Giovedì 24 Maggio 2012
   
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PANARO INTERPRETA LE FAVOLE DI POMPEO SARNELLI

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LA "POSILLICATA" DI PANARO

Prossimamente sarà inaugurato il mezzobusto di Sarnelli nel centro storico di Polignano

 

 

Domenica scorsa, Paolo Panaro (foto in basso, a destra), attore teatrale monopolitano ha interpretato due favole del polignanese Pompeo Sarnelli, inventore della grammatica nella lingua napoletana . Le favole sono contenute in un’opera napoletana redatta alla fine del 1600. L’illustre scrittore polignanese divenne in poco tempo un punto di riferimento per  la città di Napoli , divenendo segretario dell’arcivescovo del capoluogo campano. In tarda età, poco prima di morire, Pompeo Sarnelli divenne vescovo di Bitonto-Giovinazzo.

“Sarnelli ha creato e scritto questa serie di racconti in napoletano – fa notare Panaro – seguendo la tradizionepaolo-panaro-monopoli-sarnelli napoletana che risaliva a Basile, autore che cinquant’anni prima aveva redatto la prima raccolta di favole napoletane. Il nostro conterraneo Pompeo Sarnelli inventò la grammatica per dare dignità alla lingua napoletana, proprio come materia scientifica. E’ curioso che lo abbia fatto un non napoletano. L’opera  di cui fanno parte queste due favole è composta da 5 racconti con una cornice iniziale, che è una descrizione della città partenopea e del suo golfo nel ‘600, infatti quest’opera di chiama “Posillicata”, essendo composta da racconti di vicende che si sono svolte a Posillipo o Pollico come dicono i partenopei.

Raccontano di una giornata passata a bere e a mangiare  con un medico che racconta queste favole, mentre trascorrono le loro vacanze, sul modello delle novelle di Boccaccio o del penta camerone di Basilio. Il Sarnelli ha fatto un grosso sforzo trasformando una lingua, il napoletano,  in un linguaggio poetico. Sarnelli scriveva in un napoletano molto colto, una lingua di antica tradizione, come l’italiano. All’epoca, infatti erano vari i tentavi di sostituire la nostra lingua madre con un’altra lingua, altrettanto importante. In verità erano due le lingue importanti: il veneziano e il napoletano, in antagonismo con il volgare toscano.

Paolo Panaro è protagonista di spettacoli teatrali di generi che spaziano dal poema cavalleresco al romanzo, al racconto fino a giungere alle favole, un repertorio fatto apposta per essere presentato al pubblico

Paolo Panaro è un attore pugliese che da qualche anno produce spettacoli con lo stile del “Recitar Narrando”: affabulazioni, racconti, monologhi su testi che vanno dal barocco napoletano di Basile al moderno romanzo di ventura, da Tasso a Sciascia.
I titoli più famosi sono: “La Favola de Zoza”, “Baldus”, “La Gerusalemme Liberata”, “Perros de Espana”.
Lavora stabilmente da qualche anno al teatro la Casa dei Doganieri di Mola di Bari (o “ex Casa dei Doganieri”, dato che il 31 marzo chiude).

Commenti 

 
#1 Giulia 2012-01-10 11:13
Grande Panaro, uno dei più grandi attori che io conosca. Magistrale la sua lezione ad un gruppo di studenti-scrittori selezionati e premiati da tutte le regioni italiane in Alberobello(Concorso Srivoanchio). Dietro la sua voce e la sua genialità e gestualità abbiamo percorso alcune novelle di Boccaccio e altre tratte da "Le mille e una notte". Memoria e creatività pura in un pugliese da amare.
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