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Commenti
Ma attiva è il nome o il cognome???
Giuseppe NARDULLI
PRESIDENTE ASD CIRCOLO ORATORIO ANSPI "GIOVANNI PAOLO II"
Se siete stanchi di essere soli allora considerate le seguenti idee che potranno aiutarvi a superare la sensazione della solitudine: semplici suggerimenti che potete mettere in pratica da subito e che vi daranno risultati immediati.
Prima di tutto considerate che sovente le persone sole e che si sentono sole lamentandosi di questa loro situazione o sono pigre – perché deluse o demoralizzate - oppure paradossalmente sono quelle che hanno più che altro paura di uscire là fuori per fare nuove conoscenze ed amicizie. Una paura che può diventare anche un ostacolo inconscio, inconsapevole.
Le persone single tendono così a rimanere sole con loro stesse, si isolano e di conseguenza anche le altre persone tendono a non averci molto a che fare: del resto come poter avere amici quando non si è disposti ad esserlo?
Quindi – se siete stanchi di questa situazione - la prima cosa da fare da questo preciso istante è quella di APRIRSI. Potete farlo invitando qualche amico a prendere qualcosa in un bar, per fare una chiacchierata, oppure per pranzare insieme, anche con un collega di lavoro ad esempio. Cominciate ad aprirvi agli altri.
Non aspettatevi nulla di particolare: solo amicizia, conversazione, compagnia. Cominciate a condividere i vostri interessi e le vostre opinioni con gli altri, con fiducia e apertura mentale, senza temere i comportamenti e le reazioni altrui, ma nel pieno rispetto di tutti e soprattutto di voi stessi in questa nuova fase della vostra vita. Concedetevi questa possibilità straordinaria. E’ una questione di atteggiamento. Senza troppe aspettative e con umorismo. Ricordate che la vostra timidezza e la vostra paura si proiettano sugli altri: per questo finora avete fatto fatica a trovare compagnia.
Siate spontanei e sinceri con voi stessi: al di là delle parole ricordate l’importanza del linguaggio del corpo e della comunicazione non verbale. Non siate dunque artefatti perché il messaggio di ciò che provate passa anche attraverso altri canali che non il dialogo. Fate quindi un lavoro su voi stessi, siate convinti di conquistare questa apertura e vedrete che il resto si svilupperà naturalmente.
Una ulteriore interessante e sempre più popolare soluzione – particolarmente adatta per le persone timide e che non amano gli approcci diretti – è quella delle chat e del “dating” online. Esistono tanti siti di incontri online che offrono numerosi strumenti per conoscere persone affini a voi, fare nuove amicizie e trovare un partner o perfino l’anima gemella, attraverso test di affinità, sistemi di selezione e ricerca e numerosi servizi di messaggistica privata.
La bicicletta, in fin dei conti, è un veicolo a due ruote, senza motore, nel quale il movimento in avanti viene prodotto dal passeggero/guidatore attraverso la spinta sui due pedali.
Tutti, chi più chi meno, nel corso della vita, abbiamo avuto modo di provarne diverse "versioni", dalle bici da "passeggio" a quelle da corsa, dai modelli pieghevoli alle mountain bike, senza menzionare tandem, "recumbent" (le bici "sdraiate"), tricicli e, chi più ne ha, più ne metta.
In realtà questo veicolo, che tutti pensiamo di conoscere e comprendere, è un oggetto ingannevolmente semplice.
Fermandosi un attimo a riflettere sorge infatti una domanda: ha un senso, una giustificazione, un'utilità, tutta questa varietà di forme, dimensioni, posture?
Non potrebbe invece trattarsi di un guazzabuglio del tutto incoerente, dettato da motivazioni che sono ben diverse dall'aiutare il ciclista nel suo (relativamente) faticoso andare?
Esiste un tipo di bicicletta che sia più comoda, che si guidi meglio, che faccia fare meno fatica di altre?
La risposta è: sì. Ma quale?
Per sciogliere questo dubbio occorre andare alla radice del rapporto tra ciclista e bicicletta, ovvero scoprire le modalità, fisiologiche e meccaniche, attraverso le quali la nostra "fatica" si trasforma in energia cinetica, o, se preferite, in un "piacevole modo di viaggiare".
Potremo così comprendere quale sia il modo migliore di impostare la nostra posizione in sella, stare più comodi, soffrire e faticare meno (oppure faticare "meglio").
La struttura oratoriale varia molto dalla località e dalle tradizioni e dalla storia del luogo. Solitamente si trova nei pressi della chiesa parrochiale e dispone di ambienti di vario tipo. Sono presenti spazi ricreativi quali impianti sportivi all'aperto, in particolare campetti da calcio, e sale giochi, locali per la catechesi o per riunioni in genere e il bar. Gli oratori più moderni sono dotati anche di una sala per le proiezioni, una sala teatro, una sala musica e una cucina.
Le attività e la struttura oratoriali sono gestite dal parroco e da volontari; nelle parrocchie più grandi, all'oratorio è associata la figura di un religioso, il curato, che ne coordina l'attività. Molto importante è il ruolo svolto dalle associazioni diffuse a livello parrocchiale (come l'Azione Cattolica, la Gi.Fra., l'AGESCI) e delle associazioni oratoriali (ANSPI, NOI Associazione, CSI e PGS).
Le attività in Oratorio sono principalmente pastorali, come la catechesi dei bambini e dei ragazzi e incontri di vario tipo per la comunità dei fedeli, il teatro, la musica e le sagre. L'attrezzatura sportiva e gli ambienti ricreativi rendono l'oratorio anche un luogo di aggregazione e di ritrovo per ragazzi. Inoltre la struttura può essere utilizzata per avvenimenti culturali o di rilevanza sociale, anche da altri enti esterni alla parrocchia. La presenza di animatori religiosi o laici permette attività per i ragazzi durante l'anno, come giochi, accompagnamento nello studio, attività di volontariato e caritative.
Molti oratori scelgono di aderire ad associazioni di oratori nazionali (ANSPI, CSI, NOI Associazione, e PGS) per avere una organizzazione più definita, sentirsi parte di un contesto nazionale ed usufruire di servizi e riconoscimenti legali. Da queste associazioni scaturiscono numerose attività sportive e culturali, e possibilità di incontri e gemellaggi tra diversi oratori della stessa zona.
Gli oratori più moderni sono dotati di un complesso musicale, di una compagnia teatrale e di un sito web. Esistono inoltre sperimentazioni con le web radio e le web-tv, dove si coinvolgono i ragazzi e i giovani a raccontare le proprie esperienze ed il proprio oratorio attraverso internet.
Inoltre capita di trovare negli Oratori le sedi di gruppi scout, nello specifico l'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI).
Tra il 1802 e il 1808, santa Maddalena di Canossa, fondò le prime case (non ancora chiamati oratori) per raccogliere le ragazze di strada di Verona, mettendo a disposizione il suo palazzo e le case prese in affitto e istruendo loro alla religione e alla professione. Nel 1831 nacque il primo Oratorio Canossiano a Venezia con la compiacenza di papa Gregorio XVI. Di lì inizia la storia dei Figli della Carità - Canossiani.
Sulla scia di Filippo Neri, nacque l'idea di Giovanni Bosco. Nel 1841 incontra dei giovani nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi a Torino per il primo di una serie di incontri di preghiera. La sua passione educativa per i giovani lo portò ad avvicinare sempre più ragazzi, tra i quali Domenico Savio. I primi affollati incontri non avevano un posto fisso. Solo nel giorno di Pasqua del 1846 l'Oratorio si stabilì sotto una tettoia con un pezzo di prato, la tettoia Pinardi a Valdocco.
Dall'esempio di Don Bosco, l'Oratorio è diventato sempre più luogo di aggregazione e formazione, sia religiosa che umana. Le strutture si sono attrezzate ed ingrandite, oltre a diffondersi per tutta Italia, con maggior diffusione nel settentrione. In particolare l'arcivescovo di Milano card. Andrea Carlo Ferrari promosse la creazione di un oratorio maschile e di un oratorio femminile in ogni parrocchia.
Dal 2001 una serie di provvedimenti legislativi [1] nazionali e regionali ha riconosciuto la «funzione sociale ed educativa svolta dagli oratori parrocchiali», promuovendo quindi la costruzione e la ristrutturazione delle strutture oratoriali.