Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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TORNA IL CONTRABBANDO: ARRESTI NELLA NOTTE

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TUTTA LA CITTA' NELLO SGOMENTO

 

Scatta l'Operazione Varsavia a dieci anni dalla 'Primavera'. Sotto sequestro un bar di Polignano. Arrestati 4 polignanesi. 'Magic Fruit' era la ditta di copertura. Decisive le intercettazioni. La città si sveglia con l'incubo del contrabbando anni '90. A Polignano la sede operativa. Relazioni con il pluripregiudicato napoletano Vozza. Usavano vecchi metodi e furgoni con doppi fondi.

 

Su ordine di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari, della Procura Distrettuale Antimafia barese con a capo Laudati, e dei militari della Guardia di Finanza di Monopoli questa notte sono state arrestate cinque persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’importazione di sigarette di contrabbando su base transnazionale, altre dieci sono state denunciate. I finanzieri hanno sequestrato una tonnellata di sigarette di contrabbando, tre automezzi, un’azienda agricola (che fungeva da copertura all’attività illecita) e un bar a Polignano "dove l’organizzazione - è scritto nella nota della Finanza - si ritrovava per definire i dettagli dei trasporti".contrabbando-sigarette-polignano-finanza-monopoli

Secondo gli investigatori Pasquale Chiantera, 38 anni, pregiudicato sarebbe il capo dell’organizzazione. Mino Abbatepaolo, 25 anni, incensurato, poi Donato Colavitti, 30 anni, pregiudicato, Giuseppe Martucci, 42 anni, pregiudicato - tutti residenti a Polignano - e Mariano Vozza, 58 anni, napoletano, domiciliato in Polonia - erano dediti al contrabbando. I loro traffici travalicavano il confine italiano per consolidarsi soprattutto nei Paesi dell’Est-Europa. E’ per questo, secondo gli inquirenti, che l’organizzazione capillare - una sorta di multinazionale con basi all’estero - si avvaleva della complicità di persone sul posto.

IL TRAFFICO TRANSNAZIONALE DI SIGARETTE - Le sigarette di contrabbando, infatti, erano importate dalla Croazia, Bosnia, Polonia e Ungheria. La scelta del mercato dal quale rifornirsi dipendeva anche dalla situazione socio-politica che in nel momento si verificava in quel particolare Stato ma, soprattutto dalla facilità di poter sfuggire ai controlli.

Il comunicato ufficiale ripercorre le tappe dell'operazione: "quando Donato Colavitti viene sorpreso e arrestato con un carico di sigarette prima in Ungheria e poi in Croazia, così come dopo l’arresto di Giuseppe Martucci in Croazia, l’organizzazione sceglie di spostare la base di rifornimento in Bosnia o in Polonia, in quest’ultimo paese si avvale della collaborazione del pluripregiudicato napoletano Mariano Vozza."

contrabbando-sigarette-varsavia-finanzaIL METODO ANNI '90 - Trasnazionali i traffici, tanto da aver bisogno di traduttori sul posto, ma 'vecchi' i metodi: per importare in Italia le sigarette di contrabbando l’organizzazione si serviva di furgone con doppi fondi (come vi mostriamo nel particolare delle foto) in grado di contenere non meno di 50 cartoni di sigarette.

A copertura dell’attività illecita il commercio di 'legna da ardere' per conto di una ditta individuale (Magic Fruit) che, secondo gli investigatori, sarebbe stata creata ad hoc dal capo dell’organizzazione, il polignanese Pasquale Chiantera.

LE INTERCETTAZIONI - Gli investigatori della Guardia di Finanza si sono avvalsi, nella loro indagine, oltre che del classico metodo del pedinamento - Giuseppe Martucci, per esempio, è stato costantemente monitorato in tutti gli spostamenti - ma anche di intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che a sofisticati sistemi di rilevazione degli spostamenti.

sigarette-polignano-contrabbando-varsaviaI FURGONI PARTIVANO DA POLIGNANO - Proprio grazie alle intercettazioni è emerso il ruolo particolarmente attivo anche delle donne. Di una in particolare, bosniaca, identificata come Angelica che fungeva non solo da traduttrice, ma anche come organizzatrice dell’attività illecita in Bosnia.

Era la donna a dare l’okay alla partenza dei furgoni da Polignano per andare a rifornirsi non solo nel suo Paese, ma anche dalla Croazia e dalla Slovenia. Era lei in grado di bloccare fino all’ultimo momento il traffico se si accorgeva che qualcosa poteva andare storto.

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