Giovedì 24 Maggio 2012
   
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FALSI BRACCIANTI: FENOMENO VECCHIO QUANTO LA DC

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SI IPOTIZZA IL REATO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

UN SISTEMA ORGANIZZATO E FINALIZZATO AL RECLUTAMENTO DI FALSI BRACCIANTI AGRICOLI

 

 

Falsi braccianti che non sanno distinguere una catalogna dalla lattuga, o peggio ancora un cetriolo da una zucchina. Proseguono senza sosta gli interrogatori disposti dal pm Elisabetta Pugliese a carico, appunto, di presunti falsi braccianti che, di certo non si facevano assumere da contadini per arricchire il proprio curriculum vitae.

Sarebbero oltre 200 i finti contadini di Polignano, Conversano, Turi, Rutigliano, Mola, Noicattaro. Avrebbero percepito somme di indennità dall’Inps, sussidi e assegni di disoccupazione senza aver mai affondato una sola zappa nelle terre aride e argillose del nostro Sud Est Barese. Braccia offerte all’agricoltura solo sulla carta.

FENOMENO VECCHIO QUANTO LA DC - La notizia, diffusa dal nostro network La Voce del Paese ha suscitato qualche prevedibile reazione: ieri mattina abbiamo incontrato alcuni operatori agricoli di aziende polignanesi e conversanesi, e a dirla tutta non sembravano affatto sorpresi.

Il fenomeno dei falsi braccianti è un po’ come il segreto di Pulcinella, tutti lo sanno, e dura dai tempi della Dc, ricorda 'UP' tra i commenti del sito: “col mancato versamento di contributi e con le false assunzioni si sono costruite delle fortune ma stranamente lo Stato non è mai stato capace di contrastare il fenomeno, forse per mantenere la pax sociale? D'altronde sino a non molti anni fa, era sufficiente la sola formale iscrizione nei famigerati elenchi bloccati e inventati dalla Democrazia Cristiana, per ottenere una pensione da bracciante”.

Il sistema è sempre lo stesso: le aziende agricole - almeno due (Noicattaro e Torre a Mare) finite sotto la lente della DIA (Direzione Investigativa Antimafia), dei Carabinieri e degli ispettori dell’Inps -  assumono dei braccianti in surplus rispetto alle capacità produttive dell’azienda stessa (dato che ha insospettito gli inquirenti) e poi licenziano per consentire ai falsi braccianti - donne e uomini - di riscuotere indennità di disoccupazione, maternità, assegni vari, a danno dei conti pubblici e della previdenza.

Gli investigatori dell’antimafia sospettano che a monte ci sia un sistema più complesso e ben organizzato, con capi clan ai vertici pronti a intascare le ‘provvigioni’, forti della complicità di centinaia di falsi braccianti che da alcuni giorni, compresa la giornata di ieri, sfilano davanti agli investigatori.

La presunta truffa si inserisce nel solco tracciato da precedenti inchieste, alcune archiviate, mentre su altre si raccolgono elementi e indizi che possano definire il profilo di chi presumibilmente è alla cabina di regia di questa associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al reclutamento di falsi braccianti.

La truffa dovrebbe far riflettere, proprio in un momento di calamità naturale come quello attuale. Solo i contadini assicurati e in regola potranno sperare in un contributo per coprire parte dei danni provocati dalla grandinata record delle settimane scorse. Ma la torta andrà divisa anche con chi, da questo nobile e antico mestiere, vuole solo frodare i conti pubblici.

 

Commenti 

 
#6 u povere crist 2011-08-23 07:44
Aspitt semb, le cose non cambiano, e non cambieranno mai finquando, ci sono ake mogli di finanzieri ecc. Che percepiscono i soldi dall' Inps, vedi maternità, dissocupazione, e chi piu' ne ha' piu' ne metta.
Ormai non si scopre l'acqua calda, è una porta aperta da tantissimi anni....
E poi se il cosidetto datore di lavoro è un politico, i conti poi gli tornano con gli interessi... Capisc a Me!!!
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#5 zia nannina 2011-08-21 11:16
Avete dimenticato di dire che, tranne rare eccezzioni, le aziende agricole polignanesi frodano l'inps dichiarando anche meno della metà dei giorni contributivi. Così facendo fanno lavorare in nero i dipendenti e allo stesso tempo l'inps deve pagare lo stato di disoccupazione a persone che in realtà lavorano regolarmente quasi tutti i giorni. Sto parlando di veri braccianti agricoli. In tutto questo chi ci guadagna naturalmente sono gli sciacalli proprietari delle aziende agricole che con metà della spesa dei contributi previdenziali hanno comunque un numero sufficiente di operai per coprire le mansioni delle loro aziende(magazzini). E' un fenomeno così diffuso che risulta difficile pensare che gli organi di controllo nn ne siano informati.
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#4 ruge 2011-06-24 07:52
ho un amico che lavora all'inps sezione controlli ed effettivamente mi dice che sono cosi tante le frodi in questo ambito che intervengono proprio quando non si puo' far finta di niente perchè esagerano...
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#3 up 2011-06-24 07:24
col mancato versamento di contributi e con le false assunzioni a Polignano si sono costruite delle fortune ma stranamente lo "stato" non è mai stato capace di contrastare il fenomeno , forse per mantenere la pax sociale ?
D'altronde sino a non molti anni fa , era sufficiente la sola formale iscrizione nei famigerati elenchi
bloccati , inventati dalla DC , per ottenere una pensione da bracciante .
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#2 polignano 2011-06-23 18:28
era ora che si svegliassero con i controlli
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#1 Angie 2011-06-23 15:57
Solo ora se ne sono accorti!?!?????
o forse la cosa si è estesa così tanto da non poter + tenere gli occhi chiusi???
Che io sappia, sono minimo 30 anni che casalinghe,anche mogli di direttori di banca, le quali non hanno MAI messo un piede in campagna e non sanno distinguere una catalogna dalla lattuga, risultano essere braccianti agricole e aver percepito varie indennità e, sicuramente, oggi, qualcuna ha la pensione.

Mia nonna, ritengo fosse una saggia, diceva:
"il pesce comincia a puzzare dalla testa"
e, con un altro proverbio concludo:

a buon intenditore poche parole!
Mi auguro che le cose cambino x l'immediato futuro!
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