DIPENDENZA DELL'INDIVIDUO E SVILUPPO ECONOMICO
L’incontro promosso dal Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Scagliusi, per il progetto Dialoghi sulla Politica si è tenuto presso la Sala Comunale, con due docenti: Mario Castellana e Paolo Farina, i quali hanno dato il meglio di se ribattendo alle “provocazioni” proposte sia dal moderatore Scaglisi, che dal pubblico rapito e attento alla conversazione.
Una conversazione immaginaria, interessante, attuale e ricca di molti spunti di riflessione, quella con Simone Weil, per meglio comprendere il dibattito politico dei giorni nostri. Non a caso, l’incipit della serata recitava “Il dibattito politico quale strumento di civiltà. Conversazione immaginaria con Simone Weil”.
I due relatori hanno illustrato efficacemente il pensiero della filosofa nata nel 1909 a Parigi da una famiglia ebrea. Simone Weil ha insegnato filosofia in vari licei, oltre ad essere stata militante dell'estrema sinistra rivoluzionaria. Appassionata alla vita, nel 1934, ha voluto conoscere direttamente le peggiori condizioni di vita dei lavoratori, troncando la professione e gli studi per lavorare come operaia alla Renault di Parigi. E’ morta nel 1943 a soli 34 anni, dopo aver vissuto e studiato intensamente la condizione umana e le possibilità per il suo riscatto sociale.
Il suo pensiero, spiegano all’unisono i due relatori, è caratterizzato da un forte principio di realtà, nonché dall'esigenza di ancorarlo al contesto sociale e politico di appartenenza, del quale sperimentava, spesso in prima persona, le condizioni. L' analisi filosofica di Simone Weil è difficilmente collocabile all' interno delle correnti tradizionali, tanto da passare spesso in secondo piano rispetto al vissuto dell' autrice. Non a caso, tutte le sue opere sono state pubblicate postume. Fra gli ultimi libri pubblicati in Italia ricordiamo: Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale 1997; Primi scritti filosofici 1999; Lezioni di filosofia 1999.
Ingiustizia sociale e oppressione, fino alla morale della politica, sono gli elementi importanti, a cui Simone Weil ha dedicato tutti i suoi studi, anche se alla fine ha ritenuto che cancellare l'oppressione e l'ingiustizia, nella società umana, non è del tutto possibile. “I cambiamenti devono partire dal basso – affermano i due relatori – perché solo cambiamenti graduali ma costanti possono generare una coscienza sociale” ricordando le lotte della Weil a favore delle operaie, che hanno ottenuto l’introduzione di asili nido nelle fabbriche e l’orario flessibile.
La dipendenza dell’individuo è aumentata con lo sviluppo dell'economia e con la divisione del lavoro, fino a diventare soggezione al potere. Da qui derivano alcune indicazioni che vedono la società centrata sul riconoscimento del lavoro. Weil sviluppa nelle sue opere l'oppressione, vista come schiavitù dell'uomo, abbandonato ad una collettività cieca. "La società è diventata una macchina per comprimere il cuore " e per fabbricare l'incoscienza, la stupidità, la corruzione, la disonestà e soprattutto la vertigine del caos. Come il caos politico attuale.
Weil ha concepito la politica come un arte, la quale ha bisogno di apprendistato, di passione, di equilibrio, perche deve essere regolata sulla visione dei piani “multipli”. “Simone Weil ha lottato contro le entità vuote – il mercato, il capitalismo – da noi assolutizzate per educare al pensiero critico. Nella politica, secondo la Weil, i responsabili non sono i politici, ma chi li ha votati”. Nella conversazione immaginaria, i relatori hanno accennato anche all’azione esercitata dai mass media, visti come armi in grado di svuotare le teste.
Una conversazione davvero molto interessante, che ha attratto il pubblico presente, il quale ha fatto molte domande e lanciato alcune provocazioni, tra tutte l’invito ai nostri politici di leggere l’opera di Simone Weil. Paolo Farina, in conclusione ha voluto ricordare la filosofa con una sua citazione carica di speranza: “Cambiare il mondo è altrettanto difficile quanto cambiare se stessi”, che evidenza la sensibilità di una donna con un grande potere, quello scaturito dalle idee, e per questo ancora solitaria perchè scomoda.
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