OPERAZIONE 'GIBBANZA': LA FINANZA SCOPRE UN SISTEMA DI CORRUZIONE E TANGENTI
Pilotavano le sentenze della Commissione tributaria regionale. In carcere un giudice, personaggi vicini alla politica e al mondo della finanza. Indagati sei magistrati.
Anche un polignanese, tra i tredici fra imprenditori e professioni, agli arresti domiciliari. Si tratta del commercialista con studio a Polignano, Paolo Centrone.
Nella maxi operazione della Guardia di Finanza illustrata nel corso di una conferenza stampa, stamani, a Bari, alla presenza del Procuratore Antonio Laudati, sono stati comunicati i nomi dei sei giudici indagati dalla Procura di Bari nell’ambito delle presunte tangenti pagate per aggiustare sentenze della Commissione tributaria regionale.
Dei sei magistrati onorari indagati, il giudice commercialista barese Oronzo Quintavalle è stato arrestato. Con lui in carcere anche i commercialisti Gianluca Guerrieri, Michele Di Fonzo e Franco Balducci, tutti componenti della commissione tributaria. Le altre 13 persone sono invece ai domiciliari, tra i quali appunto il commercialista polignanese.
Ecco i nomi: Elvira Bonomo, funzionaria della commissione tributaria regionale; Donato Radogna, commercialista e consigliere comunale, eletto con la lista Simeone Di Cagno Abbrescia, poi passato all'Udc e ora all'Api; Angelo Piccinino e Giorgio Grimaldi, imprenditori; Edmondo Caccuri, imprenditore e commercialista; Paolo Centrone, commercialista di Polignano; Alessandro Carbone, avvocato con studio legale a Gravina; Giuseppe Elefante, commercialista di Castellana Grotte; Leonardo Mariella, commercialista barese; Sisto Quintavalle, funzionario di banca in pensione e fratello del giudice arrestato; Sabino Romano, direttore della commissione tributaria di Bari; Francesco Della Corte, commercialista di Noci; Giuseppe Signorile, commercialista di Bari.
IL SISTEMA DI CORRUZIONE E TANGENTI - Sarebbero 47 le persone indagate. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola su richiesta del pm inquirente, Isabella Ginefra. Le indagini sono state condotte dalla Gdf e dalla procura di Bari. Emerge un sistema di corruzione, utilizzato per pilotare sentenze relative a processi tributari che erano scaturiti da verifiche fiscali effettuate dalla Guardia di Finanza. Un sistema che avrebbe causato un danno all'Erario per oltre 100 milioni.
Nel corso dell'operazione i militari del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle hanno anche sequestrato beni mobili e immobili per un valore di mercato pari a circa 200 milioni tra cui complessi aziendali, appartamenti e terreni.
Le tangenti pagate per pilotare le sentenze della Commissione tributaria regionale della Puglia sarebbero almeno undici, relative al pagamento di somme di danaro (anche da 500 euro), all'acquisto di televisori, e al conferimento di nomine in collegi sindacali.
A breve particolari e approfondimenti della notizia.
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Commenti
Ripeto, indipendentemente dalla persona, leggere per poi scrivere su questo blog, come "un copia e incolla" la vicenda (e basta leggere un qualsiasi quotidiano) puntando il dito contro "Le Istituzioni" è il modo più sbagliato per insegnare alle generazioni che verranno che le istituzioni attori di queste vicende, l'accertamento, la verifica, le sentenze fanno parte del Patto Sociale che l'uomo si è dato per dare un ordine al di sopra delle parti che garantisca alla fine entrambe le parti ed è quello di cui dovremmo interessarci. Sicuramente, questo nessuno può negarlo, in Italia oggi una sottile voglia di agire furbescamente, di aggirare credendo di poter elevare "il proprio io", creando un patto diverso (fatto solo da pochi uomini come la mala vita e/o il malaffare) non sancito da quel "Patto Sociale" e quell'ordine che i nostri predecessori ci hanno lasciato per garantirci davvero i diritti di tutti, e che noi non possiamo banalizzare in questo modo (facendo i tifisi). Abbiamo bisogno di fermarci e riavvolgere il nastro del vivere civile e la convivenza del "tra gli uomini e per gli uomini" senza farci sopraffare dagli egoismi che il modello attuale di vita (vedi le vicende politiche), ci dimostrano. Fermiamoci !!
Giustiziere, togliti la maschera, mi piacerebbe tanto vedere i tuoi occhi pieni di fango marcio.
La tua ipocrisia,il tuo sputare fuoco non lo condivido....
e attendo fiducioso il risultato finale di questo antipatico evento.
In merito alla sua richiesta di sapere la proprietà della rimessa la chieda lei a chi di competenza noi non lo sappiamo, forse potrebbe essere anche di un nostro simpatizzante...... l'importante che quello che accade lì sia legale.
Se ha risposte sulla proprietà o la sua legalità ci informi, ne saremmo grati tutti
sicuro che paolo ne uscirà pulito...
l'esame fattelo tu.