Martedì 14 Luglio 2020
   
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Com'è morto l'operaio Giuseppe Simone?

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Una folla commossa ha salutato Giuseppe, scomparso in circostanze ancora da chiarire

Mercoledì pomeriggio, 19 febbraio, una folla immensa ha salutato l’operaio Giuseppe Simone, soli 47 anni, improvvisamente scomparso nella mattinata di venerdì, 14 febbraio, mentre era a lavoro presso una ditta di infissi e serramenti della zona artigianale di Sant’Anna Vagno, a Polignano. La Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano non ha potuto accogliere tutti gli amici, parenti o semplici conoscenti in cerca di una risposta ai tanti perché della morte di Giuseppe.

Intanto, non sono ancora pubblici i risultati della perizia necroscopica disposta dall’Autorità Giudiziaria ed eseguiti lunedì mattina, 17 febbraio, presso il Policlinico di Bari. Trapelano solo alcune indiscrezioni sul tragico accaduto, laddove qualche anno fa morì un altro operaio.

È stato un improvviso infarto? Questo si domandano quanti cercano disperatamente di dare un senso a una morte che addolora l’intera comunità. Sappiamo solo che qualche minuto prima Giuseppe era al lavoro e non avrebbe accusato alcun tipo di malore. Improvvisamente si sarebbe accasciato a terra, lasciando di sasso i suoi colleghi, con cui qualche minuto prima parlava regolarmente. Inoltre, sul collo dell’operaio sarebbe stato rinvenuto un piccolo taglio, probabile conseguenza della caduta.

 


Le reazioni:
“Se ne vanno sempre le persone migliori”


Giuseppe Simone lascia moglie e due figlie, di cui una piccolina e l’altra, prima della tragedia entusiasta per i 18 anni che compirà tra qualche giorno. Giuseppe lascia tantissimi amici che nel tempo hanno saputo distinguere la sua bontà. Basta leggere i commenti su facebook, non solo quelli post mortem. Il profilo della figlia è tempestato di messaggi:

“Non ho parole... un uomo che ci ha visto crescere... ed io mi ricordo di te che sei diventata una bellissima ragazza. Tuo padre sarà sicuramente fiero di te. Mi dispiace un sacco, un uomo che ovunque ti salutava. Ovunque”. “Gesù si porta via sempre le persone migliori”, è la rabbia disperata in un altro post. Scrive Margherita: “Era una persona unica”. Ilaria lo ricorda “perché era una persona educata e gentile, sempre pronto a salutare”.

Al corteo funebre di mercoledì 19 febbraio hanno partecipato anche le scolaresche dell’Istituto Comprensivo “Sarnelli-De Donato-Rodari” frequentato dalla figlia più piccola. Il preside Lino De Donato ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia duramente colpita dalla tragedia.


Don Giancarlo ha letto un passaggio del Vangelo secondo Luca che si conclude con questo insegnamento: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. “Giuseppe Simone – ha spiegato commosso – se ne va così giovane, ma ci insegna che la vita è un dono prezioso e va vissuta con amore, andando d’accordo con tutti, proprio come faceva Giuseppe che non aveva nemici e si faceva volere bene da tutti. In casa, in questi giorni, tutti quanti saranno uniti nel dolore, ma dev’essere sempre così. Quando meno ce l’aspettiamo, Dio porta con se i suoi figli. Per questo vorrei che oggi vivessimo nella certezza, e non nelle domande. Proviamo a togliere le pietre dal cuore e rivestiamo di carne e amore”.

All’uscita, il feretro è stato accolto da un lungo applauso, da lacrime e da tanti palloncini colorati di speranza lasciati volare in cielo.

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