Giovedì 24 Maggio 2012
   
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MODESTO FACCIOLA RICORDA NICOLA UVA

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OSPITI I FIGLI MIMI' E ANTONIETTA UVA

Giovanni Colagrande: 'Una società non si arricchisce solo dai mezzi economici'

Il prof. Modesto Facciolla ha presentato l’attesissima relazione su Nicola Uva per la Collana “La memoria collettiva” – Quaderno di ricerche n°4 anno 2009, nell’ambito delle attività dell’Università della Terza età”.modesto-facciolla-uva

Il 1° Circolo Didattico San Giovanni Bosco ha ospitato una platea gremita. Numerosi gli ospiti di rilievo: L’assessore alla Cultura, vicesindaco e preside delle scuola Sarnelli-De Donato, prof.ssa Beatrice De Donato, Il dirigente scolastico 1° C. D. Gaetano Di Gennaro, il prof. Vito ScagliusiMimì e Antonietta Uva (figli di Nicola Uva) , e naturalmente il presidente della Università prof. Giovanni Colagrande.

Il presidente, dopo aver saluto e ringraziato la prof.ssa De Donato e il dirigente scolastico, si è complimentato per l’iniziativa di grande spessore culturale: ”Una società non si arricchisce solo dai mezzi economici ma anche dalla qualità delle relazioni interpersonali. E’ essenziale che qualcuno in essa recuperi e studi, custodisca i beni culturali, le arti e i mestieri e si curi della qualità della vita”.

“Le Università della Terza età - ha aggiunto il professore - in questi anni hanno avuto il merito di ridestare in molti l'interesse e la passione per lo studio ma anche per la ricerca rendendole in qualche modo protagoniste sulla scena culturale. Sotto questo profilo, inserire attivamente le persone anziane nella ricerca e nello studio è utile per creare occasioni di partecipazione sociale e offrire alla società un servizio culturale qualificato.”

Il prof. Gaetano Di Gennaro, originario di Fasano, è un conoscitore del percorso culturale e artistico di Nicola Uva. Ha incrociato i suoi scritti nella vita professionale, attraverso ricerche storiche che tuttora conduce con la prof.ssa Marianna Centrone e l’ins. Maria Pellegrini della scuola San Giovanni nicola-uva-figlioBosco.

LE OPERE DI NICOLA UVA - L’autore della relazione, visibilmente emozionato, ha ripercorso le tappe più significative della vita di Nicola Uva, pedagogista, storiografico e dialettologo, persona del grande valore umano, molto amato nel mondo della didattica.

Uva ha scritto diverse opere: “Saggio storico su Mola di Bari, dalle origini ai nostri giorni”, “Puglia nostra”, “Il perdono” (opera teatrale in atto unico), “Conferenze Pedagogiche”, “Voci nostre” (liriche per Mola), “Parlo a Fiorenza” (opera dedicata a sua moglie), ”La puglia dialettale”.

Uva ha scritto anche per “La Gazzetta del Mezzogiorno” e il “Giornale d’Italia”, nonché autore di poesie.

A CHEMAITE - Nel corso della presentazione, Vito Scagliusi ha deliziato il pubblico  con la lettura di alcune poesie, anche in vernacolo:  “Speranza”, “U vèse” (Il bacio), “U magacchjlle” (Il trovatello), 'A feste de S. Voite” (La festa di San Vito), “A lu cambesande” (Al cimetero). Infine l’indimenticabile “A chemaite” (L'acquilone), leggendo la quale si è raggiunto il momento topico, forse il più commovente.

Il figlio Mimi Uva (foto a sinistra), musicista dalle doti eccezionali, per l’occasione ha eseguito alla tastiera alcuni brani, scelti non a caso: “Parlami d'amore Mariù” (tema molto amato da suo padre), un brano di Edith Piaf - grande interprete del filone realista (chanteuse réaliste) - “No,je ne regrette rien”, ancora ”Na sera 'e maggio” e dulcis in fundo, “I’uomo in frac” di Domenico Modugno.

Giovanni Colagrande ha consegnato a Facciolla una targa con dedica a nome del Comune di Polignano a Mare, fiori e un libro alla signora Antonietta Uva e  Mimi Uva.

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