Giovedì 24 Maggio 2012
   
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DE LUCA SCATENATO: 'VERITA' STORICA'

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Sala gremita. L'appello di De Luca per il diario Mallardi: 'Rispetto per i soldi pubblici. Occorre nuova classe dirigente'

DIBATTITO SULL'UNITA' D'ITALIA CON PATRUNO, ERRICO E MUSITANO

 

Per molti polignanesi è stato un appuntamento mancato con la Storia. Gli esponenti di Palazzo hanno disertato la presentazione del libro ‘Il ponte sul burrone’ del dott. Carlo De Luca che si è rivelata un clamoroso successo, dal rarissimo spessore intellettuale. La sala convegni del Covo era irriconoscibile, gremita soprattutto di forestieri e rappresentanti dell’intellighenzia polignanese. Qualche politico, in odore di promozione elettorale, ne approfitta per farsi notare.pubblico-covo-carlo-de-luca

De Luca, l’Autore del libro verità sulla storia del ponte più attraversato e fotografato della città, ha attaccato duramente l’amministrazione. Nel corso della serata si è appena fatto notare, dalle retrovie, il presidente del consiglio Eugenio Scagliusi, che dalle bacheche di facebook confida il suo disappunto per la serata: “la “vis polemica” che ha pervaso tutto l’incontro non mi è piaciuta. Potrei sbagliare, ma gli incontri “culturali” dovrebbero essere caratterizzati da altro spirito”.

De Luca ricostruisce il dibattito attorno al caso che ha retto nei mesi scorsi, le colonne di gran parte della stampa locale: l’autore ha dimostrato come il ponte, che viene fatto passare sulle guide turistiche per murattiano, sia in realtà borbonico.

IL PONTE E' BORBONICO - Dai documenti emerge indubitabilmente che la Strada Regia consolare da Mola a Polignano si collega tramite un ponte progettato con atto dell’11 gennaio 1832. Aveva ragione novant’anni fa Ignazio Galizia, ance se nessuno, tranne Carlo De Luca, gli ha dato alcun conto. I lavori sono stati appaltati nel 1833, quindi associarne la paternità a Murat non ha alcun senso. I cantieri furono avviati dopo varie pressioni per alleviare l’indigenza della povertà polignanese e sono stati ultimati dopo soli due anni e mezzo; un record per l’epoca e per l’imponenza del ponte.

De Luca ricorda di aver distribuito il libro in 700 copie a figure istituzionali del paese, amministratori comunali, biblioteche scolastiche, associazione culturale U Castarill, a Conversano. “L’ho distribuito ai personaggi di cultura di Polignano. Nonostante tutto - tuona - non è successo nulla, tutto è continuato come prima, anzi peggio di prima”.

carlo-de-luca-patruno-lino-polignano'PRETENDEVO VERITA' STORICA' - “Non pretendevo nulla di più di quello che si deve alla verità storica, al rispetto della verità storica – osserva De Luca - E invece, ahimè è in circolazione, a Polignano, fuori provincia, fuori regione, in tutta Italia e in Europa la guida ufficiale di Polignano pubblicata con piacimento istituzionale e con i soldi dei contribuenti in ben 20mila copie, di cui 4mila in lingua inglese. In questa guida si dice all’inizio che il ponte è stato fatto edificare da Gioacchino Murat. L’errore può capitare. Quello che ritengo inaccettabile e indigeribile è che questa guida continui a circolare senza alcuna correzione, e che l’errore venga poi reiterato”.

Oltre alla guida ufficiale, De Luca ricorda che è in circolazione un depliant distribuito in Russia e alla Bit di Milano e poi c’è la guida del consorzio Trulli Grotta e Mare che fa anche di peggio, attribuendo la paternità del ponte “che si staglia imponente su Lama Monachile” ai romani. In realtà il ponticello romano c’è, ma non si staglia imponente. Applausi e risate si alternano in sala.

'SIAMO COMUNQUE UNITARISTI' - Il ‘Ponte sul burrone’ in realtà è il pretesto per affrontare il dibattito sull’Unità d’Italia, con ospiti di grande rilievo: Lino Patruno, ex direttore del La Gazzetta del Mezzogiorno, Antonella Musitano e Vito Errico che ha scritto uno splendido romanzo ambientato anche a Polignano. Per raggiungere l’unità d’Italia, come osservano criticamente Gramsci e Don Luigi Sturzo, si fece molto male. L’esercito piemontese mise a ferro e fuoco l’Italia meridionale, massacrando uomini, donne e bambini: l’eccidio di Pontelandolfo è ormai riconosciuto. Certo, direbbe Benedetto Croce, “ogni storia è storia contemporanea”, ma gli eccidi e i massacri sono un dato di fatto; verità conclamate. Qualcuno definisce l'Unità d'Italia “conquista del Sud”.

UNITA' O VERITA' STORICA? - De Luca si fa sibillino quando nelle provocazioni allude a esponenti di maggioranza: “Un vicesindaco… un assessore, un sindaco, devono essere diario-mallardi-murat-de-lucainteramente occupati, non glielo ordina nessuno di farlo. Ho reagito ribellandomi a un vecchio e pigro conformismo di comodo e comportandomi quasi da brigante solitario contro una diffusa opinione volutamente fatta circolare nel corso degli anni sotto qualunque assetto istituzionale: post-risorgimentale, monarchico-sabaudo, ancora di più in quello di epoca fascista, e in quello attuale.

Sapete perché fa paura il ponte? Perché non si può dire che è borbonico. Non si deve dire, si deve oscurare, celare. A Polignano – conclude De Luca - per essere uniti bisogna sacrificare la verità storica. Unità o verità storica? L’una e l’altra insieme non possono essere disgiunte. L’unità è fatta anche sulla non verità.”

De Luca, grazie alla sua opera di instancabile e insaziabile ricercatore, ha dato alle stampe un’unica copia del prezioso Diario del polignanese Mallardi, che ha ritrovato la luce dagli scantinati bui e umidi, dopo ben due secoli. La copia unica è adagiata su un leggio: cerca fiato e corde per rianimare quei tragici racconti della guerra napoleonica, della marcia nella gelida Russia e della inevitabile ritirata. L’amministrazione gli nega i costi di stampa, così l’Autore lancia un appello:

“Aiutatemi nella battaglia per convincere qualcuno a renderlo pubblico. La cultura deve circolare il più liberamente possibile, e se possibile anche gratuitamente. Occorre che cambi la classe dirigente”.

 

Commenti 

 
#6 Antonio Roberto 2012-03-26 21:46
Gentile dott. De Luca sono dell'Istituto del Risorgimento di Bari, saremmo intenzionati a raccogliere il suo appello sul diario di Mallardi. Mi può contattare all'indirizzo .Grazie
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#5 carlo de luca 2011-03-14 22:01
Mi riferisco al commento del sig. Gialluisi per dire che nell'ultima pagina del libro di che trattasi si trova una proposta, che a me pare vada veramente in senso autenticamente unitario: l'intitolazione del ponte con la data di costruzione in vista del 150° d'Italia.
Proposta peraltro che suggerirei oggi di non prendere più in alcuna considerazione, perchè a Polignano potrebbe capitare che venga intitolato a Gioacchino Murat, il pluritraditore di Napoleone al cui confronto il gen.Bernadotte era un onesto voltagabbana
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#4 carlo de luca 2011-03-14 21:42
credo che dovrò pubblicare il video della serata per far giudicare serenamente anche a chi non c'era, se la sera di sabato è emersa vis polemica senza fondamento o qualche riflessione sgradita ...al potere. E non mi riferisco al potere piccino del paesello ma a quello grande dei poteri forti che vogliono "una verità" di comodo che fa...comodo ancora oggi.
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#3 carlo de luca 2011-03-14 21:35
Per amor di verità, devo dire che la copia cartacea del Diario Mallardi non è di mia produzione e molto più instacabile di me è la dr.ssa Katia Ciasca, discendente del polignanese capitano della Guardia reale di G.MURAT e detentrice del manoscritto originale.
Detta copia mi è stata donata dalla stessa dr.ssa Ciasca proprio nella serata di sabato sera procurandomi un'emozione indescrivibile.
Perciò, come si vede dai fatti, la pubblicazione di alcune o molte centinaia di copie è possibile e a portata di mano, semprechè "qualcuno" decida di privilegiare la cultura e la storia piuttosto che le canzonette.
Ma evidentemente io sono animato da tal "vis polemica" da ostinarmi a non capire che le "canzonette" vengono prima di ogni altra cosa, naturalmente a Polignano. In altri paesi viciniori, sarebbe stato il contrario, ma lo dico sommessamente, rispettosamente e umilmente per non apparire ancora e sempre....polemico.
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#2 carlo de luca 2011-03-14 21:20
Mi dispiace “per la vis polemica” che - secondo l’avv. Scagliusi - ha pervaso tutto l’incontro”. Ma mi fa piacere che non gli sia piaciuta. Vuol dire che la realtà dei fatti e la giustizia della storia sono ben lontani da essere stati metabolizzati e “condivisi”. Balza evidente agli occhi che c’è una NON unione di sentimenti e di pensiero che pervade la realtà ancora dopo 150 anni e che gli appelli all’unità sono solo di facciata: "volemose bene", e "siam tutti fratelli, stringiamoci a coorte" etc. sono spesso in contrasto evidente con il rispetto della storia, sia di quella piccola e paesana e sia di quella grande e nazionale.
Come già avevo accennato sabato sera, mi si rimprovera ancora e nuovamente di essere polemico solo perché mi ostino, insieme a tanti altri polemici vecchi e nuovi (Vito Errico, in primis, e poi Lino Patruno, Antonella Musitano, Giordano Bruno Guerri, Pino aprile, e poi anche un certo Antonio Gramsci), a richiedere che la storia non venga manipolata né a Polignano né altrove.
A me invece dispiace che non ci sia alcun pentimento in chi ha dimostrato di amare la storia “manipolata”, sia che ci si riferisca a quella del ponte “veramente grandioso” (cfr. Ignazio Galizia, pag. 10 in Storie e ricerche ed. 1924) costruito nel 1836 sia a quella del brigantaggio su cui ci sono fiumi di inchiostro revisionista. Come quella che mi appresto a pubblicare sul fattaccio di 8 briganti (tra cui il polignanese Francesco Saverio L’Abbate) semplicemente,sbrigativamente “uccisi” il 3 gennaio 1863 nella masseria Carbonelli dalla G.N. di Conversano.
Vis polemica, anche in questo caso? Benedetta sia…, oggi e sempre!
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#1 Cittadinanza Attiva 2011-03-14 13:49
Quanto detto dal Pres. del Cons. Com. Scagliusi, se ben riportato, è penoso ed imbarazzante (per lui e per loro). I fatti: Galizia, già dal 1936, da notizia che il ponte era realizzazione Borbonica! Nonostante ciò, in tanti (Comune, intellettuali, scribacchini, associazionismo vario) scrivendo o facendo scrivere, libri su Polignano ed il suo territorio non ne hanno, MAI!, fatto cenno. Nel 2010, grazie a C. De Luca ed al suo notevole impegno, è stata documentata la paternità Borbonica dello stesso ponte. Vengono distribuiti ai compaesani, alla biblioteca comunale ed a quelle scolastiche, al Sindaco alla Vice Sindaco e ad altre figure istituzionali, oltre 700 libri (la prefazione è dello storico Cardini, di fama internazionale), senza che ciò provochi disagi e ripensamenti! Anzi! A tutt'oggi, circola materiale, che promoziona Polignano, in cui il ponte è di Murat! Nelle ultime settimane, hanno stampato e fatto distribuire, alla BIT di Milano, a Mosca, ecc, un opuscolo in cui il ponte non è più "di Murat" ma è definito "moderno". A dir poco strabiliante! A fronte di tanto (senza chiedere scusa di niente): si trova sconveniente la vis polemica di De Luca e non culturale il dibattito che ne è seguito! L'intero paese, nei diversi ruoli, competenze e responsabilità, partendo dai rappresentanti istituzionali, dovrebbe chiedere scusa per la sciatteria dimostrata, in questa seria occasione, e, quindi, immediatamente rimediare con atto Consiliare deliberato all'unanimità. Questa è proposta che rivolgiamo all'intero Cons. Com.le.
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