Giovedì 24 Maggio 2012
   
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L'ARTE SCANDALO DEI FRATELLI CHAPMAN

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ESPOSIZIONE CHOC DEI FRATELLI CHAPMAN, PREMIO PASCALI 2010

Dal 2 luglio al 12 settembre in mostra a Polignano

 

La Fondazione Pino Pascali Museo d’Arte Contemporanea di Polignano a Mare ha annunciato la propria partecipazione alla manifestazione 'Roma - The Road to Contemporary Art' presso il Museo Macro Future all'ex mattatoio Testaccio, nella Capitale.
Gli appuntamenti, che prevedono la partecipazione di autorevoli personalità nazionali ed internazionali del mondo dell’arte contemporanea, sono previsti da domani 27 fino a sabato 29 maggio, dalle ore 16 alle 24 e domenica 30 maggio dalle ore 11 alle 20.

'Roma – The Road to Contemporary Art' è promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e dalla Camera di Commercio di Roma. La Fondazione Museo Pino Pascali interviene allo scopo di promuovere le iniziative finora portate a termine e di presentare al pubblico libri e cataloghi prodotti in occasione di mostre ed eventi.

La manifestazione romana sarà anche occasione per presentare il prossimo Premio Pino Pascali 2010 giunto al XIIIesima edizione e quest’anno assegnato a Dinos e Jake Chapman (foto a destra). La presentazione avverrà nell’ambito degli incontri dedicati al “Nuovo mecenatismo” ed organizzati dalla Fiera di Roma e il Sole 24 Ore.

L'inaugurazione della mostra con la premiazione è invece prevista a Polignano a Mare per venerdì 2 luglio 2010 (ore 19,30) alla presenza degli artisti. Per i fratelli inglesi Dinos e Jake Chapman sarà la prima mostraarts-graphics-2006_1174823a personale in Italia in uno spazio pubblico.

I fratelli Jake e Dinos Chapman, nati rispettivamente nel 1966 e 1962, appartengono alla cosiddetta Young British Art: la generazione di artisti inglesi lanciata a livello planetario con la celebre mostra Sensation del 1997 alla Royal Academy of Arts di Londra. Dopo quell’evento il loro successo è stato in progressiva crescita. Hanno tenuto mostre nei principali musei del mondo, dalla Tate Britain di Londra al PS1 di New York con partecipazioni alle Biennali di Venezia, Sidney ecc. In Italia, la loro installazione Fucking Hell (2008) è esposta al Palazzo Grassi di Venezia nella collezione di Francois Pinault.

IL PREMIO PASCALI 2010 - La commissione del Premio Pino Pascali composta dalla Direttrice della Fondazione Pascali Rosalba Branà, Pietro Marino, critico d’arte e Carlo Berardi, curatore di una imminente mostra a Polignano, ha così motivato la scelta: “I Fratelli Chapman hanno saputo infondere al linguaggio dell’arte contemporanea una nuova vitalità estetica sospesa tra tragica bellezza e cruda verità; trasferendo sul piano simbolico l’irrazionalità della vita e della morte, hanno messo a nudo la falsa coscienza del tempo e i turbamenti dell’animo umano”.


L'OPERA DEI CHAPMAN - La loro opera è una sorta di vortice apocalittico dove converge l'ipocrisia contemporanea della storia, della guerra, delle religioni, del corpo e dell'Eros. Le loro opere ricostruiscono in maniera pedissequa e ossessiva ogni dettaglio, come nelle agghiaccianti scene ricostruite in modellini delle orge delle SS o nei riferimenti espliciti alle guerre di sterminio etniche (leggi le avvertenze e vedi foto di alcune opere in basso, a fine articolo). Il nucleo che ruota attorno al simbolismo dell’arte dei Chapman è il massacro dell'essere umano inflitto contro la sua stessa umanità e quella degli altri.

La loro opera di denuncia sfocia nell’ironia scioccante che genera una forte contrapposizione e sconvolgimento sensoriale: installazioni di scheletri, teschi, corpi mutilati e violentati di uomini donne e bambini. Un’arma, un fendente che penetra nell'immaginario e nella coscienza dell'osservatore, facendo emergere i lati più oscuri dell’animo umano e le tenebre che hanno oscurato l'Europa nel secolo scorso riflettendo sugli aspetti più attuali della guerra e del macabro.

Tragedia e ironia si mescolano ed entrano in conflitto sul campo della dicotomia, per risolversi nell’inevitabile grottesco, dai risvolti comici e tragicomici.

L'ARTE COME SCANDALO - Nulla di nuovo, se si pensa a riferimenti e citazioni tratte dalla Storia dell’Arte, dalle Danze Macabre del Medio Evo all’opulenza esasperata del Barocco. Punto di riferimento è la visione di Goya con le sue incisioni sui 'Disastri della guerra' (1810-1820), che però i due artisti inglesi rielaborano in modo del tutto personale. L'interrogativo resta: arte e scandalo, cos'ha ancora da dire l'arte contemporanea oggi? Quale lettura filosofica? Ma su questo argomento avremo modo di riflettere dopo l'inaugurazione della mostra.

LA MOSTRA A POLIGNANO DAL 2 LUGLIO - A Polignano, attraverso la creazione di un ambiente site-specific di forte impatto emotivo, i fratelli Chapman metteranno in una mostra personale tutto il loro universo artistico: la prima esposizione in assoluto in Italia in uno spazio istituzionale. Esporranno opere storiche degli anni ’90 come le famosissime e inquietanti sculture delle bambine-siamesi della serie ‘Mannequins’ e le ultime sculture ‘africane’ del ciclo ‘Shamanov Sculptures’ ed altre in bronzo.

(La mostra rimarrà aperta a Polignano a Mare presso la sede della Fondazione Pascali sino al 12 settembre 2010. Orario: dal mercoledì alla domenica 19-22 [lun.mart.chiuso] e su appuntamento. Tel. 080.424.9534 -333.2091920. Info turistiche: MisterVolare, www.mrvolare.it).

CI HANNO INVITATI AD ELIMINARE LE IMMAGINI PERCHE' POTREBBERO LEDERE IL COPYRIGHT

L'organizzazione del Museo Pascali a breve ci invierà le foto protette dal copyright di alcune opere dei fratelli Chapman che saranno esposte dal 2 luglio


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Commenti 

 
#11 nicolateofilo 2010-05-29 20:37
Gentile Indignata, abbiamo rimosso le foto per via dell''invito' nel rispetto del copyright.
A breve riceveremo le foto protette dal copyright. Vorrei solo aggiungere una cosa. L'idea dello psicologo o di un esperto a me non dispiace affatto. Inoltre, il Tg3 ha dato una informazione un pò distorta, perchè la mostra non sarà vietata ai minori (mi preoccuperei se così fosse, perchè si andrebbe contro il diritto della libertà di espressione dell'arte, secondo me uguale alla libertà di informazione). Ripeto, l'idea dello psicolo non mi dispiace affatto, anzi, io avrei puntato su quella, avrei realizzato un bando, ecc. Anche in virtù del fatto che parliamo di una fondazione pubblica, con soldi pubblici e che dovrebbe coinvolgere più soggetti e attori sociali. Quindi sono contrario a censure e divieti, l'arte è libera, la fondazione è pubblica. Ancora una volta resta discutibile il metodo: perchè non fare un bando e coinvolgere esperti come suggerisce lei?

Tuttavia, non vorrei dare giudizi affrettati ancora una volta, ma le preoccupazioni sul copyright confermano quanto detto nei precedenti commenti: 'l'arte come biglietto da visita dell'artista' e non con l'arte come messaggio, come linguaggio di comunicazione e di trasmissione.

Sarà pure un mio giudizio affrettato, vedremo.

Sul divieto ai minori chiariremo in un prossimo articolo, perchè le cose non stanno proprio come dice i tg3
un caro saluto a tutti,

nicola
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#10 INDIGNATA persona, mamma, educatrice 2010-05-29 17:53
Il TG PUGLIA RAI 3 parlando oggi dell'espozione delle opere di Pino Pascali a Roma ha menzionato i f.lli CHAPMAN quali vincitori dell'omonimo premio nazionale e ha specificato che la visione di alcune loro opere è vietata ai minori. Dopo aver ascoltato ciò ritengo che anche il sito, a questo punto, dovrebbe eliminare le foto "incriminate" in quanto potrebbero essere viste solo da utenza adulta. Penso che il sito venga visitato anche da minori, spesso invogliati anche da articoli che li riguardano (scuola, sport, cultura).
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#9 banksy 2010-05-29 02:04
Voglio permettemi visto che mi è permesso anche se sono l' ultimo degli ultimi per parlarne, il vostro titolo l'arte scandalo dei fratelli...... il vero scandalo l' ha fatto il museo, non faccio elogi perchè arriverano sicuramente e sicuramente non solo dai soliti perchè il valore artistico è indiscutibile. " La prima esposizione in assoluto in italia in uno spazio istituzionale " è il vero scandalo, una scelta di responsabilità, ripeto non è in una galleria privata è uno spazio pubblico che si espone alle critiche di chi non capisce che l'arte è una sola. Quando scrivo, dico, copio le belle frasi " L'arte contemporanea è lo specchio perfetto della nostra epoca " non è anacronismo, arretrare per paura davanti alla contemporaneità che affronta argomenti o meglio rappresenta, emerge il disorientamento, un limite. Il loro pessimismo non bisogna confonderlo col rispetto alla funzione sociale dell' arte, opere che ti danno reazione/emozione, energia intima.
Insult to injury, 2003 sono 80 acqueforti rivisitate e sfigurate, i disastri della guerra di Goya e il loro riferimenti sono SOL LEWITT / CARL ANDRE'
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#8 osservatore 2010-05-28 18:51
Sono daccordissimo con Indignata...
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#7 INDIGNATA persona, mamma, educatrice 2010-05-27 22:19
Pur comprendendo la provocazione proposta dagli artisti ed essendo aperta ai cambiamenti degli stili e fortemente amante dell'arte nel senso piu' lato della parola, mi chiedo: tale mostra, che sarà aperta al pubblico per più di 2 mesi e oltretutto durante il periodo estivo,se esporrà opere dal medesimo spessore artistico di quelle mostrate dal web, ha previsto una scrematura degli ipotetici visitatori? Mi riferisco soprattutto ai minori per i quali, ritengo, a mio modesto parere, servirebbe per lo meno una presenza contestuale di uno psicologo che aiuti a dare la giusta lettura delle immagini in maniera tale che il messaggio "culturale" non venga recepito in modo distorto e fuorviante. Mi auguro che qualcuno ci pensi. Un invito: togliete quelle immagini dal sito.
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#6 Barrister 2010-05-27 13:29
Caro Direttore, chiusa la questione sui minori, anche grazie alla modifica che hai apportato alla veste grafica della notizia, resta in piedi il dibattito sul concetto d'arte e sull'applicabilità dello stesso ai fratelli Chapman quali personaggi del momento rispetto al panorama polignanese e non certo per lanciare strali su loro. Certo che in giro di materiale per cui scandalizzarsi ce n'è quanto ne vogliamo. L'articolo è solo il pretesto per farlo, così come non può essere sottaciuto il fatto che Polignanoweb paradossalmente subisce le mie critiche soltanto perchè è l'unico organo d'informazione locale che consente di avere spazio non soltanto per i complimenti alla redazione ma perfino per le critiche. Anche da questo punto di vista siete superiori a tutti gli altri. Per quel che concerne la valutazione delle opere in mostra, mi riservo di scriverti dopo aver visto la mostra onde evitare commenti preconcetti ed al buio. Resta però l'invito rivolto agli amministratori comunali affinchè c'informino sulla loro valutazione in merito alla gestione della Fondazione.
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#5 nicolateofilo 2010-05-27 03:35
Concludo. Per quanto riguarda la tutela dei minori. Da questi, che a mio avviso sono feticci della sessualità e dei corpi che nulla hanno a che vedere con l’arte di cui sopra, apro una parentesi e non la chiudo.

Mi domando, perché non indignarsi mai della prostituzione dilagante nelle tv generaliste e non solo? Perché non indignarsi di tutti quei corpi venduti come merce ogni giorno, in tv, a tutte le ore, corpi di bambini e donne prostituite – spacciate per disinibite – che in realtà vengono piazzate sullo schermo per vendere scatolami, prodotti di bellezza, schede telefoniche e altri ammennicoli vari?

Perché non è prostituzione pure quella? Perché bisogna fermarsi solo all’apparenza per indignarsi? Servono opere ridicole come quelle dei Chapman per indignarsi?

Scandalizzano più queste foto messe su un sito, con una intenzione e scelta editoriale altra (che certamente non è quella di vendere qualcosa – e che ragionandoci come sopra, nemmeno scandalizzano ma sfiorano il ridicolo)?

Perchè non scandalizza tutta quella macelleria di corpi in gomma, oliati e siliconati o innocenti bambini messi davanti a un microfono per vendere merce? Non è prostituzione e sfruttamento di minori quello? Serve il sangue e la lacerazione della carne per indignarsi?

Perdona davvero la prolissità, ma spero di continuare questo interesante dibattito.
a presto
nicola
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#4 nicolateofilo 2010-05-27 03:34
Devo dire che mi scandalizza invece, come ho letto nel comunicato, l’accostamento che si fa a Goya e al Barocco. Bene. Ti confesso una cosa.

Accostare i Chapman a Goya e al barocco è folle e ce ne vuole. Penso a Caravaggio. Con il suo barocco rivisitato e anticonformista scandalizzava all’epoca, eccome, però contestualizzandolo e dopo secoli di risignificazione della sua opera, devo dire che non c'è paragone con questi nuovi scandalizzatori allo sbaraglio. I chiaroscuri di Caravaggio non sono scelte di forma forti e gratuite, ma possiedono una carica emotiva potentissima. le opere di Caravaggio interrogano davvero, sono davvero inquietanti, e non scadono nella carne e nella materialità gratuita e fine a sè stessa, o all'artista, come nel caso dei fratelli Chapman.

E poi c'è Goya, che è stato l’antesignano dell’arte surrealista. Per dirti, l’opera le fucilazioni di Goya, senza mostrare quella macelleria e quel sangue gratuito, sono molto più inquietanti e suscitano più interrogativi di questi provocatori contemporanei.

Guarda un quadro di Goya e senza fermarti all’apparenza dimmi se non è più inquietante. Nel sussidiario di scuola, da piccolo, ho visto per la prima volta le fucilazioni di Goya. Ti confido che non ho dormito la notte per mesi. Mi sono davvero interrogato per la prima volta sulla violenza e su concetti simili. Ha lasciato un segno forte emotivamente parlando, e mi ha trasmesso molto quell'opera. Stiamo parlando di Goya, un genio come Caravaggio....
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#3 nicolateofilo 2010-05-27 03:33
Tuttavia, posso dire già qualcosa sintetizzando. Il mio caro amico esprime un concetto chiaro e sintetico in merito alla questione: "l’arte come biglietto da visita dell’artista".

Allora lo “scandalo” presunto tale, serve proprio a questo: è funzionale solo all’artista. Questo è il punto di riflessione da cui partire. L'artista adotta scelte apparentemente estreme, di forma, per far parlare di se. Come dire, sotto il vestito niente!

A me quelle immagini non solo non scandalizzano, ma appunto, come riportano nel comunicato stampa loro stessi, sconfinano nel grottesco, e io aggiungo nella derisione, nell’ilarità. Perché l’intenzione di quelle opere credo sia altra: biglietto da visita per l’artista. ...
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#2 nicolateofilo 2010-05-27 03:32
Carissimo Barrister, ti confesso, questo commento mi piace, perché apre molti orizzonti di discussione, sconfinando i quali sono convinto non ce ne usciamo in breve tempo.

Dico solo due cose, sperando di poter approfondire la questione faccia a faccia e osservando le “opere” prossime all’inaugurazione.

1) La questione della tutela dei minori è un problema della rete, una questione di diritto ancora materia di aspri confronti e dibattiti sterili. Diciamo che ci si affida al senso del pudore e al buonsenso, contro il quale non credo che nel nostro caso si possa dire molto a riguardo. Ti spiego brevemente perché…

2) La scelta del taglio di questo articolo l’abbiamo data per scontata. Quelle foto, considerate da alcuni opere d’arte (ma ora non entro nel merito di questo), le dovevamo pubblicare. Servivano a capire, contestualizzare i soggetti di cui stiamo parlando.

Non a caso, a fine articolo, pur non avendo espresso giudizi in merito, c’è una piccola provocazione con due interrogativi: quale lettura filosofica? Cos’ha da raccontare l’arte contemporanea oggi? Questo è il punto. Farò una recensione in merito, come ho già fatto in altre occasioni. ...
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#1 Barrister 2010-05-26 21:50
Non per assumere il ruolo del bigotto di turno, ma alla Redazione una domanda sento il dovere di porla: la normativa in materia di tutela dei minori vi consente la pubblicazione di tali immagini su un sito accessibile ad essi? tralascio ogni commento circa lo "stile" dimostrato nell'accostamento delle notizie tra la conclusione del mese Mariano e la mostra dei fratelli Chapman, ma credo che sarebbe opportuno conoscere l'opinione dell'Amministrazione comunale in merito alle scelte operate dalla Fondazione ed il giudizio circa il valore artistico delle stesse aprendo un dibattito su di esse
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