Lunedì 15 Luglio 2019
   
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Lo spettacolo indecoroso dopo le mareggiate

rifiuti spiaggia San Vito (1)

Le mareggiate di questi giorni ci hanno regalato uno spettacolo indecoroso, o meglio il mare ci ha restituito tutto quello che l’uomo ingiustamente gli regala. Ed proprio dopo una mareggiata che ci rendiamo conto di quanto in mare ci fossero tanti rifiuti. La spiaggia di San Vito si presenta piena di plastica e rifiuti di ogni genere.

rifiuti spiaggia San Vito (2)

Ma basta entrare in un supermercato o in un negozio per rendersi conto di quanta plastica inutile viene utilizzata per confezionare alimenti, bevande, prodotti per l'igiene domestica e personale. Da sole, le aziende di beverage in tutto il mondo producono ogni anno oltre 500 milioni di bottiglie di plastica usa-e-getta. Con tutta la plastica presente oggi negli oceani potremmo fare 400 volte il giro della Terra.

Fare una corretta raccolta differenziata è un dovere di ogni cittadino, ma è ormai chiaro che il riciclo da solo non basta più. La colpa non può essere scaricata solo sui consumatori, quando le aziende ne vendono sempre di più: la produzione attuale raddoppierà i volumi entro il 2015 per quadruplicarli entro il 2050!

Su questo scenario, si innesta uno studio della Fondazione “Ellen MacArthur”, che prevede che ci saranno più plastiche che pesci in mare. Secondo alcune ricerche, oltre il 10% di plastica prodotta viene gettato in mare, andando ad alimentare il “Mostro”. Dallo sminuzzamento delle plastiche più piccole di un’unghia e confuse per plancton dai pesci ai grandi vortici oceanici di rifiuti, che formano “isole” più grandi dell'intero Mediterraneo.

Poi vanno prese in considerazione le ripercussioni sulla salute umana: le microplastiche, partendo dal plancton, entrano nella catena alimentare e finiscono all'uomo ultimo consumatore. Bottiglie, imballaggi, reti da pesca, sacchetti, fazzoletti, mozziconi e qualunque altro oggetto in plastica una volta finito in acqua si spezza in frammenti più piccoli per azione dell’erosione e delle correnti. Come dimostrato da diversi esperti, questi frammenti, che possono raggiungere dimensioni microscopiche inferiori ai 5 mm di diametro, costituiscono una fra le principali cause di morte per soffocamento di molti pesci ed uccelli marini poiché vengono scambiati per cibo. A causa di ciò, 115 specie marine sono a rischio, dai mammiferi agli anfibi.

Nel nostro piccolo, se vogliamo difendere la salute dei mari e preservarne le forme di vita, la prima cosa da fare è cambiare le nostre abitudini di acquisto e seguire le 4 “R” ideali:

Ridurre: optare per prodotti con meno imballaggi, borse in stoffa, batterie ricaricabili…

Riusare: scegliere il vuoto a rendere, il vetro al posto della plastica

Riciclare: selezionare i rifiuti, adottare la raccolta differenziata

Recuperare: produrre oggetti diversi dalla loro funzione originale, inventare nuovi utilizzi.

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