LE INDISCREZIONI INQUIETANTI: DALL'AGGRESSIONE ALL'OSPEALE
Non fu attivato il codice rosso. Diverse ore in carrozzella. Per i medici poteva tornare a casa. NONNA MARIA SI POTEVA SALVARE?
Nonna Maria si poteva salvare? In ospedale hanno fatto tutto il possibile per salvarla? Nessuno di questi interrogativi da noi sollevati, finora, ha ricevuto risposta. Eppure dall’arresto dei coniugi aggressori della nonnina sono passate quasi 48 ore. CLICCA QUI PER LA NOTIZIA DELL'ARRESTO DEI CONIUGI E COMMENTI
Ci sono indiscrezioni agghiaccianti sul suo breve ricovero in ospedale. Finora sottaciute, stranamente ignorate. Indiscrezioni che vi raccontiamo poco più avanti.
Prima però riprendiamoci dalla sbornia di titoli ‘diabolici’; dalla bulimia di notizie battute sabato alla velocità della luce, copiate e incollate da giornali e telegiornali di tutta Italia. Spegniamo un attimino i riflettori e ragioniamo sulle indagini della Procura e sulle pompose dichiarazioni rilasciate dal procuratore Antonio Laudati.
Diciamo subito, non c’è un giornale, un giornalista, che abbia raccolto il nostro invito ad approfondire meglio sul decesso di nonna Maria, sia per dovere di cronaca, sia perché avvenuto in circostanze poco chiare e sulle quali noi, fin dall’inizio, abbiamo nutrito seri dubbi.
Intanto, leggiamo la nota scritta dalla Procura di Bari e le dichiarazioni del dottor Laudati, la cui carriera, in forte ascesa e in odore di promozione, sembra segnata già – a suo dire – da uno dei “delitti più raccapriccianti”; quello della nonnina s'intende.
'SI SONO ACCANITI SUL SUO CORPO' - Il comunicato è piuttosto duro in alcuni passaggi:
“I due coniugi - riportiamo in dettaglio la nota - per nulla impietositi da una povera “vecchia” che a terra chiedeva aiuto si sono accaniti sul suo corpo e hanno cominciato a sferrarle pugni e calci in testa e sull’addome, mentre le urlavano di consegnare il denaro che aveva in casa."
"Le urla della vittima, però, avevano richiamato alcuni vicini e allora la coppia è scappata e ha trovato rifugio nella vicina casa di un amico, di lì hanno potuto osservare l’arrivo dei primi soccorsi e, il giorno dopo, il sopralluogo degli investigatori.
Maria Mancini infatti, morirà in ospedale, al San Giacomo di Monopoli. Nel comunicato della Procura, però ,non si fa alcun riferimento alle eventuali circostanze che avrebbero anticipato il decesso. Proviamo a rispolverare la memoria.
LE INDISCREZIONI DALL'OSPEDALE - Secondo indiscrezioni che pubblicammo quattro mesi fa in esclusiva su Polignanoweb e Monopolitube, l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore della Repubblica Manfredi Dini Ciacci, avrebbe rivelato un quadro in totale contraddizione rispetto al referto medico della paziente, stilato al momento dell’ingresso in ospedale.
Il medico legale rivelò uno choc emorragico con conseguente arresto cardiocircolatorio: una morte logica e consequenziale rispetto allo stato in cui riversava la paziente da quando ha fatto ingresso al nosocomio (ore 14-15 circa). Quindi, consequenziale alle violenti percosse ricevute dai suoi aggressori.
Allora, come mai all'ingresso in ospedale non è stato attivato il codice rosso? Perché il quadro clinico sarebbe apparso in un primo momento rassicurante? Quando nonna Maria arriva in ospedale, qualcuno, dai reparti, avrebbe addirittura consigliato ai parenti di riportala a casa. Si parlò pure di ipotetici venti giorni di prognosi; in realtà, la signora Mancini stava per morire. Immaginate lo stupore dei parenti: l'autopsia svela che la paziente era in fin di vita, per i medici invece, al momento dell'arrivo in ospedale poteva tornarsene a casa. O al massimo le avrebbero dato qualche giorno di prognosi.
Nonna Maria quindi, si poteva salvare? Perché non è stata subito ricoverata e osservata? Lo choc emorragico poteva essere diagnosticato prima e fermato in tempo? Sono state adottate tutte le misure possibili per salvarla?
Non è tutto. Altre indiscrezioni rivelano che la donna sia stata tenuta in carrozzella per diverse ore (dall’ingresso in ospedale, fino alle ore 20-21 circa della sera). Nonna Maria avrebbe riportato un ematoma esterno alla testa che, solo su indicazione della moglie del signor Giannuzzi - figlio della nonnina - sarebbe stato notato dai medici.
IL PROCURATORE LAUDATI - Nelle dichiarazioni, Laudati non fa alcun riferimento al decesso in ospedale. Il procuratore dimentica di ringraziare lo straordinario lavoro di indagine svolto in silenzio dai carabinieri per risolvere il giallo, in particolare dai carabinieri di Polignano.
Le nostre osservazioni prescindono dalle indubbie responsabilità degli aggressori. Condanniamo fermamente il vile, infame e folle gesto dei coniugi. Ma vogliamo andare oltre. Laudati parla di “dovere morale verso quegli anziani che abitano nelle nostre città”. Noi crediamo sia pure dovere morale fare chiarezza, una volta per tutte, sulla morte di Maria Mancini. Per scacciare dalla mente qualsiasi ombra della malasanità.
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Commenti
Non è affatto da prendere sottogamba la negligenza e lo scarso attaccamento al lavoro di alcuni (a volte troppi)dottori e infermieri.
Al personale dei vari ospedali farei fare un esame motivazionale propedeutico e solo dopo tale superamento, stipulare un contratto di lavoro, esame da ripetere eventualmente ogni 2 anni.
unico mio auspicio al di là dei proclami televisivi è che il colpevole paghi il giusto fino alla fine e senza sconti.