Giovedì 24 Maggio 2012
   
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LA DANZA E LA DONAZIONE ORGANI: FOTO

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La pista di pattinaggio del Parco Giochi ‘Pinocchio’ di Polignano si trasforma in una grande pista di ballo e tutti quanti danzano sulle note della solidarietà.

Giovedì 11 agosto si è conclusa così una magnifica serata organizzata dalla scuola di danza polignanese Cris & Pier Academy, presentata dalla giornalista Daniela Mazzacane, con vari ospiti, tra i quali la presidente provinciale dell’AIDO (Associazione Italiana Donazione Organi, Tessuti e Cellule), dott.ssa Gianna Pascali, l’assessore alle politiche sociali Paolo Montalbò, i genitori di Alessia Montanaro ‘Ape’, scomparsa prematuramente, la band giovanile dei Quattrocento40 Hertz.

Grazie alla donazione dei suoi organi, la piccola Alessia rivivrà così in almeno cinque pazienti.

Dopo la sua precoce morte, Pierpaolo Chiantera, ballerino e musicista, uno degli animatori della scuola di danza ha voluto raccontare la sua storia, che pubblicammo in anteprima qualche mese fa (vedi in basso, dopo la galleria foto)

LA STORIA DI PIERPAOLO (da La Voce del Paese del luglio 2011)

Grazie al trapianto di cornee ha potuto guardare lontano.

Vi sveliamo per la prima volta una storia, una lezione di vita che ci arriva da Pierpaolo, solo 20 anni e saggezza da vendere, ballerino di Polignano alla scuola di danza Cris & Pier fondata dalla sua famiglia.

Dopo la prematura scomparsa di Alessia Montanaro, si è allontanato per qualche ora, ha cercato la risposta scrutando l’orizzonte che divide il cielo dal nostro azzurro e profondo mare, e così ha deciso di raccontare per la prima volta la sua storia.

Quando Pierpaolo aveva 15 anni, rappresentava l’Italia nel mondo nelle competizioni interanzionaloi di danza, assieme alla sorella Cristina, da cui prende il nome la scuola di danza di via Basile. A quell’età poi si rivelò l’amara scoperta: Pierpaolo soffriva di cheratocono, una malattia che colpisce la vista. “Fu un oculista amico di una compagna di ballo - racconta la madre Daniela (in foto) – a decretare la verità. Mi disse di non spaventarmi, di non guardare su internet. La soluzione era il trapianto di cornea”.

Pierpaolo patì forti giramenti e mal di testa mentre ballava. La sua adolescenza segnata da questa sconosciuta malattia agli occhi. Dovette rinunciare al mondiale a Rimini. Durante una competizione internazionale arrivò ultimo, invece l’anno prima dell’amara scoperta si piazzò al primo posto, vincendo la gara. Nel febbraio 2006 la situazione degenera. Pierpaolo parte per Mestre. Arriva al reparto di Oculistica dell’ospedale Umberto I e in pochissimo tempo arriva la telefonata attesa: “il reparto – racconta oggi Pierpaolo con i suoi splendidi occhi imperlati di lacrime e di emozioni – ci comunica che, attraverso la Fondazione Banca degli Occhi c’era una cornea disponibile per il trapianto”.

Pierpaolo, nel frattempo, non si è mai rassegnato all’idea di non poter più ballare e suonare, poiché si è anche diplomato al Conservatorio. Tirava calci di rabbia. Si sfogava. Avrebbe voluto parlare con tutti i medici del mondo.

Il 29 giugno del 2006 Pierpaolo, giorno del suo onomastico, è già in gara al Teatro Paisello a Lecce.

“Oggi siamo in tre a ballare – racconta Pierpaolo – oltre a mia sorella Cristina, c’è un angelo che chiamo Angelo, perché non sappiamo quale fosse il suo nome in realtà.” E colui che gli ha donato le cornee, e Pierpaolo con lui, in qualche modo vuole sdebitarsi. “Oltre che pregare per lui – osserva Pierpaolo – cerco di dare il meglio di me nel ballo e nella musica. Quello che posso fare è dare quello che sono”.

Il riscatto più grande oggi di Pierpaolo è aver vinto la sua battaglia e poter ricambiare colui che gli consentirà per sempre di guardare lontano.

 

 

 

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