Giovedì 24 Maggio 2012
   
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'FUOCO DEL SUD' DI PATRUNO: VIDEO INTEGRALE

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‘I meridionali non sanno opporsi e mettersi insieme’. Individualismi e politici dal Sud.

A FINE ARTICOLO I VIDEO

 

Numerosi i partecipanti alla serata del 11 aprile per la presentazione del libro del dott. Lino Patruno, del titolo “Il fuoco del Sud La ribollente galassia dei movimenti meridionali”. Evento organizzato dall'Università della Terza Età, in collaborazione con le associazioni A.N.F.I (Ass. Nazionale Finanzieri d'Italia), Pro-Loco (Ass. Turistica) e A.N.M.I (Ass. Nazionale Marinai d'Italia).

La serata non poteva non cominciare sulle note dell'inno di Mameli, con al seguito i saluti della prof.ssa De Donato e del sindaco Bovino e con il dott. Lino Patruno, già direttore della Gazzetta, giornalista e sagista, che sostanzialmente replica le riflessioni già condivise durante la presentazione de ‘I

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l ponte sul burrone’ del dott. De Luca, sul prezzo che ha pagato il Sud nel processo di unificazione.

Oltre al prof. Colagrande, si sono fatti notare i rispettivi presidenti dell’A.N.F.I, Antonio Pellegrini e il presidente dell’A.N.M.I, Luigi Di Girolamo. Platea nutrita di rappresentanti locali del mondo della cultura, dell’associazionismo e della politica locale.

Il libro apre, non a caso, con i versi di Eugenio Bennato: “nun ce ne fotte do rre burbone ‘a terra è ‘a nosta e nun s’adda tuccà…”.

I PARLAMENTARI DEL SUD - Patruno racconta due episodi, dalle cronache ‘marziane’ di Montecitorio, passati inosservati ai grandi media: “La lettera scritta al presidente Berlusconi da 65 parlamentari del Pdl per dire che gli immigrati dovranno essere mandati anche al nord - fa notare lo scrittore Patruno - non è stata sottoscritta da nessun parlamentare pugliese… e pensare che abbiamo immigrati a Manduria. Quando c’è stato un emendamento proposto alla finanziaria tendente a far arrivare l’alta velocità ferroviaria fino a Lecce, passando da Bari, i componenti pugliesi della Commissione che si occupavano di questo provvedimento hanno votato contro, perché la disciplina di appartenenza partitica vale più di quella territoriale.”

I meridionali devono assumersi responsabilità? “No – conclude Patruno – ora basta, è da 150 anni che ci dicono di rimboccarci le maniche. Lo facciamo, ma oggi ce le rimbocchiamo a vuoto. Abbiamo una sola responsabilità: quella di non saperci opporre e di non saperci mettere insieme. E’ uno dei maggiori difetti di questa galassia composta dalla miriade di movimenti meridionali. Non c’è nel Mezzogiorno una forza politica che sappia difendere il Sud”.

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