Giovedì 24 Maggio 2012
   
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IL PREMIO PASCALI DAL '69 AL '79: FOTOGALLERY

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LA MOSTRA APERTA FINO AL 13 GIUGNO

UN DECENNIO TUMULTUOSO PER LA STORIA D'ITALIA: Dagli anni di Piombo all'arte concettuale e provocatoria.

PIETRO MARINO: 'A Bari c’erano nuovi soggetti in grado di scuotere la pigrizia culturale di toccare i nervi sensibili dei benpensanti'

 

I primi dieci anni del Premio Pino Pascali in una mostra che resterà aperta fino al 13 giugno 2010. A Polignano le opere di Vincenzo Agnetti, Jannis Kounellis, Maurizio Mochetti, Luca Maria Patella, Vettor Pisani: cinque tra gli artisti più eclettici e rappresentativi dell’arte contemporanea che hanno conquistato il premio Pascali nel decennio 1969-79 (vedi fotogallery della mostra).de-donato-maurizio-mochetti

IL PREMIO PINO PASCALI - Il premio fu istituito dai genitori di Pino Pascali un anno dopo la sua morte, diventato già allora, nella prima edizione, un appuntamento atteso per il mondo dell’arte contemporanea. I vincitori furono cinque, appunto, ma in dieci anni, un premio ogni due, fino al ’79.

Vincevano il premio gli amici di Pino Pascali, oggi tra gli artisti più importanti dell’arte contemporanea sulla scena internazionale. Esponevano a Bari, in Pinacoteca, cercando un connubio tra l'arte medievale e quella contemporanea come nel caso di Kounellis (vedi intervista D'Elia), facevano scandalo e sfidavano l'ipocrisia e il perbenismo allora, come oggi, dominante nelle relazioni e nella società italiana.

IL MAESTRO MOCHETTI A POLIGNANO - Agnetti, per citarne uno, è l'esponente di spicco dell’arte concettuale, poi c’è Maurizio Mochetti primo vincitore, ospite a Polignano nella serata inaugurale della mostra, sabato scorso. Il Maestro torna per la seconda volta nella nostra città dopo quarantuno anni, ritira l'omaggio dall'assessore Beatrice De Donato ma decide, nonostante le circostanze e le forzature, di non spendere una sola parola al microfono (foto in alto, a destra).

“Questi sono cinque artisti - fa notare il critico Pietro Marino - che hanno preso varie strade aprendo tante possibilità e facendo conoscere l’arte italiana all’estero.”. Il premio poi, s’interruppe nel 1979 con l’ultima memorabile mostra di Kounellis nella Pinacoteca di Bari. La coda di balena fu assegnata soltanto una volta a Polignano a Mare, a Maurizio Mochetti nel ’69. Le altre edizioni si svolsero nel capoluogo barese, al Castello Svevo e nella Pinacoteca provinciale, per poi riprendere da Polignano nel 1996 fino ai nostri giorni.

I TESCHI DI DANIELA CORBASCIO - Oltre alle opere dei cinque artisti, resta ben visibile l’installazione di Daniera Corbscio, “Reflex”, donata al Museo Pascali. Daniela, sensibile all’architettura, si è ispirata al fregio della prospiciente Chiesa del Purgatorio. L’originale è una metopa in gesso, fatta di teschi, ossa e clessidra a rappresentare il passaggio dalla vita alla morte tipico delle chiese settecentesche e del barocco minimo. Lei l’ha preso a modello, realizzando un fregio con luci al neon bianche installato da qualche settimana sul cornicione del museo (vedi fotogallery).

LE POZZANGHERE - Tra le opere di Agnetti, Kounellis, Mochetti, Patella e Pisani, in esposizione al Museo di Polignano, fino al 13 giugno, l’opera Pozzanghere di Pino Pascali, concessa dalla Pinacoteca, acquistata per 16 milioni di lire negli anni '70 dall’allora direttrice storica del museo barese Pina Belli D’Elia, che ha rilasciato per Polignanoweb un’intervista esclusiva, confidando tra le altre cose, il rapporto controverso tra l’arte e gli amministratori politici, il taglio di fondi del 50% per la Pinacoteca di Bari e il disprezzo e la disapprovazione per le pozzanghere di Pascali manifestato nell’83 dal ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro in visita a Bari (a breve articolo). Quell’opera di Pascali oggi è un patrimonio artistico culturale immenso (vedi fotogallery in basso). Continua dopo la galleria fotografica...

IL PREMIO PASCALI, GLI ANNI DI PIOMBO, ARTE E PROVOCAZIONE NELLA BARI DELLA DC - Il premio Pino Pascali ha esordito in uno dei decenni più traumatici per la storia d’Italia: gli anni di piombo, il rapimento e l’uccisione di Moro, le lotte sociali e il periodo post sessantottino. Pietro Marino ha raccontato alcuni aneddoti, equivoci divertenti, episodi che hanno segnato il premio Pascali nel decennio degli anni di piombo.

“La bontà delle scelte compiute all’epoca per il premio Pascali conferma oggi la ricchezza e la varietà delle intenzioni e delle problematiche sulle quali si interrogava l’arte. Il 69-79 è un decennio traumatico per la storia d’Italia. I ‘70 non furono solo gli anni dell’arte povera. Kounellis utilizzava il carbone in contrasto con la durezza tecnologica dell’acciaio. Nella prima edizione del Premio vinse Mochetti, una scelta in controtendenza rispetto all’arte povera. Mochetti puntava alla visionarietà tecnologica. Il suo era futurismo giocoso, di libertà, ironico. Nei ‘70 emergeva anche l’arte concettuale. Pisani mostrava una linea performativa del corpo e concetto insieme, concettualismo e corporeità, promotore e autore di un’arte teatrale, tragicomica, vicina a Duchamp e Strauss esponenti della cultura antropologica. Kounellis volle orgogliosamente rivendicare la problematica internazionalista, critica, immaginaria, visionaria e politica della sua generazione. A Bari, nel castello Svevo, in quegli anni, furono esibite cose sconcertanti, tartarughe costrette a correre, carne macinata, pere, uova e cioccolato. A Bari c’erano nuovi soggetti in grado di scuotere la pigrizia culturale di toccare i nervi sensibili dei benpensanti.”.

'NON SIAMO FUTURISTI' - A proposito di futurismo ironico, Luca Patella, il quale sviluppa l'ironia fatta visionarietà da favola di Alice nella enorme mela rossa, da oggi stipata in una delle stanze del Museo Pascali (vedi fotogallery), scrive: "Aprire le porte verso il futuro non deve essere inteso come tagliare i ponti col passato...non siamo futuristi, siamo andati oltre, è passato quasi un secolo!"

PASCALI E POLIGNANO - Marino ha concluso con una precisazione a proposito dei legami tra Pino Pascali e Polignano: “Pascali è nato a Bari, è vissuto e ha studiato al liceo a Bari, e poi da Bari si è trasferito a Roma. I genitori erano di Polignano, certamente sarà venuto in estate a Polignano…anche se non ne abbiamo le tracce, e a Polignano i genitori hanno voluto seppellirlo…”.

VEDI INTERVISTA A PINA BELLI D'ELIA: SCALFARO DERISE L'OPERA DI PASCALI

 

Foto: Nicola Teofilo

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Commenti 

 
#1 banksy, subdolo 2010-04-28 22:35
Capisco,credo;-)are un voto?Scheda bianca. Sbagliata l'ubicazione delle
pozzanghere,tutta,all'inagurazione del nuovo museo in un grande spazio......
tutt'altra cosa,è l'installazione che meglio rappresenta Polignano,Polignano
dove P.Pascali è stato seppellito volutamente dai genitori,i genitori Franco
e Lucia Pascali sono stati la fonte della biografia dell'artista fino
all'adolescenza.....da quando era ragazzino a Polignano....2005 il mare ecc.
Roma,GALLERIA NAZIONALE d'ARTE MODERNA 15ott.-27nov 2005,ho solo copiato
testualmente dal catalogo della mostra(electa)dichiarare .....non ne abbiamo
le tracce.......non c'ero all'apertura,mi fido di Polignanoweb ma MARINO credo che non è l'unica cosa che non sà.
Reflex o ritorno dal passato,l'installazione esterna,ormai è accademia usare
il neon,anni 60-70 italiani compresi,però c'è grande curosità e interesse per la sua prossima mostra con opere come questa.
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