Sala gremita. L'appello di De Luca per il diario Mallardi: 'Rispetto per i soldi pubblici. Occorre nuova classe dirigente'
DIBATTITO SULL'UNITA' D'ITALIA CON PATRUNO, ERRICO E MUSITANO
Per molti polignanesi è stato un appuntamento mancato con la Storia. Gli esponenti di Palazzo hanno disertato la presentazione del libro ‘Il ponte sul burrone’ del dott. Carlo De Luca che si è rivelata un clamoroso successo, dal rarissimo spessore intellettuale. La sala convegni del Covo era irriconoscibile, gremita soprattutto di forestieri e rappresentanti dell’intellighenzia polignanese. Qualche politico, in odore di promozione elettorale, ne approfitta per farsi notare.
De Luca, l’Autore del libro verità sulla storia del ponte più attraversato e fotografato della città, ha attaccato duramente l’amministrazione. Nel corso della serata si è appena fatto notare, dalle retrovie, il presidente del consiglio Eugenio Scagliusi, che dalle bacheche di facebook confida il suo disappunto per la serata: “la “vis polemica” che ha pervaso tutto l’incontro non mi è piaciuta. Potrei sbagliare, ma gli incontri “culturali” dovrebbero essere caratterizzati da altro spirito”.
De Luca ricostruisce il dibattito attorno al caso che ha retto nei mesi scorsi, le colonne di gran parte della stampa locale: l’autore ha dimostrato come il ponte, che viene fatto passare sulle guide turistiche per murattiano, sia in realtà borbonico.
IL PONTE E' BORBONICO - Dai documenti emerge indubitabilmente che la Strada Regia consolare da Mola a Polignano si collega tramite un ponte progettato con atto dell’11 gennaio 1832. Aveva ragione novant’anni fa Ignazio Galizia, ance se nessuno, tranne Carlo De Luca, gli ha dato alcun conto. I lavori sono stati appaltati nel 1833, quindi associarne la paternità a Murat non ha alcun senso. I cantieri furono avviati dopo varie pressioni per alleviare l’indigenza della povertà polignanese e sono stati ultimati dopo soli due anni e mezzo; un record per l’epoca e per l’imponenza del ponte.
De Luca ricorda di aver distribuito il libro in 700 copie a figure istituzionali del paese, amministratori comunali, biblioteche scolastiche, associazione culturale U Castarill, a Conversano. “L’ho distribuito ai personaggi di cultura di Polignano. Nonostante tutto - tuona - non è successo nulla, tutto è continuato come prima, anzi peggio di prima”.
'PRETENDEVO VERITA' STORICA' - “Non pretendevo nulla di più di quello che si deve alla verità storica, al rispetto della verità storica – osserva De Luca - E invece, ahimè è in circolazione, a Polignano, fuori provincia, fuori regione, in tutta Italia e in Europa la guida ufficiale di Polignano pubblicata con piacimento istituzionale e con i soldi dei contribuenti in ben 20mila copie, di cui 4mila in lingua inglese. In questa guida si dice all’inizio che il ponte è stato fatto edificare da Gioacchino Murat. L’errore può capitare. Quello che ritengo inaccettabile e indigeribile è che questa guida continui a circolare senza alcuna correzione, e che l’errore venga poi reiterato”.
Oltre alla guida ufficiale, De Luca ricorda che è in circolazione un depliant distribuito in Russia e alla Bit di Milano e poi c’è la guida del consorzio Trulli Grotta e Mare che fa anche di peggio, attribuendo la paternità del ponte “che si staglia imponente su Lama Monachile” ai romani. In realtà il ponticello romano c’è, ma non si staglia imponente. Applausi e risate si alternano in sala.
'SIAMO COMUNQUE UNITARISTI' - Il ‘Ponte sul burrone’ in realtà è il pretesto per affrontare il dibattito sull’Unità d’Italia, con ospiti di grande rilievo: Lino Patruno, ex direttore del La Gazzetta del Mezzogiorno, Antonella Musitano e Vito Errico che ha scritto uno splendido romanzo ambientato anche a Polignano. Per raggiungere l’unità d’Italia, come osservano criticamente Gramsci e Don Luigi Sturzo, si fece molto male. L’esercito piemontese mise a ferro e fuoco l’Italia meridionale, massacrando uomini, donne e bambini: l’eccidio di Pontelandolfo è ormai riconosciuto. Certo, direbbe Benedetto Croce, “ogni storia è storia contemporanea”, ma gli eccidi e i massacri sono un dato di fatto; verità conclamate. Qualcuno definisce l'Unità d'Italia “conquista del Sud”.
UNITA' O VERITA' STORICA? - De Luca si fa sibillino quando nelle provocazioni allude a esponenti di maggioranza: “Un vicesindaco… un assessore, un sindaco, devono essere
interamente occupati, non glielo ordina nessuno di farlo. Ho reagito ribellandomi a un vecchio e pigro conformismo di comodo e comportandomi quasi da brigante solitario contro una diffusa opinione volutamente fatta circolare nel corso degli anni sotto qualunque assetto istituzionale: post-risorgimentale, monarchico-sabaudo, ancora di più in quello di epoca fascista, e in quello attuale.
Sapete perché fa paura il ponte? Perché non si può dire che è borbonico. Non si deve dire, si deve oscurare, celare. A Polignano – conclude De Luca - per essere uniti bisogna sacrificare la verità storica. Unità o verità storica? L’una e l’altra insieme non possono essere disgiunte. L’unità è fatta anche sulla non verità.”
De Luca, grazie alla sua opera di instancabile e insaziabile ricercatore, ha dato alle stampe un’unica copia del prezioso Diario del polignanese Mallardi, che ha ritrovato la luce dagli scantinati bui e umidi, dopo ben due secoli. La copia unica è adagiata su un leggio: cerca fiato e corde per rianimare quei tragici racconti della guerra napoleonica, della marcia nella gelida Russia e della inevitabile ritirata. L’amministrazione gli nega i costi di stampa, così l’Autore lancia un appello:
“Aiutatemi nella battaglia per convincere qualcuno a renderlo pubblico. La cultura deve circolare il più liberamente possibile, e se possibile anche gratuitamente. Occorre che cambi la classe dirigente”.
ULTIMI COMMENTI
- TURISMO, VIABILITA', VIVI...
vorrei sapere come mai, per quanto concerne la manutenz... - Quando il nuovo museo Pas...
come si può definire un gioiello quella struttura? qual... - Discarica: trovato amiant...
concordo in pieno con cangaceiro!!! aggiungo che il cos... - Rifiuti a due passi dal v...
Il problema sarà trovare chi ha sbagliato!!! - Rifiuti a due passi dal v...
per il direttore: ci sono novità sull'indagine ? Grazie - Quali assessori? Liti e r...
condivido con chi dice che la tua salvezza è lasciare C... - Quali assessori? Liti e r...
Chiedo scusa per l'errore, ma mi riferivo alla provinci... - Quali assessori? Liti e r...
mi domando e chiedo a tutti i frequentatori del giornal... - Rifiuti a due passi dal v...
rimanere in italia vuol dire assicurarsi malattie incur... - Polignano in marcia. Pall...
Nardulli bravo!!! non dar retta a nessuno chi sparla lo...
La voce del Network
-
ROTONDO: “ CONTATTERO’ L’AS. LABRUNA”
Monopoli
-
Vertenza Liturri: Fonzo resta presidente del consiglio, Tutta la sentenza
Noicattaro
-
OGGI LA PRESENTAZIONE DELLA MASCOTTE SPORTIVA
Casamassima
-
Studenti in piazza. Per esorcizzare la paura
Cassano delle Murge
-
Oggi ore 17.30 il Consiglio Comunale è terminato
Turi
Presto il video integrale
-
Grillo e il Movimento 5 Stelle: e da noi….?
Acquaviva delle Fonti
-
LOSAPIO IN “TUTTO… FA TEATRO!”, SPETTACOLO DA APPLAUSI-foto
Gioia del Colle
-
Ordigno a Bari: in manette un imprenditore putignanese
Putignano



Commenti
Proposta peraltro che suggerirei oggi di non prendere più in alcuna considerazione, perchè a Polignano potrebbe capitare che venga intitolato a Gioacchino Murat, il pluritraditore di Napoleone al cui confronto il gen.Bernadotte era un onesto voltagabbana
Detta copia mi è stata donata dalla stessa dr.ssa Ciasca proprio nella serata di sabato sera procurandomi un'emozione indescrivibile.
Perciò, come si vede dai fatti, la pubblicazione di alcune o molte centinaia di copie è possibile e a portata di mano, semprechè "qualcuno" decida di privilegiare la cultura e la storia piuttosto che le canzonette.
Ma evidentemente io sono animato da tal "vis polemica" da ostinarmi a non capire che le "canzonette" vengono prima di ogni altra cosa, naturalmente a Polignano. In altri paesi viciniori, sarebbe stato il contrario, ma lo dico sommessamente, rispettosamente e umilmente per non apparire ancora e sempre....polemico.
Come già avevo accennato sabato sera, mi si rimprovera ancora e nuovamente di essere polemico solo perché mi ostino, insieme a tanti altri polemici vecchi e nuovi (Vito Errico, in primis, e poi Lino Patruno, Antonella Musitano, Giordano Bruno Guerri, Pino aprile, e poi anche un certo Antonio Gramsci), a richiedere che la storia non venga manipolata né a Polignano né altrove.
A me invece dispiace che non ci sia alcun pentimento in chi ha dimostrato di amare la storia “manipolata”, sia che ci si riferisca a quella del ponte “veramente grandioso” (cfr. Ignazio Galizia, pag. 10 in Storie e ricerche ed. 1924) costruito nel 1836 sia a quella del brigantaggio su cui ci sono fiumi di inchiostro revisionista. Come quella che mi appresto a pubblicare sul fattaccio di 8 briganti (tra cui il polignanese Francesco Saverio L’Abbate) semplicemente,sbrigativamente “uccisi” il 3 gennaio 1863 nella masseria Carbonelli dalla G.N. di Conversano.
Vis polemica, anche in questo caso? Benedetta sia…, oggi e sempre!