Nel quartiere di via Fanfara, a Polignano, qualcuno ha dormito con le tapparelle serrate, nonostante il gran caldo. Da giovedì un cattivo odore, di carne umane, ha devastato l’olfatto dei residenti, costringendoli, loro malgrado, alla calura forzata.
Giovedì scorso, poi qualcuno ha cercato nell’aiula adiacente, un palmeto al centro del quale troneggia una madonnina in pietra: hanno pensato che l’odore fosse da associare a un cane morto.
Solo oggi, dopo la segnalazione e l’intervento di vigili, carabinieri e pompieri la macabra scoperta. Pietro Delfine è morto da circa una settimana, in solitudine nella sua dimora, ma nessuno se n’era accorto.
Pietro, meglio noto sotto il nomignolo di “pierino” se n’è andato così, a soli 53 anni (l’autopsia stabilirà quando) in silenzio, nell’indifferenza più totale (di tutti questi anni) di istituzioni, famiglia, della nostra comunità.
La sua morte infame ha lasciato solo una traccia del suo odore, lo stesso che stamane, nella calda giornata di ferragosto, una signora anziana, condomina, ha spinto finalmente ha lanciare l’allarme. Da giovedì, forse mercoledì, dunque i residenti del quartiere avvertivano il tanfo del suo corpo che andava lentamente in putrefazione.
In tutti questi giorni, nessuno di noi ha mai pensato all’idea che quell’odore potesse essere il suo, prima ancora che quello di un animale. “Si sentiva che era carne umana!” – ha esclamato ieri sera, sorpreso, un uomo del quartiere.
Nessuno, probabilmente si è accorto che Pierino non stava frequentando più il solito bar per consumare la solita bottiglia: routine quotidiana di cui tutti siamo al corrente, di dominio pubblico.
L’odore della birra lo perseguitava da tempo e gli aveva appiccicato un’etichetta indelebile sulla pelle, al punto da spingerlo all’emarginazione, esporlo al pubblico ludibrio e all’indifferenza di tutti. E’ accaduto anche alle morti suicide della nostra città, ricordate?
Ora, mentre in paese la gente mormora, i più si affannano alla ricerca di dettagli insignificanti, del come quando perché dove, di particolari agghiaccianti della triste vicenda. Noi non vogliamo e non possiamo assolutamente cadere nella retorica e nella banalità.
Come Pierino, tanti altri a Polignano subiscono l’indifferenza, fatta virtù del nostro tempo. Siamo tutti indifferenti, comprese le istituzioni che ci rappresentano e sono il nostro riflesso. Anche loro, un giorno se ne andranno in punta di piedi, senza fare troppo rumore.
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ETICA DELLA INDIFFERENZA
Sembra che la società opulenta dell'iperconsumismo e dell'homo consumericus, mobile, flessibile, sfrenato, abbia come corollario etico l'indifferenza verso l'altro, laddove questi esula da rapporti di tipo strumentale. E' come se la sfera di partecipazione sociale di ciascun soggetto si esaurisse nel ciclo economicistico della produzione/consumo, al punto che il rapporto "gratuito" con l’alterità precipiti nel non senso, in uno “spreco” che non restituisce nessuna ottimizzazione.
Allora l'indifferenza verso l'alterità “gratuita” diventa virtù, una regola funzionale agli interessi di una massa di atomi individuali senza senso né futuro.
Siamo come ad una svolta antropologica e ad un sovvertimento di valori: l'uomo contemporaneo sembra far a meno della caritas, dell'amore generoso, e addirittura rimpiazzarla con l'indifferenza pura.
Si tratta di capire se in questa nuova virtù l'uomo riconosce ancora sé stesso.
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Commenti
Ecco...un loro commento mi farebbe piacere leggerlo. Sentono niente? Ci sono andati al funerale?
P.S. Caffè e cicca.
"La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria".
Alda Merini, da "Terra d'amore"
Loro si nascondono....a noi fa comodo, non abbiamo neanche l'incomodo di girar la testa dall'altro lato se ancora riusciamo a farlo, perchè ci fa male avere coscienza e conoscenza di tutto questo. Non sono clandestini, extracomunitari,ma polignanesi........Allora sarebbe giusto chiedersi come intervenire....forse un'idea : se il centro anziani e l'attività che gira intorno, invece d'essere rivolta ad anziani in buone condizioni economiche sociali, avesse come destinatari persone che vivono un disagiopiù profondo dell'essere semplicemente "anziano", forse Pierino non sarebbe morto così.Ma non sarà che " i tanti Pierino "non esprimono consensi elettorali?
Pietà, dove sei?:cry: