il cratere a volute apulo del valore di molte centinaia di migliaia di euro conservato oggi, non a Polignano, ma addirittura al Metropolitan Museum of Arts di New York? O altri vasi come quelli che sono conservati, purtroppo non a Polignano, ma al Louvre di Parigi e a Francoforte sul Meno, come ha accertato il prof. Lorenzo Messa nei suoi studi molto approfonditi sull’argomento?

Sono ben a conoscenza che non sono il primo a interessarsi di questo argomento e che altri ci hanno provato in precedenza senza risultato. Proviamoci ancora…

 

Come suol dirsi, per brevità e anche per non annoiare il lettore come forse ho già fatto con i miei appelli del tutto infruttuosi per la pubblicazione del Diario Mallardi, la spesa vale l’impresa!

L’occasione che abbiamo davanti è, come ho già detto in altra occasione, unica e irripetibile: non perdiamola!

 

P.S. per chi pensasse che la mia idea sia del tutto peregrina suggerisco di leggere l’articolo, a firma del giornalista Gennaro Missiato, pubblicato qualche giorno fa in G.d.M., e precisamente in data 28.12.2011, dal titolo «Il tesoro sotto i piedi», con il quale si informa tra l’altro che a gennaio 2012 sarà inaugurato, “…a seguito dell’enorme patrimonio rinvenuto nel sottosuolo con ritrovamenti unici che hanno fatto diventare il sito di Trinitapoli tra i più importanti al mondo….”, il Museo degli Ipogei nell’ambito della Cittadella della Cultura.

E a Polignano che si pensa di fare?? La Cittadella della….incultura???

Grato dell’attenzione, cordialmente

 

Carlo De Luca

Commenti 

 
#9 Nico il ribelle..... 2012-01-16 23:08
x Kappa - Quando giochiamo a carte speriamo sempre di avere la combinazione degli "assi" e non quella dei Kappa....Se non sei di polignano rimani a casa tua altrimenti a polignano potresti prendere qualche slegatura dovute alle strade sconquassate!!!
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#8 kappa 2012-01-16 19:11
Perché vorrei migliorare questo!
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#7 x kappa 2012-01-16 09:05
ma se ti fa così schifo il nostro paese perchè non te ne trovi uno migliore, .....senza parole
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#6 a+ 2012-01-14 08:29
vogliamo parlare anche dell'ipogeo manfredi, di grottole, di torre del trullo, della grotta dei colombi, della grotta dei ladroni...tutti siti archeologici dimenticati/abbandonati?
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#5 Ultimo x kappa 2012-01-13 23:21
Sante parole, con estrema urgenza penso che ci sia il bisogno di valorizzare il centro storico(tutte le zone degradate) e Largo Ardito(abbandonato ormai da moltissimi anni), contemporaneamente quelche spiaggia decente.
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#4 kappa 2012-01-12 19:17
Perfetto, è tutto stupendo. Allora la cosa si fa entro l'estate: si scava, si porta alla luce quello che c'è, si lascia parte della piazza "scoperta" (come in piazza del Ferrarese, a Bari) e si richiude il resto. Ed abbiamo un bel centro riqualificato e i reperti fruibili. ENTRO L'ESTATE! Se la cosa non è fattibile entro l'estate sono tutti pregati di stare fermi al loro posto almeno fino al prossimo ottobre, onde evitare ulteriori figuracce (con i cantieri e i disagi ad agosto) con quegli ultimi 4 turisti che hanno ancora il coraggio di venire a trovarci.
Grazie
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#3 PERSIC Claudio 2012-01-12 12:25
Sottoscrivo in modo completo quanto addotto dall'Amico Carlo De Luca, attento osservatore della realtà culturale, ambientale e sociale della nostra cittadina, alla quale, con le sue approfondite e dotte argomentazioni rende un continuo omaggio di amore filiale; come dovrebbe essere per tutti i polignanesi.
Formare un comitato che si propone di sensibilizzare l’Amministrazione a promuovere nuovi scavi e nuove ricerche con metodologie molto più all’avanguardia di quelle di due secoli e mezzo fa, credo che ci aprirebbe nuovi orizzonti sulla conoscenza delle nostre radici.
Lo studio di quella parte della città che era L’orto arcivescovile, appunto, che all’incirca 250 anni fa riuscì a stupire addirittura la corte dei Borboni, tanto che gli stessi ordinarono che i reperti ritrovati, fossero custoditi nel museo di Napoli, da dove, in secondo momento, per motivi sconosciuti e più disparati, presero le vie piu’ “prestigiose”… come specificato nella lettera dell’amico Carlo. Infatti, oltre a stupire i Borboni, per la bellezza dei crateri lì ritrovati, quella scoperta assunse anche una forte rilevanza per i numismatici dell’epoca, perchè in quei ritrovamenti furono rinvenute addirittura delle monete con la scritta Neapolis. Da qui la teoria tutt’ora valida, che già da allora Polignano batteva moneta propria. E qui apro un nuovo fronte di ricerca, perchè mi sono imbattuto in un testo che apre un’altro dibattito relativo alla “predazione” della nostra cittadina che molte volte ha dovuto dare parte delle scoperte ritrovate in seno al suo territorio ad altri luoghi omonimi, che per ignoranza dei ricercatori delle’epoca hanno fatto confusione fra la nostra Neapolis con quella di altre regioni. Qui di seguito riporto un estratto del testo che conferma quanto detto:
[… E difatto le medaglie ritrovate in Polignano son quelle stesse, che molti amatori hanno riportato dal regno di Napoli. Tre ne vennero pel museo Hadervariano; una la portò Puertas, e altre altri; ma i numismatici non informati del luogo, donde furono trovate dissotterrate, non le riconobbero per quella sede, avendole alcuni assegnate a Neapoli della Caria, ed altri a quella della Ionia, e chi a Neapoli delle Macedonia, conforme si renderà manifesto dalla descrizione delle medesime.
(1) V Alfano Stor. Descriz. del R. di Nap. Polignano.].
In conclusione, riservandomi di mettere a disposizione le fonti delle mie ricerche alle persone interessate, confermo che abbiamo ancora molto da scoprire sotto i mattoni della nostra piazza… Pertanto, mi onoro di aderire ufficialmente al Comitato.
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#2 uno 2012-01-12 12:21
ma smettiamola col vecchiume , non vi siete accorti che Polignano è ormai una cittadina proiettata verso il futuro , turismo divertimenti arte cultura sport :D :D :D :D
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#1 kappa 2012-01-12 00:49
Che Trinitapoli sia diventato uno dei siti archeologici più importanti al mondo lo dice solo la G.d.M...Ma detto questo, nel frattempo che scavate sotto Piazza Aldo Moro vogliamo riqualificare nel giro di 3-4 mesi qualcosa in questo schifo di città turistica solo sulla carta?

Grazie
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