PORTO TURISTICO, LAVORI DI SICUREZZA

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ESCLUSIVO

Svelato il mistero dei lavori al porto turistico. Da tre giorni alcuni operai della ditta polignanese di scavi stanno lavorando non per la realizzazione del porto, come si vociferava prima di Pasqua, ma per la messa in sicurezza dell’intera area portuale (vedi foto), anche per evitare che si verifichino gravi incidenti come accadde nell’85 quando un’auto precipitò in mare dal molo lungo e morirono tre ragazze.

Ieri mattina siamo stati sul posto e abbiamo notato una lunga striscia di massetto in cemento fresco sorretta da tavole in legno, che contorna l’intera battigia, quel il tratto di ricongiungimento dei due moli. Sopra il massetto poggeranno dei blocchi in cemento alti sei metri completati con una rete per separare lo specchio d’acqua dalla stradina interna perpendicolare a via San Vito. Stamattina hanno recintato e isolato il casotto dei pescatori, l’unico rimasto in piedi dopo il famoso rastrellamento delle forze dell’ordine per impedire l’accesso all’area e l’abbattimento di un deposito per attrezzi (vedi foto in basso).

Mentre all’ufficio tecnico hanno le bocche cucite (nessuno pare essersi accorto di questi lavori di messa in sicurezza e tutti si dileguano quando si affronta la questione porto) i pescatori mormorano e si confrontano quotidianamente con gli operai della ditta Cala Ponte di Fusillo. Qualcuno fa pronostici e riapre vecchie ferite: “forse tra due anni cacceranno i soldi per realizzare il progetto, ma per ora non se ne parla, le banche hanno chiuso i rubinetti, gli imprenditori sono in difficoltà. Prima l’hanno venduto a furor di popolo e adesso non ci sono i soldi per realizzare l’opera.”.

La questione porto turistico in verità, è più complessa di quanto s’immagini. Oltre al danno (l’operazione di svendita dell’amministrazione Di Giorgio che da queste parti proprio nessuno riesce ancora a metabolizzare), c’è la beffa, perché mancherebbero per l’appunto i quattrini (si parla di 20 milioni di euro) per scavare il fondo dello specchio d’acqua (che è alto 3,70 metri circa) e, senza lavori accurati e costosi, non consentirebbe alle imbarcazioni a vela dotate di un asse che affonda a oltre 4 metri di profondità, l’attracco e l’attraversamento della baia.

Insomma, abbiamo incontrato un esperto del settore il quale fa notare che per posare il primo mattone e realizzare un’opera colossale come questa, bisogna quantomeno affrontare le problematiche legate alla logistica. Questo finora, non è stato fatto.

Il business vero starebbe nelle villette che, progetto alla mano, dovrebbero sorgere di lì a breve; una vera miniera d’oro. A Fusillo probabilmente converrebbe prima costruire le ville e con il ricavato investire per la realizzazione del porto. Staremo a vedere.porto-turistico-casotto