Giovedì 24 Maggio 2012
   
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OMAGGIO A NICOLA UVA, LA POESIA NELLE PIAZZE

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POLIGNANO IN POESIA E IL RICORDO DI NICOLA UVA

'La poesia deve uscire dalla turris eburnea dei salotti per ritornare nelle piazze'

 

Racconta Franco Sacchetti nelle Trecentonovelle che Dante Alighieri, avendo sentito un maniscalco storpiare i canti della Divina Commedia, preso dall'ira, gli abbia scaraventato in aria i ferri del mestiere.

Reazione emotiva legittima - se vogliamo - ma sicuramente miope e ingiusta quella del Sommo Poeta che, per quanto geniale nella sua arte, tuttavia si dimostrò, in quell' occasione, poco lungimirante: non aveva capito, infatti, che la fortuna letteraria della Divina Commedia sarebbe stata affidata alla ricezione orale - ossia alla lettura pubblica, tenuta nelle chiese e nelle piazze sotto l’egida del Comune di Firenze - più che all'apprezzamento dei dotti del suo tempo.

L'insegnamento che possiamo trarre da questo saporoso aneddoto è che la poesia, se vuole sopravvivere e oltrepassare la soglia della propria autoreferenzialità, deve uscire dalla polignano-in-poesia-2turris eburnea dei salotti e della cultura accademica per ritornare nelle piazze, perché sulle piazze è storicamente nata, come ci insegnano  le storie letterarie a proposito della divulgazione dell'Iliade e dell'Odissea che furono non solo impareggiabili opere poetiche ma vere e proprie "enciclopedie tribali del mondo ellenico", secondo la nota definizione di Eric Havelok.

Ed è questa la scommessa che da sette anni porta avanti, sebbene con limitatezza di mezzi finanziari, il centro culturale "u Castarill": riscoprire la dimensione "aurale - orale" della poesia e nel contempo valorizzare  la piazza, come cuore pulsante del paese. Perché le nostre agorà riprendano il sopravvento sui tanti “non luoghi” della società consumistica del terzo millennio e diventino centri di aggregazione comunitaria, memoria territoriale e sporgenza culturale identitaria.

Ed è questa, crediamo - non senza un briciolo d'orgoglio - un'operazione culturale che sta già dando i suoi primi  frutti, se è vero che alcuni versi di Nicola D'Aprile (l'autore presentato l’anno scorso, nella VI edizione di Polignano in poesia, dal centro culturale "u Castarill") costituiscono attualmente l'esergo di molte delle  cartoline di Polignano, vendute nelle tabaccherie del paese: immagini che consegnano al mondo non solo l'oleografia del Bastione di Santo Stefano, immortalato dietro la statua di Modugno - vero Genius loci del nostro paese - ma che diffondono  all'estero anche i fonemi e le parole del nostro dialetto.

E allora ci scuseranno Vito Cosimo Basile, Nicola d'Aprile e Nicola Uva, autori che sono stati riproposti alla comunità polignanese nelle ultime tre edizioni di Polignano in poesia: forse li avremo fatti rigirare nella tomba, scontenti ora per la dizione imprecisa dei loro versi, ora contrariati per aver affidato la lettura delle  loro opere alla voce un po' cantilenante di qualche bambino.

Noi del “Castarill” ci assumiamo tutta la responsabilità di questa scelta pedagogica nella convinzione di aver operato per riconsegnare la poesia, ed in particolare le opere di questi autori, alla memoria della piazza con la determinazione - forse velleitaria - di  trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio folklorico che solo la lingua poetica, nella sua fissità, riesce a conservare inalterato nel tempo.

 

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E proprio una piazza gremita di gente, silenziosa, ammaliata dalle parole di Nicola Uva - l' autore presentato il 17 agosto scorso su un palcoscenico allestito davanti alla Chiesa della Trinità - ha saputo compensare gli sforzi di tutti coloro che, anche quest’anno, hanno attivamente operato perché la VII edizione di "Polignano  in poesia" diventasse un appuntamento culturale gradito alla comunità polignanese. A cominciare dalla presidentessa del Centro “u Castarill”, Marianna Centrone, coadiuvata da Maria Pellegrini che ha curato la dizione e la lettura espressiva dei testi, mentre chi scrive ha selezionato i brani proposti alla interpretazione, secondo raggruppamenti tematici.

Il dirigente scolastico Modesto Facciolla ha tratteggiato in sintesi il profilo biografico di Nicola Uva, poeta polignanese, ma soprattutto uomo di scuola e fine storiografo.

Pasquale Laselva e Federica Montanaro hanno presentato la serata, arricchita dall'esibizione di uno straordinario Vincenzo Pellegrini, cui è stato affidato il compito di interpretare i testi programmatici dell’autore. Il nostro attore si è poi cimentato in un fuori programma richiesto dal pubblico: l'estemporanea interpretazione della famosissima Livella di Totò, accompagnata dal sottofondo musicale del pianoforte, magistralmente suonato dal maestro Mimì Uva, figlio del poeta.

Ed è stato questo il valore aggiunto della serata: aver potuto associare le immagini poetiche delle liriche alle note di Amore che vieni, amore che vai dell’indimenticabile Fabrizio De Andrè, alle intense vibrazioni di Non, Je Ne Regrette Rien di Edith Piaf, alla suggestione di Vecchio frak di Domenico Modugno e della Vita è bella di Nicola Piovani: brani musicali splendidamente eseguiti e interpretati dalla calda voce di Mimì Uva.

Maria Abbatepaolo, Onofrio Barnaba, Marienza Benedetti, Nico Benedetti, Angela Carone, Gianni Colagrande, Ilenia Colella, Annalisa De Russis, Tonia Giuliani, Marilù Martellotta, Miriana Lamanna, Vito Pellegrini, Eugenio Scagliusi, Valentina Talenti, Francesco Vino si sono cimentati nella lettura di versi tratti dall'opera edita Frascille e dai testi attualmente inediti della silloge Frasche… i fieure di Nicola Uva, ma anche nell’interpretazione di brani di Vincenzo Capobianco, Tonino De Filippis, Pasquina Grande, Laura Tafano e Domenico Talenti.

L’artista Giovanni Pedote ha invece curato la realizzazione di un video che ha riproposto, durante la serata, una successione di fotografie storiche conservate nell’archivio del centro "u

Castarill" insieme ad altre delle tante edizioni della Festa dell'aquilone, gentilmente messe a disposizione dal dirigente scolastico Gianni Colagrande, presidente della Pro Loco di Polignano.

Il palco è stato abbellito dagli addobbi floreali forniti dalla ditta Il giardino, di Luca Carone.

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Commenti 

 
#1 valentina talenti 2010-09-01 15:44
ciaooooooo :-)
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