LA MOSTRA APERTA FINO AL 25 AGOSTO
La serata conclusiva di Perse Visioni 3 si è rivelata un grandissimo successo di pubblico e di qualità. Delle tre, è l'edizione meglio riuscita, come testimoniano le due fotogallery in basso (metà e fine articolo). Centinaia di persone stipate lungo i gradini di piazza San Benedetto hanno seguito la rassegna di cortometraggi e poi il concerto del Trio Jazz "Wolff, Fryland, Angiuli".
La mostra del laboratorio di street art curato dal writer polignanese Giovanni Chiantera, in arte Awer, resterà invece aperta fino al 25 agosto, tutti i giorni, a cominciare dalle ore 19, ingresso libero dal porticato del Palazzo Museo Pascali.
SAN MIMMO E SAN PINO DA POLIGNANO - Tra le opere esposte non passano inosservate due iconografie dei personaggi più popolari della nostra città: San Pino e San Mimmo da Polignano. Ovvero Pino Pascali e Mimmo Modugno. (foto apertura e fotogallery)
I Santi Mimmo e Pino hanno il capo illuminato dalla corona dello Spirito Santo. Il grande cantautore, Mr Volare tiene in mano un microfono a uso aspersorio per acqua benedetta. San Pino mostra una pergamena con il simbolo della coda di balena, la sua opera più conosciuta.
L’intenzione è chiaramente provocatoria. Il processo di beatificazione e santificazione di due icone del nostro tempo e dei nostri luoghi è compiuto. Per farne souvenir, logo, marchio di riconoscimento, simulacri santificati sull’altare del mercato, come prodotti da vendere ai turisti, svuotati del loro significato e dell’arte a loro riconducibile.
“Le due icone sacre sono una provocazione - spiega Pamela Pellegrini, presidente dell’associazione Bachi da Setola - ovvero da un lato un ringraziamento alla visibilità che Polignano riceve grazie alla loro fama, d’altro canto forse ci culliamo anche un po’ troppo dei loro natali. Anche il pannello ‘Volare’ (vedi fotogallery e foto a destra) è provocatorio. Si riferisce al continuo tentativo di puntare su un turismo di livello molto alto economicamente parlando, con il rischio che poi alla fine Polignano non appartenga più ai polignanesi.”
Sul pannello c’è il trampolino dei tuffi dalle grandi altezze. Un mare di rifiuti e barche che trasportano ciascuna un pezzo del centro storico, di qui forse la riflessione sulla riproducibilità industriale e mercificazione dei luoghi. Un drago inquietante sullo sfondo domina la scena alla conquista di Polignano.
Opere che sembrano rievocare la torre saracena di San Vito che si trasforma in hotel e annesso campo da golf, in mostra durante la passata edizione di Perse Visioni 2. (L'articolo continua in basso, dopo la fotogallery)
LA GEOGRAFIA EMOZIONALE - Perse Visioni 3 quest’anno si ispira alla ‘geografia emozionale’, teoria elaborata da Giuliana Bruno, filosofa e docente ad Harvard. La Geografia emozionale nasce per raccontare dello spazio attraverso le sensazioni in esso percepite, nella convinzione della forte connessione esistente tra sight (vista) e site (luogo), tra vedere e viaggiare, tra motion (moto) ed emotion (emozione). Le opere sono una sfida chiara per ribadire le radici polignanesi.
“Perse Visioni - precisa Pamela - non ha come obiettivo quello di provocare. Semmai promuovere la cultura. I ragazzi durante i laboratori esprimono il loro pensiero artistico molto liberamente, senza vincoli. Riflettono su un tema e lo sviluppano attraverso espressioni artistiche”.
I CORTOMETRAGGI - 13 cortometraggi, degli oltre cento che hanno partecipato al bando di selezione, sono stati scelti e accuratamente criticati da Josè Corvaglia, regista e autore de “La cena di Emmaus”. Se ci fosse un premio ‘Orizzonti’ di cinema avremmo premiato LOOPLOOP del canadese Patrick Bergeron. Immagini e visioni dal finestrino di un treno sapientemente mixate da un grande loop, con tanto di effetti audio e visivi. Una finestra sul mondo che ora allarga e talvolta restringe il campo visivo, insiste sui dettagli e poi improvvisamente si estranea dal caos del mondo che scorre indistinto, senza una logica apparente. L’occhio magico del loop sceglie le immagini da improbabili nastri digitali che scorrono veloci e orizzontali davanti allo schermo.
“E’ un lavoro sicuro - scrive Corvaglia nelle sue memorie - con la volontà di costruire una visione tra videoarte e racconto. Inizialmente è grafico, poi, il ritmo della grammatica cinematografica svolge il suo compito attraverso dei primi piani che ci fanno conoscere la città nei dettagli, tra fili, tettoie e muri. Il ritmo è dettato dal rumore del treno, tutto sembra proporzionarsi nello sguardo di un ipotetico James Stewart all’interno di una carrozza di un treno. Il tutto si ripete in unico loop perfetto per una possibile, nuova versione de “ La Finestra sul Cortile” oppure sul treno.”
VILIAM (regia di Veronika Obertovà – Rep. Slovacca) è il nome del personaggio di un altro corto. Un soggetto artefice della propria felicità. Ha un rapporto intimo con i suoi disegni, si è costruito nella mente un mondo tutto suo. Un incidente però rompe l’incantesimo riportando Viliam alla realtà. “Si è artefici della propria felicità finché non arriva qualcosa di più potente”.
La protagonista di HOME (scritto e diretto da Francesco Filippi) è una neofita dell’era pre-computer, pre-digitale. E’ intrappolata nello schermo del pc. Non tocca gli oggetti, ma li clicca a caso, senza conoscerne gli effetti. Un corto che somiglia tanto al genere horror. Nel suo percorso breve, la protagonista è destinata in un click all’autodistruzione, a uscire dalla finestra del computer premendo sul rettangolino rosso che tutti conosciamo, in alto a destra. Soccomberà all’ “arresto del sistema” operativo di Windows Vista.
Dalla Francia MADAGASCAR, CARNET DE VOYAGE (di Bastien Dubois). E’ un viaggio animato e onirico nel Madagascar che “ci permette di carpire, attraverso l’animazione, molto di più di una guida turistica, di un documentario naturalistico.”
Alcuni dettagli ci riportano nella cruda realtà del nostro tempo: neocolonialismo, prostituzione culturale, riproduzione industriale di luoghi e oggetti del posto, pronti da imballare e spedire come cartoline in giro per il mondo. Il regista lo fa senza retorica e gioca con i contrasti. Accosta il marchio della multinazionale Coca Cola ai costumi e rituali delle popolazioni africane. L'accostamento rievoca le immagini viste in tv durante i mondiali di calcio in Sudafrica: centinaia di volti africani, primi piani sorridenti intrappolati a forza nell’obiettivo della telecamera. Bevono Coca Cola e indossano i costumi tradizionali, ormai feticci sradicati dal contesto originario e dalla loro funzione sociale.
Tutti i link correlati:
INTERVISTA AWER: 'CHIEDERO' A BOVINO DEI MURI IN CONCESSIONE'
VEDI ANCHE LE FOTO DEL LABORATORIO CURATO DA AWER
PERSE VISIONI 3: SERVICE E GAFFE DELL'ASSESSORE
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Commenti
a parole mie non di banksy il conflitto è sulla progettualità degli eventi
che ogni anno cambiano,scimiottare(per te)iterare le forme d'arte non convezionate come le chiamano non serve,diventare precursori di un evento
di una forma artistica e ogni anno migliorarlo,progettarlo con un artista
della forma scelta dando finalmente credibilità.
spero sgomento two comprenda il senso dei commenti.
Parlami un pò della tua associazione visto che nei numerosi commenti non ti sei neanche firmato.Hai voluto solo sottolineare che sei presidente ad honorem di un associazione che conta numerosi iscritti. Per un confronto costruttivo identificati e raccontami della tua associazione.
Roberto
-poco conosciute-street art-elasticità mentale ma olofrini dove le avete
fatte e in che giorni tutte queste cose?leggiti il primo post di banksy
e datti le risposte...voler dire tutto e non dici niente.
Citazione:
Penso non sia il caso di aggiungere altro...
Ma cosa c'è di costruttivo o di veritiero da captare nel discorso che hai fatto?
Penso che i bachi da setola siano in questo paese una delle pochissime realtà da sostenere e seguire e anche aiutare a far crescere (non certamente lagnandosi).
La serata è stata un enorme successo, i corti erano girati davvero bene(non ho visto filmini fatti in casa...almeno io), ed il conceto era di un livello che questo paese non ha mai toccato!
posso solo farvi i miei complimenti!
Il presidente è una figura di riferimento, mica assolutistica decisionale; grazie al cielo, non ci siamo auto-dittatorizzati. Non a caso nei commenti ci siamo firmati con i propri nomi personali. E pur tuttavia, quale associazione culturale sarebbe degna di tale nome se avesse un unica linea di pensiero?
Evviva le sfacettature
Ma ribadisco che non siamo un partito,quindi non esiste un'idea che tutti DEVONO seguire.Oguno conserva la sua individualità,sebbene gli ideali e gli obiettivi che sono alla base dell'associazione,chiaramente, sono sentiti da tutti.
Quanto alla questione filmini fatti in casa,devo correggere chiunque abbia affermato una cosa del genere.Se vogliamo essere pignoli,il corto argentino,ovvero quello di apertura,era più "amatoriale",per così dire (volutamente amatoriale,preciso). Quanto agli altri,sono di alto livello da un punto di vista tecnico,di sceneggiatura, di regia, di grafica e quant'altro. Dire che sono tutti filmini casalinghi nel migliore dei casi è l'ingenuità di una persona inesperta,per non dire che è un azzardato errore grossolano.
Spero che sia tutto.
Pamela Pellegrini
Presidente Bachi da Setola
Alla prossima estate.
Cito il mio collega Paolo "il corriere del mezzogiorno, la gazzetta del mezzogiorno e repubblica bari hanno dimostrato interesse per la conferenza stampa e per l'evento" questo basta e avanza per capire che negli anni i bachi da setola hanno lavorato sodo per conquistarsi una fetta di pubblico interessata alla nostra attività. Poi sei libero di pensare quello che vuoi i fatti parlano e lo puoi vedere anche dai nostri partner che ci sostengono.
I bachi lavorano molto bene in 3 anni hanno accumulato molto esperienza anche nel campo internazionale (altro punto a favore dell'associazione). Anche qui ti invito ad informarti prima di parlare.
Un saluto
Roberto
Tuttavia, al bando di quest'anno ha risposto un collettivo di artisti come Flatform, forse sconosciuto ai tanti, ma parecchio affermato per chi realmente ne capisce. O nelle precedenti edizioni, hanno partecipato registi del calibro di Zaramella. Informatevi prima di parlare.
Non prendere la mia risposta come una aggressione alla tua "critica costruttiva", ma sentivo l'esigenza di mettere in chiaro alcune cose, forse offuscate (ripeto) da probabili antipatie personali, che nulla hanno a che fare con tutto l'operato dell'associazione. Mi piace sapere che sta per nascere una nuova realtà associativa, spero però che non sia un accumulo di meri brontoloni.
Non abbiamo intenzione di tempestare la redazione della Stampa locale (e che stampa!) ma stiamo utilizzando un forum, che per sua natura, è concepito per uno scambio di pareri da parte di più utenti. Pertanto, la tua critica non la trovo affatto costruttiva.
Un concerto cosi'da queste parti non lo sentivo da anni.
Spero di ritornare il prossimo anno.
Saluti da Vicenza.
Lucio
Su Cittadinanza Attiva che continua a parlare della sua Associazione in termini numerici mi vien da chiedere: visto che siete in tanti perchè non fate voi quello che chiedi ad altri di fare? Stanco di cozzare contro un muro di protervia...Fai, se ci riesci, un'associazione con iscritti militanti con un obiettivo comune.
Di questa associazione ne sentirete parlare!!! Ah, niente a che vedere con Cittadinanza Attiva. Saremo fieri di essere un bel branco!!!!
P.S. Un giornale locale ha espresso il parere sulle manifestazioni dell'estate polignanesi riuscite...la vostra non c'era. Cosa farete, inonderete di lettere di protesta la redazione giornalistica?
Per Banksy: putroppo devo rinoconoscere che,ancora una volta,il suo commento per me non è stato molto comprensibile.Visto che siamo alla terza,forse è il caso che si spieghi in maniera più spicciola con me,perchè ho difficoltà a comprendere una sintassi, per così dire, complessa.Tuttavia alcune questioni le ho intuìte e le rispondo.
Quanto all'usare la cultura come carta da giocare,ne ribadisco la convizione. Troppo spesso non si prende sul serio l'importanza delle iniziative culturali per la crescita del paese,e le si relega a un jolly da confinare ai mesi estivi.Su questo,mi auguro,ci troveremo d'accordo. Quanto alla questione delle associazioni convenzionate,probabilmente non le è capitato di leggere le delibere,o la pubblicazione delle stesse,in cui si fa menzione dei finanziamenti dati agli eventi dell'Estasi Polignanese.Non direi proprio che siamo convenzionati,nè ci interessa diventarlo.Se le varie amministrazioni che si susseguono sono interessate al nostro progetto (uno fra i tanti che portiamo avanti durante l'intero anno),e se vogliono sostenerlo,a noi sembra cosa buona,giusta e gradita.In caso contrario,comunque andiamo avanti.
Spero sia chiaro per tutti che l'obiettivo non è certo ingraziarci il Comune,nè mirare ad alcuna poltrona.
Resto confusa sulla parte della telecamera.Se si spiega meglio,magari potrò chiarire.
Spero di aver tolto ulteriori veli di dubbio.
Pamela Pellegrini
Presidente Bachi da Setola
ovviamente non si voleva offendere nessuno(stolto per me è il modo poco elastico di vedere le cose).....volevo semplicemente far intendere che io non condivido il suo pensiero, che sinceramente trovo troppo rigido e soprattutto poco realistico per i tempi che corrono.non sto nenache a dilungarmi visto che Alesssio e Mariangela hanno ampiamente snocciolato l'argomento.
Comunque mi scuso se si è sentito offeso.
Banksy,che dire?.....se ti avessi di fronte mi farei solo una risata,sei leggermente visionario (non in senso buono purtroppo) e quello che scrivi è a dir poco incomprensibile.Per non parlare del fatto che ti limiti a fare monologhi.
Immagino ti capiscano in pochi e che tu non sappia più neanche con chi lamentarti, vero?!
Enzo grazie infinite per il tuo appoggio!
Solo e abbandonato mi dispiace, forse uscendo potresti incontrare qualcuno!
L.M.
Per me c’è speranza, ci vorrebbe qualcosa che mi tirasse su, un amico, un compagno, uno spirito libero come me, un esauribile sognatore come me, che vede il mondo bello ma imperfetto, sogna utopie, idealizza cose estreme come la pace e l’uguaglianza, ma non sa che la sua fiammella sarà sempre spenta da qualcuno che cercherà sempre di convincerti di non crogiolarti, di vivere sereno e in pace con tutti, di accantonare i problemi per quanto grandi o piccoli siano, di dire io vivo e ogni giorno per me sarà l’ultimo.
Mi spiace ma devo ricevere scosse più forti non posso vivere attaccato ad uno scoglio, devo scoprire cose, conoscere, interpretare la vita, e capirne il significato, devo capirne dalla base cosa voglio, cosa cerco e cosa non devo più cercare, cosa devo evitare e da cosa devo scappare. Forse è tragica come constatazione ma credo che il mio discorso se non è lucido e solo un fiume in piena rabbia che apposta di sfogarsi come pugni su un cuscino si esprime in parole dure e crude come quelle che sto usando.
Non credetemi un pessimista solo perché vedo il mondo con altri occhi, ma credetemi un rivoluzionario, uno che vuole cambiare le regole che vigono, vuole dar corpo alle sue fantasie, e convincetevi che alla fine non tutto ciò che ho detto è futile, ma anche se sfrontato, insolente, estremo questo mio discorso è solo una fuga dalla realtà, un modo per curare la mia insonnia, per fuggire dai miei pensieri.
Parole senza capo ne coda che danno però pace a chi le scrive e chi le legge potrà
capire poco, ma in fondo non conta , questo sfogo è solitario ma aiuterà me a capire cosa provo, e cosa ho dischiuso e non covo più dentro, non voglio più soffrire. mi sento cosi tanto solo e abbandonato.;-);-);-)
Per B. devo dire che trovo molto difficile barcamenarmi tra i costrutti sconclusionati delle sue frasi. Proprio non capisco
Mi hanno incuriosito i frammenti di citazioni, a.b.c. mi potresti dire di più?
Per Enzo, grazie dell'appoggio e sostegno.
Buona giornata a tutti