Giovedì 14 Novembre 2019
   
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ARRESTATO ESTORSORE DI POLIGNANO

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Si tratta di un giovane operaio. Operazione dei CC contro il ‘cavallo di ritorno’

I Carabinieri di Polignano hanno arrestato, martedì scorso, un giovane operaio di Polignano, residente in pieno centro, nell’ambito di una operazione più ampia per debellare il fenomeno del ‘cavallo di ritorno’, ossia il furto di auto e l’estorsione ai danni delle vittime per riavere indietro il mezzo.

I militari hanno documentato una richiesta di danaro da parte dell’arrestato, che avrebbe avanzato in cambio della restituzione di un’autovettura rubata ai danni di un polignanese. Vittima e estorsore dunque, entrambi di Polignano.

Tempo fa vi avevamo parlato di questo fenomeno molto diffuso a Polignano, e che non a caso è in corso una indagine più ampia sulla quale gli inquirenti mantengono, per ovvie ragioni, il più stretto riserbo.

Le indagini dunque sono in corso.

 

Cos’è il cavallo di ritorno.

Uno dei fenomeni che si sta diffondendo a Polignano è quello del cosiddetto “cavallo di ritorno”, con tanto di intermediari anche polignanesi, nella pratica del furto delle auto.

Nell'ordinamento penale italiano, il "cavallo di ritorno" consiste in una pratica illegale, generalmente un'estorsione, che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto per riottenere ciò che è stato rubato.

Il fenomeno, in particolar modo, riguarda il settore del trasporto privato (automobili e altri veicoli) ed è maggiormente diffuso nell'Italia meridionale.

Il caso classico di cavallo di ritorno prevede che il ladro, dopo aver messo al sicuro il bene rubato (solitamente un autoveicolo), recuperi uno dei documenti del mezzo, principalmente la carta di circolazione, e contatti il proprietario tramite un intermediario (ci sono polignanesi che fanno da intermediario). A questi propone poi lo scambio con una somma di denaro non equiparabile al valore del veicolo (tale da rendere comunque svantaggioso un nuovo acquisto), e da effettuarsi in luogo e in data stabilita, con eventuali minacce intimidatorie al seguito.

A questo punto il proprietario del bene ha in genere tre opzioni:

  • presentare denuncia alle forze dell'ordine, le quali si adopereranno per la cattura dei malviventi e il reperimento della refurtiva;
  • accettare lo scambio e presentarsi al luogo dell'appuntamento con la somma di denaro prestabilita;
  • lasciar perdere e vedersi sottratta la proprietà del bene mobile.

Nonostante siano diversi, ad oggi, i casi che vedono il proponente del cavallo di ritorno catturato e condannato, si ritiene che statisticamente coloro che scelgono la via della denuncia siano in numero minore a quelli che non si rivolgono alle forze dell'ordine.

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