Martedì 07 Luglio 2020
   
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Porto turistico: Denuncia alla Procura. "Gravissimi abusi e illeciti"

porto turistico polignano attracco punti installati e poco distanti la residenza 'danneggiata'

Da "La Voce del Paese - ediz. Polignano", in edicola dal 6 giugno 2014.


Denuncia alla Procura da parte di un cittadino residente:

"Abusi e illeciti. Gravissime violazioni edilizie”

 

Al porto turistico di Polignano è mare mosso. Chi dalle colonne “omaggio” si auspicava una pronta apertura, rinnegando le battaglie civili e giornalistiche di qualche anno fa, dovrà riscrivere la cronaca. Perché si riagitano nuovamente le acque per un’operazione condotta fin dalle origini in maniera poco trasparente: dalla svendita concessa dall’amministrazione del 2006, ai giorni nostri, senza escludere gli anni bui precedenti al 2000.

Mentre i cantieri per portare a termine il vero business (ossia ville e alberghi a monte, Ma.Bar esclusa) vanno avanti spediti, gli Uffici e le Autorità hanno ricevuto un esposto denuncia a firma dell’avvocato Angelantonio Franco. La denuncia è stata presentata alla Procura della Repubblica di Bari da un residente confinante con l’area portuale. Inoltre, la denuncia, di cui siamo riusciti ad avere copia esclusiva, è stata presentata al Prefetto, al Comune di Polignano (Dirigente Settore Edilizia e Urbanistica), all’avvocato Patrizia D’Elia, difensore della Cala Ponte s.p.a (società che gestisce l’affare e il porto), alla Capitaneria di Bari, al Genio Civile per le Opere Marittime, all’Ufficio delle Dogane, all’Agenzia del Demanio, e ancora alla Regione Puglia (Territorio settore Urbanistica), al Genio Civile della Regione, al Demanio Marittimo regionale, alla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio e all’Autorità di Bacino della Puglia. Insomma, la denuncia è stata inviata a una sfilza interminabile di Uffici, in modo da poter raggiungere ogni angolo degli oscuri cassetti istituzionali e richiamare così l’attenzione dell’opinione pubblica, spesso tenuta all’oscura anche da chi avrebbe dovuto informarla, in primis l’Amministrazione Comunale precedente e quella in carica, che tra l’altro in campagna elettorale, nel 2013 prometteva chiarezza.

Nell’oggetto dell’esposto si fa riferimento al permesso di costruire del 2007 (numero 136) rilasciato alla società Cala Ponte s.p.a. dal Comune di Polignano il 9 agosto 2007 per la realizzazione del porto. La denuncia è il seguito di un’istanza del 29 gennaio 2014 dell’ing. L’Abbate e riscontro a nota del 20 febbraio 2014 a firma dell’avvocato Patrizia D’Elia per conto della Cala Ponte.

L’accusa contro la Cala Ponte è quella di aver commesso abusi e illeciti, “gravissime violazioni edilizie in località Cala Ponte” a danno dell’ing. Alessandro L’Abbate. L’ultima diffida risale al 29 gennaio 2014, con replica del 20 febbraio seguente.

L’avvocato Franco, bolla la replica della Cala Ponte come “giustificazioni totalmente risibili”, “nel vano quanto artificioso tentativo di conferire postuma legittimazione a quanto denunciato”. Nella nota legale si fa riferimento a “oggettiva situazione di pericolo che si è venuta a creare per l’intervento abusivo, mutamento dello stato dei luoghi, insidiante sia la piena fruibilità della proprietà del malcapitato, che è resa impraticabile, oltre che inaccessibile, sia la staticità delle strutture”.

L’Abbate chiederà il ripristino dei luoghi e risarcimento danni.

La replica della Cala Ponte lascia sgomenta l’accusa: “tutte le opere sino ad oggi eseguite – scrive la Cala Ponte – sono conformi al progetto originariamente assentito e alle successive varianti resesi necessarie”. È “mistificazione dei fatti” – replica l’accusa.

La diffida dell’ing. L’Abbate risale al 6 maggio 2013 e si mette in discussione la concessione demaniale. Inoltre, spiega l’avvocato Franco “la variante non deve in alcun modo sovvertire, come nel caso di specie è accaduto, le previsioni originarie di progetto”. Inoltre, aggiunge “la Cala Ponte spa risulta non essere in possesso di alcun titolo abilitativo, sia  pure in variante, rispetto a quello originariamente rilasciatole… dalla consultazione ufficiale dell’incartamento urbanistico (rilasciato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Polignano, ndr) concernente la realizzazione del porto turistico… non è stata reperita alcuna istanza di variante della originaria concessione, né tantomeno esiste una diversa autorizzazione rispetto a quella tutt’ora in essere”.

“Il progetto – inoltre – inibisce l’accesso al mare… e stravolge l’accesso agli immobili privati”. L’accusa è pesante – leggiamo ancora la nota: “arroganza e dispregio della Cala Ponte verso il privato e dunque dell’ing. Alessandro L’Abbate che ha avuto sventura di essere un loro confinante e, quindi, un potenziale ostacolo alla realizzazione dei loro interessi imprenditoriali”.

“È assolutamente falso – prosegue – che non vi siano difformità rispetto al progetto approvato e di cui al permesso di costruire del 2007. I “minimi spostamenti” (di cui parla la Cala Ponte, ndr) non derivano dalla esigenza di disciplinare lo smaltimento delle acque piovane come erroneamente sostenuto…. Non è mai stato in disciplina lo smaltimento delle acque che ristagnano copiosamente nella zona antistante la realizzata banchina (sopraelevata di circa cm. 70 rispetto all’ingresso del manufatto) e lo stesso muro di recinzione sbarrano inesorabilmente il regolare scorrimento delle acque meteoriche. Pertanto, la fascia antistante di proprietà dell’ing. L’Abbate, in presenza di pioggia, si rende letteralmente inagibile, il locale esistente si allaga e l’acqua ne ristagna per giorni”. “La banchina – accusa Franco – è superiore alle previsioni del progetto e sovrasta di cm. 70 il livello di ingresso delle costruzioni private... che così diventano seminterrate”.

Infine, si ravvisa un “violento quanto ingiustificato esproprio che altera e spossessa la limitrofa proprietà privata che… nelle prescrizioni autorizzative non viene invece minimamente compromessa, anzi viene salvaguardata proprio nella sua originaria conformazione”. “La recinzione più volte denunciata finisce per scorporare abusivamente dall’area portuale una parte rilevante di suolo demaniale, sottraendola al governo dello stesso demanio, per trasformarla in una terra di nessuno”.

Ora l’Amministrazione Vitto che farà? Metterà ancora una volta la testa sotto la sabbia? Anzi già, quella, la sabbia è stata dragata e accumulata come base-terreno per le costruzioni a monte. 

Commenti  

 
#16 navigante 2014-07-08 11:46
Bellissimo porto. Mancano ancora dei servizi ma è meraviglioso.
 
 
#15 proprietario 2014-07-03 09:18
Da domani siamo stati invitati a portare le barche nel nuovo porto. FINALMENTEEEEEEE
 
 
#14 capavacant 2014-06-12 17:43
quel mare blu del porto tra pochi anni o mesi odorera' di benzina e sara' sempre meno blue.....poveri villeggianti e proprietari di ville ex abusive...
 
 
#13 homn 2014-06-12 07:09
A QUEI SOGGETTI STRANI CHE NON AVENDO SEGUITO, E CHE PER FARSI UNA PARTE DI CA.... LORO DANDOSI QUELL'ARIA DI SAPIENTONI , VORREI FARE UNA DOMANDA ,FACENDO PARTE DI QUELLA CATEGORIA CHE PER PORTARE IL PANE A CASA MI DEVO FARE IL MAZZO COME UNA CAPANNA :MA PERCHE NON VI TROVATE IN UNO LUOGO APPARTATO E SEGUENDO IL VOSTRO MODO DI FARE DA DIO SULLA TERRA VE LE DATE DI SANTA RAGIONE E NON ROMPETE I COSIDDETTI ....A QUELLA PARTE, CHE E LA MAGGIORE , DI CITTADINI CHE COME ME NON SA PIU COME FARE PER SOPRAVVIVERE ????? TANTO NELLA CABINA ELETTORALE IL VOTO DEL PSEUDO-DIO VALE SOLO ....UNO GIUSTO COME IL NOSTRO...
 
 
#12 Mille 2014-06-11 18:43
Uno cita un giornalista dell'espresso, l'altro dagospia e un altro dice che evidentemente si tratta di gente di cultura, che ingiustizia! Cmq nomen omen di brutto per te.
 
 
#11 u fatue 2014-06-10 21:16
Devo necessariamente rispondere al commento numero 7. Per due motivi: Primo, per dirle che il come scrivo mi viene dalle scuole medie. Dalle superiori in avanti, mi creda, ho solo peggiorato le mie qualità umanistiche, anche perché ho scelto una carriera tecnica. Credo che le medie le abbiamo fatte tutti, o quasi: il problema é se poi ci siamo concentrati sul riempire la pancia (metaforicamente o meno) oppure sul ricordarci che siamo uomini in quanto senzienti, dotati di morale e, soprattutto, dignità. Critico gran parte dei miei concittadini -ovviamente non tutti - (purtroppo basta la maggioranza a fare un paese di buoi oppure di "belle persone", come si diceva una volta) perché restano gente di panza. Il che é comprensibile per la vecchia generazione, che é andata a zappare a sei anni, ma per gli Sdraiati (cito, permettetmi, Michele Serra)sotto i trenta, che nè si sbattono per l'autosufficienza, nè si dedicano a coltivare la testa, é davvero raccapricciante, non trova? Secondo: come ebbi a dire tempo addietro, il mio anonimato é dettato dalla volontà di non essere associato alla famiglia da cui provengo, ad un volto, ad un colore politico, permettendo a chi legge di assentire o dissentire sulla sola base di quel che é scritto. Non vi é dunque alcuna paura di firmare le mie idee (tra l'altro, credo che altri, oltre al sig. G.G.S., possano essersi fatti un'idea di chi sia). Di più, io sono di quelli che al bar, ad alta voce e chiunque mi stia accanto, critico, se lo ritengo, l'operato dei potenti, locali e non. Lei é solito fare lo stesso, sig.... Già, sig? Non mi pare di aver visto il suo nome nel commento 7. Le dirò, non fa nessuna differenza: per me c'é un signore che scrive tre righe in un dibattito su abusi di potere, totalmente dedicate a tentare di "stanare" un anonimato provocandolo. Se avesse firmato, vede, forse avrei associato il suo commento ad un volto, un nome, dei ricordi, e magari l'avrei vestito di maggiore profondità di quella che di fatto ha (o non ha). Buona serata.
 
 
#10 G.G.S. 2014-06-10 10:38
Caro "U Fatue", da tempo immagino chi tu possa essere e rispetterò la tua copertura. Sostanzialmente, condivido quanto da te scritto! Purtroppo, e non da oggi, il paese vive di gossip, banalità varie e serate mondane -da "Morti di fama" dagospia- disinteressandosi, a volte in buona fede, di quanto di serio e grave accade sul proprio territorio! ESEMPIO: Da molti anni -tantissimi anni!- si prova a stimolarli affinché ci si batta per far finanziare un convegno ad hoc per la tutela della costa tutta! Pur ricevendo generiche approvazioni verbali, nessuno con ruoli pubblici e/o privati fa in modo che questo possa concretizzarsi. La catena Evolution, l'imprenditoria del settore ortofrutticolo e turistico, Lo Scagliusi imprenditore nel settore dei salotti ed edilizia privata, perché non emulano quel che fanno i Della Valle, ecc. in altri luoghi d'Italia? Se la costa è minacciata da rischio crolli e di fatto privatizzata, tutti sacramentano in modo qualunquistico e becero. Mentre, di anno in anno, il paese vede scialacquare e sperperare soldi pubblici e degli sponsor privati, spesso, per eventi effimeri e di fama temporanea. Purtroppo, se in tanti e con molti altri non ci si mette la faccia, la battaglia è persa in partenza. P. S. Basta riflettere sul fatto che il M5S, pur ultimi arrivati e senza responsabilità sul tema, non aprono bocca e/o si spendono su questo obiettivo.
 
 
#9 belin 2014-06-10 08:39
tra un po' vedremo briatore sul suo yatch, e dira' ai proprietari dei villoni vicini..."Sei fuori"..., lotta tra ricchi...
 
 
#8 Obiettivamente 2014-06-10 08:10
Obiettivamente, è giusto ricordare, quando parliamo del porto turistico, che stiamo parlando di un'opera di " interesse pubblico " e non di una " opera pubblica " perché tale non lo è più da quando venne decisa la Svendita dello stesso, in un Consiglio Comunale infuocato tra maggioranza e opposizione dell'epoca, ma con la sala consiliare praticamente vuota perché ero presente solo io; non c'erano i pescatori, che reclamano da sempre il posto barca; non c'erano i dilettanti, che reclamano uno scivolo pubblico per il varo delle proprie imbarcazioni; non c'erano tutti coloro che hanno sempre manifestato contro il porto quando quest'ultimo era ancora pubblico; non c'erano i proprietari delle abitazioni limitrofe all'area portuale; A questo punto, Gigi Marzullo docet: fatevi una domanda e datevi una risposta.Obiettivamente
 
 
#7 xu fatue 2014-06-10 06:20
Da come scrivi devi essere una persona colta con tanto di titolo di studio. Prima di fare la morale a tutti i polignanesi fatti un'esame di coscienza. Fai una bella denuncia alla procura mettendo in evidenza la tua bella firma. Solo così smetterai di correre avanti impaurito...
 
 
#6 u fatue 2014-06-09 21:42
Il porto pare dividere due mondi lontani. Come il molo lungo e il molo corto, di antica memoria, erano divisi dallo specchio acqueo, e i Polignanesi prendevano il sole faccia a Est su quello corto, lasciando deserto quello lungo. Nello stesso modo, oggi, sul molo corto c'é l'interesse privato, che scatena il putiferio per qualche metro rubato e qualche potenziale ristagno idrico. Sul molo lungo, deserto come era prima dell'arrivo dei baresi, va in esilio l'interesse pubblico, quello per la cosa che é di tutti e quindi, in questo paesucolo, é di nessuno. Non che l'interesse della parte lesa non sia degno di rispetto, per carità. Ma forse ancor più degno di rispetto é, o dovrebbe essere, l'interesse della cosa pubblica, quando viene ricoperta terra rossa con residui di dragaggio, quando vengono estirpati senza cura ulivi secolari messi malamente a dimora in attesa della morte, quando si realizzano strutture di altezza spropositata rispetto a qualunque criterio non di qualità, ma di decenza paesaggistica. Questo é il paese in cui si sversano liquami a Pozzovino e nelle lame, si fanno sparire essenze arboree protette dalla sera alla mattina, si realizzano casermoni sparsi a macchia di leopardo (inclusa la futura sede dell'autorità portuale) che sono cazzotti negli occhi, nell'indifferenza più totale. Ma poi, se qualcuno ci tocca il nostro, privatissimo recinto, anche se quel qualcuno é potentissimo e agganciatissimo, parte la rabbia del volpino contro il pitbull. Ricordo, da piccolo, in una città del nord, una lite per parcheggio. Due tizi tornano in macchina perché ero grosso e non mi facevano paura, poi escono all'improvviso e scattano due serramanico. Ho corso centinaia di metri, saltando le macchine, in una strada affollatissima, gridando aiuto e vedendo attorno gente immobile che si godeva lo spettacolo. Il nostro territorio, la nostra terra, mi ricordano me che corro, e nessuno che mi aiuta. Solo che io ce la feci, mentre la bellezza di Polignano non potrà correre in eterno... le coltellate le sta già prendendo, sotto gli occhi di gente che pensa solo a non beccarsene nessuna in casa propria. E, possibilmente, trovarsi un comodo parcheggio per la coscienza.
 
 
#5 gnac 2014-06-09 20:43
i soliti polignanesi, mai nulla si può fare. Sempre a criticare e rompere le scatole stanno. Vogliono rimanere allo stato brado. Fatevi una muraglia stile cinese tutt'attorno.
 
 
#4 UNPROFESSIONISTA. 2014-06-09 18:25
Mi congratulo con il Direttore Teofilo per la sua omogeneità e lealtà nel trascrivere l'articolo in questione, dimostrando, anche, il coraggio e l'interesse di informare la collettività di ciò che si verifica nel nostro territorio. Mi lusinga il coraggio e l'interessamento avuto dall'Ing. L'Abbate a tutela della sua proprietà (diritto sancito dalla Costituzione), nonchè un lodevole elogio all'Avv. Angeloantonio Franco per l'indagine eseguita e nel presentare la denuncia alla Procura della Repubblica ed ai vari Enti (in articolo specificati), denunciando a chi di competenza i presupposti e la sussistenza di eventuali abusi edilizi e illeciti perpetrati dai lor " Signori " responsabili nella realizzazione di tale "opera privata" (n.d.r. anche se andrebbe qualificata "opera pubblica" poichè il denaro per la realizzazione di tale struttura proviene dal "pubblico"). Non entro nel merito della diatriba e di ciò eventualmente è stato commesso, altrimenti andrei a creare situazioni ancora più complesse da verificarsi e conseguente inizio inaugurazione all'incirca nell'anno 2020. Non mi espongo più di tanto in quanto le spalle non sono suffragate da chi ha l'interesse di tutelare la proprietà territoriale e di prevenire ingiustizie nei confronti della comunità, oltre al fatto di non avere "Santi in Paradiso". Lo scopo di questo breve commento è nel riferire a chi mi legge e m'intenda attentamente che a Napoli dicono i napoletani: "CA NISCIUN E' FESS". Quindi, a modesto parere si invita la controparte a non offendere l'intelligenza di chi effettivamente conosce sufficientemente la materia urbanistica e diritto amministrativo. Si ammonisce, nel rispetto della giustizia, di non elargire più del consueto la presunzione di dichiarare: “tutte le opere sino ad oggi eseguite sono conformi al progetto originariamente assentito e alle successive varianti resesi necessarie”. Tale affermazione va fatta come linea di difesa a chi ha competenza di accusa e autorità giudicante, nonchè a chi ha masticato, ieri e oggi, il pranzo degli abbuffati, ma, non a chi continuamente e scrupolosamente evita l'inquinamento morale e giuridico della "situazione" e che nonostante non faccia parte degli abbuffati la nota del "silenzio" continua a sussistere al fine di salvaguardare la professionalità dei vari professionisti e tutelare l'interesse dei più deboli....... L'omissione ed i raggiri di alcuni atti reversibili " E' " solo ed esclusivamente “ manipolazione turbolenta dei fatti ” di chi continua a vagare con l'agire di concentrarsi nella sfera del "Potere" – replica il sottoscritto !!! -.
 
 
#3 non redidente 2014-06-09 15:54
Credete che avendo costruito negli anni 70/80 ville con ingresso su area demaniale vi dia il diritto di garantirvi gli accessi e le visuali migliori ? Io il muro di recinzione del porto l'avrei alzato di 5 metri.
 
 
#2 Villeggiante 2014-06-09 14:12
Non capisco come si possa scambiare il (legittimo) tentativo di difesa di un interesse squisitamente privato (la proprietà del sig. L'Abbate (per altro su temi francamente risibili come le conseguenze possibili di un acquazzone) con l'interesse pubblico che può gravitare intorno al porto. A mio avviso (sono un barese che da più di dieci anni villeggia in zona, NON PROPRIETARIO DI BARCA NE' INTENZIONATO A COMPRARNE UNA) la realizzazione del porto è un arricchimento per la zona, in termini di ricchezza che si produrrà in loco, posti di lavoro, decoro, fruibilità, parcheggi, illuminazione, ecc. Certo chi era abituato a una fruizione privatistica del mare (vedi gli scempi delle ville costruite quasi nel mare) è infastidito da queste novità che rendono Polignano così europea...
 
 
#1 GOZZO PORTOCAVALLO 2014-06-09 09:23
LAMMANNA E SCAGLIUSI DOPO L'AVVENTURA DEL MIO GOZZO SEGANALATO X DRAGAGGIO E FATTO SEQUESTRARE DALLA CP TUTTI GLI ABUSI DALLA CALA PONTE CON LE DEMOLIZIONI DEI CASOTTI DEI PESCATORI AVVENUTI DI NOTTE I LOR SIGNORI NON VEDEVANO O FACEVANO FINTA DI NON VEDERE UN BENE DEL POPOLO POLIGNANESE VENDUTO AI PRIVATI CON TANTA DI RECINZIONE MEDITATE GENTE MEDITATE
 

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