Giovedì 24 Maggio 2012
   
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CARLO DE LUCA: 'URGONO FORZE GIOVANI'

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Il Diario Mallardi, ritrovato dopo due secoli e riscritto da Carlo De Luca, è l’incubo di Beatrice De Donato. Carlo De Luca è invece l’incubo e spina nel fianco dell’amministrazione comunale.

La vicesindaco incalzata in consiglio dalle osservazioni di Focarelli, ha spiegato che i soldi per la pubblicazione del diario “anche se ci fossero stati, non sarebbero serviti a niente”. La De Donato non avrebbe potuto sostenere i costi. Avrebbe scomodato l’ex dirigente Vito Guglielmi per accertarsi di come funziona: “Non esiste l’ipotesi che l’amministrazione faccia un impegno di spesa prima della pubblicazione del libro. Non è mai accaduto e mi sono informata. La richiesta non è ricevibile” – ha spiegato la vicesindaco, promettendo maggior interesse il prossimo anno e invocando maggiore priorità per “l’archivio dei documenti” e per “le scuole materne”.

In ogni caso, la lettera di De Luca che ospitiamo questa settimana è un cahier de dolances dell’attività amministrativa, con finale scoppiettante; esortazione rivolta alle forze giovani in politica “autenticamente animate dalla convinzione della prevalenza del superiore interesse pubblico” rispetto a quello privato.

Andando a ritroso, rileggendo tutte le lettere e gli appelli accorati (vedi link in basso), vengono alla luce pagine dure, sferrate come pugni nel ventre molle del potere politico locale. Sembra di leggere il grido disperato dello stesso Mallardi, autore del Diario scritto col sangue versato sul campo di battaglia e oggi restituito alla memoria dei polignanesi grazie a un luminare, che rivendica il solo e sacrosanto diritto e dovere alla conoscenza diffusa e accessibile a tutti: ricchi, poveri, politici, politicanti, ecc. “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” – è l'insegnamento che ha lasciato a tutti noi, il padre indiscusso della lingua italiana, che non ha più la forza di rivoltarsi nella tomba.

Mallardi ha scritto pagine di memoria futura che trasudano disperazione e freddo, ma anche speranza perché la cultura e la ragione possano comunque trionfare. Magari in un'altra vita.

A questo punto De Luca dovrebbe 'correggere il tiro' e appellarsi direttamente alla comunità. I polignanesi sono pronti al Diario Mallardi? Se solo meritassimo più cultura e rispetto, se solo scegliessimo un giorno di non 'viver come bruti', dovremmo dare ascolto al dissenso che cova nelle viscere più profonde da ormai troppo tempo.

*****

LA LETTERA

 

“ANCHE SE AVESSI I SOLDI, NON POTREI..”

Un mese fa era ancora congruo il numero di copie…

 

…. Sono le ultime parole famose, per dirla con una frase retorica appropriatamente usata di recente a Polignano per un manifesto pubblico di SEL su altro spinoso argomento, pronunciate dall’assessore alla cultura prof.ssa De Donato al termine della sua risposta, durante il consiglio comunale di mercoledì 1° dicembre sc., all’interrogazione a firma del consigliere comunale Angelo Focarelli del PD sul tema del Diario Mallardi.

Ognuno si chieda cosa significano queste parole, come accertate e confermate anche dalla registrazione audio.

Significano, oggettivamente, che se pure ci fossero le risorse finanziarie, l’assessore non potrebbe (ordini “delli superiori ”?!?) destinarle all’acquisto di “un congruo (sic) numero di copie” come dalla stessa De Donato scritta in una lettera raccomandata a sua firma,  a me pervenuta il 17 novembre u.s.  E di conseguenza, di fronte alla recente novità del “non potrei”, al Diario Mallardi è rigorosamente interdetto un benché minimo contributo pubblico. Bene, si fa per dire, è caduta la maschera definitivamente chiarendosi il significato del lungo silenzio seguito alla mia istanza del 29 giugno, che venne inoltrata peraltro - è sempre bene ribadirlo - solamente dopo l’entusiastica partecipazione della De Donato alla mia iniziativa di rendere pubblico il noto Diario Mallardi, a beneficio soprattutto della cittadinanza locale, e dopo ben duecento anni dalla sua redazione.

Certamente il lettore si chiederà il perché del “non potrei”, volutamente specificato dall’assessore alla cultura in consiglio comunale, cioè di questa chiusura totale da parte dell’ente pubblico, e forse vorrà conoscere anche la ragione che impedisce al rappresentante dell’assessorato alla cultura De Donato di procedere ad una eventuale, futura ed ipotetica contribuzione per la diffusione del Diario.

Ognuno si dia la risposta che ritenga più convincente, non avendo io più voglia di stare a puntualizzare o polemizzare con  i sordi, i ciechi, gli indifferenti, i superficiali, gli infingardi, i proprietari della cosa pubblica come se fosse proprietà privata, o con una A.C. che sciala il denaro pubblico, ben 12.500,00 euro p.e., in manifestazioni canterine del tutto effimere all’insegna della birra (dichiarandosi peraltro oggi il “non potrei” solamente per un’opera di cultura!), o in comode trasferte senza particolare o urgente necessità o in bollette di telefoni cellulari a carico del cittadino polignanese quando le ristrettezze di bilancio, ove vi fossero realmente, imporrebbero un severo contenimento delle spese anche mediante un po’ di moralizzazione dei comportamenti pubblici.

La vicenda del Diario Mallardi è paradigmatica dell’involuzione, del degrado della politica polignanese, ma in verità ci sono molte altre vicende affatto condivisibili o addirittura fortemente sospette come quella della rinegoziazione dei mutui a carico non dell’oggi ma purtroppo del “futuro”, o dell’aumento della Tarsu del 20%, o del territorio sempre più deturpato anche da futuri grandissimi quartieri satelliti che di turistico avranno ben poco e che sono costruiti da maestranze non locali, o dei concorsi all’apparenza preconfezionati etc.. E l’aspetto più triste è che a tale degrado si presta pure qualche consigliere animato forse anche da qualche disinteresse personale e soprattutto un ass.cult. che - in quanto tecnico - aveva ed ha tutta la forza se non l’autorevolezza per dire la sua nei confronti di chi impone i suoi diktat e le sue distrazioni di bilancio e magari, in un sussulto di dignità residua, anche quella di sbattere il pugno sul tavolo per dire: “no grazie, adesso basta”.

Ma evidentemente non basta, e dopo il fondo si vuole andare ancora più giù raschiando il fondo del fondo per poter conservare “a tutti i costi”, ognuno, la propria porzione di potere.

Urgono forze nuove, prevalentemente giovani e autenticamente animate dalla convinzione della prevalenza del superiore interesse pubblico.

Carlo De Luca

Tutti i link agli articoli correlati:

DIARIO MALLARDI, L'ULTIMA LETTERA

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Commenti 

 
#8 Paolo Foramitti 2011-01-13 16:42
Buongiorno,vi leggo ora, come storico specializzato nell'età napoleonica, editore e delegato per il nord-italia del Le Souvenir Napoléonien, associazione di studi storici francese sull'età napoleonica della quale presidente onorario è l'attuale discendente di Murat, sarei interessato ad entrare in contatto con lo scopritore del diario, il dott. De Luca.
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#7 Andrea S. 2010-12-15 12:51
Carissimo Carlo, condivido la tua iniziativa ad organizzare una serata di gala per la presentazione del Diario Mallardi. Certamente, sarò uno dei primi a collaborare con te e con tutti gli amici che aderiranno al progetto. Uniamoci e costruiamo questo nostro patrimonio culturale per donarlo ai nostri posteri.
Non potendo costruire con il cemento almeno costruiamo una cosa utile per tutta la comunità polignanese. Organizza e sarò al tuo fianco. Andrea Spinelli
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#6 Cittadinanza Attiva 2010-12-15 09:49
Dall'inizio stiamo proponendo la strada (crediamo percorribile) di cercare sponsor privati ma qualcuno non sente(?). Adesso arrivano altri a dirlo, sarà più apprezzata?
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#5 Giulio Gigante 2010-12-15 00:12
"..non potrei.."non potrei rinunciare a un sono,quello di aderire alla proposta di una sottoscrizione popolare lanciata in una manifestazione in cui venga presentato da qualche studioso locale il manoscritto,trovare uno sponsor ufficiali,chiedere alle banche cittadine e alle imprese locali una contribuzione eccetera,eccetera e,stampato il volume,nella serata di gala della presentazione del libro,donare al Sindaco e all'Assessore alla cultura cinquanta,cento copie per gli assessori,i consiglieri comunali,gli alti funzionari eccetera.Non sarebbe un bell'esempio di sussidiarietà,una tiratina di orecchi all'indifferenza dei distratti e alla noia dei pigri che si adagiano beati nella cultura dell'incultura? Provaci,Carlo!! i sogni non si pagano.
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#4 augusto cernò 2010-12-13 16:14
Caro Carlo,l'edilizia scellerata,la cementificazione della costa,i progetti faraonici ecc,pagano molto di più della cultura,della salvaguardia della costa e dell'ambiente,del turismo e della valorizzazione delle tradizioni di un territorio e della sua popolazione.Siamo al degrado totale comunale,provinciale,regionale e nazionale!!!Ci salvi Dio !!!! cari saluti
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#3 Matteo Trovisi 2010-12-13 11:16
Buona l'idea di una serata di presentazione del Diario durante la quale si potrebbero leggere anche alcune pagine significative,in modo da apprezzarne l'indubbia qualità ed importanza. Portebbe anche essere l'occasione per idee e suggerimenti su come pubbicarli, creando magari un "gruppo di lavoro" pro pubblicazione Diario.
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#2 vitodpghgnein 2010-12-13 09:04
bravo il dottor de luca. concordo! facciamoci sentire, presentiamo il diario pubblicamente alla comunità. uniamoci e facciamoci sentire. quando le istituzioni sono distanti dal popolo, il popolo deve sapersi organizzare!
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#1 carlo de luca 2010-12-12 12:15
Egregio Direttore, La ringrazio veramente di cuore della pubblicazione dell'ennesimo tentativo di dare ulteriori aggiornamenti sulla disastrosa mia iniziativa di voler arrivare a pubblicare il Diario Mallardi (da me ritenuto patrimonio non mio né dei discendenti che lo hanno finora amorevolmente conservato e custodito, ma della intera Comunità locale!) con il contributo della attuale Amministrazione comunale. Preciso che l’ultima mia lettera inviata all’assessorato e protocollata in data 24 novembre u.s., con cui chiedo di conoscere cosa significhi “congruo” numero di copie, è ancora senza risposta e tale forse rimarrà per sempre alla luce del recente “non potrei”.Sottoscrivo in pieno le Sue parole allorchè scrive: " rivendica il solo e sacrosanto diritto e dovere alla conoscenza diffusa e accessibile a tutti: ricchi, poveri, politici, politicanti". A Polignano attualmente si possono ottenere “grazie” evidentemente solo con le genuflessioni, ma io sono solito genuflettermi in chiesa davanti all'Altissimo, per cui continuerò la mia iniziativa nell’interesse di tutti alla luce del sole.
Le anticipo sin d’ora che sto organizzando una serata di presentazione del Diario Mallardi presso la sala panoramica di un albergo cittadino onde sensibilizzare eventualmente i cittadini, come Ella stessa sembra suggerirmi, avendo purtroppo constatato finora che a Polignano, quando si tratta di cultura e non di edilizia o di concorsi, rimangono sempre un po’ “distratti” o per niente sensibili sia l’Amministrazione cittadina sia, nello specifico, l’assessorato alla cultura.
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