Secondo indiscrezioni di Palazzo, ben presto, presumibilmente dopo le festività pasquali, potrebbero riaprire i cantieri per la realizzazione del porto turistico.
L’area portuale è bloccata da circa tre anni, per l’esattezza dal lontano 2007: molti ricorderanno il tabellone e l’illustrazione planimetrica dell’opera, ancora oggi appesa al chiodo nell’anticamera della stanza del sindaco.
LA SVENDITA - Qualche mese dopo l’operazione di ‘svendita’ del 2006 rilanciata dall’allora amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Di Giorgio già divamparono le polemiche. I titoloni dei giornali gridarono allo scandalo, si parlava di cene ristrette e in gran segreto con D'Alema, per la prima volta si cominciava a parlare di 'svendita', ma anche di porto turistico quale volano per l'indotto turistico polignanese, di migliaia di posti letto e occupazione per i giovani.
Un affare d’oro, che dirottò il 92% delle quote azionarie della Cala Ponte alla Safiri di Fusillo, società satellite della Fimco, già appaltatrice dei lavori al cimitero e di alcuni progetti di finanza. Si ricordano sit-in di protesta, raccolta firme, botta e risposta tra pescatori dilettanti, i cui casotti furono successivamente abbattuti per lasciare spazio ai cantieri, mentre pescatori professionisti e politici schierati dall’altra barricata a favore dell'opera.
Polemiche a parte, la verità è che sul porto turistico di Polignano negli ultimi anni è stato steso un velo di maya. Una patina che ha oscurato i riflettori mediatici e politici, immediatamente dopo la campagna elettorale delle amministrative 2007.
Tra i consiglieri comunali d’opposizione, Salvatore Colella si domanda come mai un’impresa, la Safiri in questo caso, che investe 3,4 milioni di euro non si sia mai preoccupata di ricapitalizzare gli investimenti. E come mai il sindaco dopo tre anni di attese non abbia mai fatto pressioni alla società perché avviasse i lavori nei 18 mesi previsti dalla convenzione.
Foto dall'archivio di Polignanoweb: protesta e raccolta firme del 2007 organizzata da Lorenzo Marzionne.
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Commenti
Il porto non doveva farsi in questo punto di Polignano...l'unica zona baleneabile, abbastanza comoda, che assorbiva centinaia di giovani, ora ci sarà il divieto di balneabilità fin dove?? Andremo a Monopoli a fare un bagno??Vergognamoci noi polignanesi, sempre scontenti e mai reattivi..Basta vedere che l'unico comitato promotore contro il porto ha Lorenzo Marzionne (di Conversano) come fondatore..Spero solo che questo porto non venga gestito alla polignanese ma sia fruibile anche dai cittadini vedasi porto di Pescara, Rodi G., Fano e tanti altri lungo la costa..
Mah, quanti dubbi e quanta poca trasparenza...
Basta con questi politicanti da quattro soldi, siamo noi che dobbiamo riprenderci il nostro comune!