
IL FESTIVAL DEL LIBRO POSSIBILE APRE CON NICHI VENDOLA
Comincia col pienone, il Festival del Libro Possibile edizione 2010. Con Onofrio Pagone che presenta ‘Per un giorno’, fatica letteraria introdotta dal presidente della Regione Nichi Vendola, trascinatore di popolo (in particolare quello dei giovani) e dalle capacità oratorie impressionanti. Il successo di presenze in piazza San Benedetto è assicurato, per quella che un nostro lettore (vedi commento a fine articolo) ribattezza 'La sagra del libro', con una critica anche al pubblico.
Il politico intellettuale e il giornalista della Gazzetta hanno passato poi il testimone al noto vignettista Vauro, che ruba la scena al suo amico accompagnatore Pillinini, e si inerpica sul terreno arido, perché già esplorato infinite volte, disseminato di battutacce politically scorrette: confesserà l’ossessione e le convulsioni nervose dovute a una penna affetta da berlusconismo cronico.
Vendola analizza e descrive i racconti di Pagone come pretesto sociologico e politico: getta sguardi e momenti di riflessione sulla vita, sul momento sociale, su tematiche di scottante attualità. Fa vibrare le corde emozionali dei suoi ‘fan’, stipati a centinaia lungo le gradinate di piazza San Benedetto.
Il racconto sulla siccità in Puglia negli anni ’70, è un formidabile assist che gli viene offerto dall’autore per raccontare di sé e della sua infanzia: “Ho passato tanta parte della mia infanzia - ricorda Vendola - attaccato alla fontana che era in un altro paese. Con papà ci mettevamo nell’automobile e andavamo da Terlizzi ancora più lontano, perché la rete idrica negli anni 70 non dava soddisfazione.”
IL PRODUTTIVISMO E L'ERA CONSUMISTICA - A seconda dei racconti scritti da Pagone, il presidente offre uno spunto di riflessione rispetto ai momenti difficili dei nostri giorni. C’è il silenzio del monastero, il silenzio di Dio che si interroga. Il monastero è il luogo in cui il tempo è sospeso. “Voi avete gli orologi – cita un frate protagonista del racconto - noi abbiamo il tempo”. “Un luogo - incalza al microfono Vendola - in cui il tempo ha un peso differente da quel tempo misurato dal cronografo del produttivismo, della velocità consumistica che misura le nostre lancette e il bioritmo quotidiano… La preghiera, fuori dal monastero dovrebbe chiamarsi l’interrogazione di ciascuno di noi sul senso della nostra vita.”
Quindi, il presidente riflette sul sentimentalismo facilone e sviolinato “ai tempi di Maria De Filippi e della televisione. Il rischio del decadimento immediato dentro il trash e il kitsch sentimentale.”
LA FAMIGLIA - Una critica al nuovo lessico familiare: “…non c’è più la famiglia come luogo che tiene dentro vecchi, giovani e bambini – osserva - perché i vecchi sono stati espulsi e i bambini sono stati affidati alla cattedra televisiva. Questo terribile cortocircuito di racconti è il dramma in cui viviamo oggi.”
Una riflessione anche sullo stato dell’arte, sul ruolo dell’artista e sulla mediocrità dei sentimenti: “Pensavo alla materia. Alla pietà Rondanini che più amo. Pensavo al fatto che l’opera d’arte a volte è sottrazione di materia… gli individui hanno bisogno di essere liberati da troppa materia, troppi orpelli, dalla presa d’arte, dalla retorica.”
Infine la postura, tutta tesa verso il pubblico: Vendola s’impone sulla scena come un leader acclamato dalle folle.
“Amici miei - è il pensiero rivolto direttamente ai lettori - La ricerca della bellezza significa distillare senso e verità. Viviamo in un’epoca che avrebbe fatto venire l’esaurimento nervoso a Orwell, che pensava di aver scritto un libro di rinuncia sul rischio che, nel mondo, meccanismi di comunicazione pubblicitaria potessero diventare manipolazione costante delle parole. Viviamo in un’epoca in cui le parole sono una sorta di mafia organizzata, parole svuotate del loro significato. Abbiamo bisogno di un vocabolario. Il libro della Genesi è il libro della illuminazione del mondo. Noi abbiamo parole che ci confondono, non sappiamo più né dov’è la tenebra, né dov’è la luce.”.
Standing ovation e applausi degli 'e-lettori'.
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IL COMMENTO - scritto su Polignanoweb da indigeno, 15 luglio 2010 alle ore 09:10:49
Commenti
le mie non erano e non vogliono essere delle valutazioni politiche.
Personalmente stimo e amo ascoltare il presidente Vendola ma in virtù del suo ruolo politico non gli chiederei mai un autografo!!!
In merito alla sanità vorrei fare una riflessione...nel nostro distretto ci sono 4 ospedali due fatiscenti (monopoli e putignano) con armadietti arrugginiti, intonaci scorticati, finestre divelte...questi ospedali sono aperti!!! due ospedali totalmente ristrutturati (conversano e castellana) che sono due gioiellini...nuovissimi...che non funzionano o meglio funzionano a singhiozzo (voglio precisare che quello di conversano è stato ristrutturato da pochissimo...praticamente da quando il personale è stato spostato a Monopoli!!!)Che senso ha!
Sono convinto che la colpa non sia ne di Vendola ne di Fitto è certamente del sistema e nostra, degli elettori bravi solo a farci abbindolare da promesse senza valutarne il senso o i benefici delle stesse!!!
www.quotidianodipuglia.it/articolo_app.php?id=30783&sez=ATTUALITA
Giusto per avere qualche notizia in più.
Non è questione di destra o di sinistra...è questione di gente onesta, corretta e chiara...le ideologie non andate a farsi friggere....Polignano docet.
Vendola al contrario è quello che conosciamo, ha sempre fatto quei comizi anche 20 anni fà, quando era sconosciuto. Abbiamo potuto apprezzare l'operato della sua giunta e criticato i suoi errori.
La gente ha imparato ad amarlo in maniera genuina, forse perchè per la prima volta un politico ha fatto le cose che ha promesso.
Trovo insopportabile una cosa però, che adesso ci siano persone che si mettano al centro, quasi come portatori di una verità assoluta e criticano a destra e a manca, gente che fino a poco tempo fà votava Berlusconi solo perchè presidente del Milan e non votava Vendola perchè omosessuale.
Fate pace con la coscienza, il sistema è bipolare, decidete da che parte stare, come sia possibile saltare il fosso ogni legislatura io non l'ho ancora capito...
La sinistra italiana scimmiottando la destra italica, espone il suo fantoccio.
Come in uno specchio, alla tracotante personalità di Berlusconi, risponde con l'immagine riflessa del Berlusconino nostrano.
Un uomo che come il cavaliere propugna sogni, scrive versi poetici, arringa le folle ma, seduto nel suo studio nel Palazzo della Regione con il "bisturi recide i rami della sanità pugliese" con punti di sutura ricuce le fila dei potenti nei vari partiti della coalizione.
Ecco la nuova sinistra italiana fino a poco tempo fa si presentava con la faccia bonaria del Buon Prodi e del Governo del fare ed oggi invece con il governo del sognare e noi tutti come davanti ad un Divo della TV ad acclamare.
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Ieri sera ho assistito nella splendida cornice di piazza San Benedetto all'apertura del "Libro possibile"!
Eccellenti i relatori...un pò meno anzi molto meno...noi...il pubblico!!!
Quella che fino a poco tempo fa era una manifestazione da seguire con attenzione e rispetto dello scrittore di turno, ritengo, che oggi si sia trasformata in una sorta di "occasione" di incontro mondano per il classico e sterile "chiacchiericcio" di borgata (una sorta di "sagra" del libro).
Nelle retrovie era veramente difficile seguire il dibattito!!!
Degno di nota e di studio il comportamento sempre più da "divo" e sempre meno da politico, del nostro presidente della regione Nichi Vendola, che mi è parso irrispettoso dei relatori che lo seguivano in scaletta!!! Non riesco invece a definire quello che è il comportamento della "folla"...noi...nei confronti di Nichi accerchiato da FAN in cerca di autografi e/o foto!!!
Sicuramente apprezzo e condivido "l'affetto" e la "stima" che la popolazione nutre per lui...un pò meno i commenti della gente più o meno matura estasiata dalla figura affascinante e carismatica del nostro governatore sempre più simile nell'approccio pubblico al leader della controparte berlusconiana!
Un caro saluto a tutti...