GUIDA TURISTICA, POLITICA E MINIMA MORALIA

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“Per questa volta è stata fatta una scelta opinabile, per carità. Ma abbiamo la serenità di poterci parlare per bene, tra galantuomini.”.

“C’è qualche strascico, qualche incomprensione che io intendo assolutamente chiarire. Noi vogliamo aprire un futuro diverso in questo settore, che ci veda protagonisti, portare avanti le vostre idee, le vostre esigenze, gli interessi...chiedo scusa formalmente per gli errori o per le discrasie che si sono manifestate e palesate in una certa forma. Io ritengo però che questo sia un momento celebrativo”.

Così, il sindaco Angelo Bovino, in conferenza stampa, ammette, chiede scusa e liquida abilmente la faccenda legata alla protesta dei grafici per il loro mancato coinvolgimento nella realizzazione della guida turistica. Un tentativo goffo, nell’imbarazzo generale di giornalisti e professionisti presenti, di voler spostare l’asse dell’attenzione dal merito della questione depliant, guida turistica, ai toni celebrativi per il successo registrato alla Bit di Milano. Di questo ne parliamo in un secondo articolo perché, noi tracciamo sempre i confini delle argomentazioni, evitando di mescolare le acque e confondere i livelli. Il successo alla Bit va riconosciuto e su questo non si discute.

Merita invece, una lettura integrale l’intervento, davvero sopra le parti, di Giò Mazzone, l’unico che forse in aula è riuscito realmente a entrare nel nocciolo della questione. Una lezione di stile e di morale che prescinde da qualsiasi regola o legge. Di questo indirizzo politico, totalmente estraneo alla morale pubblica, ne avevamo già testati gli effetti l'estate scorsa, durante il famoso matrimonio: in quel caso il sindaco Bovino interviene dopo che una città intera insorge, dopo che si scopre del mancato rilascio di autorizzazioni della Capitaneria.

Funziona così, che il primo cittadino chiede scusa, mentre poi, nell'istante, sposta l'attenzione su altri interessi, sull'immagine della nostra città, sull'importanza di quel ricevimento, presenza di autorità e vip, ecc. Il copione si ripete allo stesso modo: ammettere il fattaccio e nell'immediato parlare d'altro, instillare e generare confusione. Ma l'elenco dei casi potrebbe davvero sconfinare su altri fronti.

L'INTERVENTO DI MAZZONE - “Della Bit ne sentivamo parlare da tempo. Sapevamo per tempo si andava a Milano, nei fatti però risulta che il materiale pubblicitario della nostra città è stato realizzato aldilà di tutte le regole morali, non parliamo di quelle degli atti, ma dell’etica di ampliare agli operatori del settore e ai creativi della comunicazione la possibilità di farsi apprezzare… A me interessa poco se l’azienda è di Lucca piuttosto che Amsterdam o New York, il problema è la mancanza di apertura, nei fatti, alle risorse locali. Secondo me quel depliant un appeal non ce l’ha. Posso strappare al sindaco la promessa di indire semplicemente un concorso di idee? Nel 2011 andremo di nuovo alla bit, mi auguro che si possa cambiare lo stesso materiale, sempre che non succeda come in passato dove i depliant venivano tenuti da parte e consegnati sotto richiesta formale.

Le sembra normale signor sindaco, secondo la sua etica, che sul materiale pubblicitario del paese, dell’ente comune di Polignano, siano presenti soltanto le ditte che hanno contribuito economicamente, trattandosi di un paese intero, che è nell’interesse di tutta la comunità? Questo è un errore non da poco… Non è possibile che un esercizio come la Grotta Palazzese, per fare un esempio, solo perché non ha contribuito non deve essere menzionato, se non altro per la bellezza dell’androne... “.

I SEGNI DELLA CONTRADDIZIONE - Il sindaco ha infine dispensato parole di elogio per i progetti polignanesi vincitrici del finanziamento di 25mila euro con il bando regionale Principi Attivi. L’apporto di tutti quanti sarà determinante per la crescita del nostro sistema turistico e informativo, tant’è che il progetto CittAttivo, lo Sportello Amico, è già presente all’interno della guida.

Peccato però che il nostro sindaco, il 12 febbraio scorso, all’incontro di presentazione della candidatura di Giovanni Copertino, a Monopoli, dichiarò queste testuali parole: “Bisogna scendere fra i giovani e smascherare le false speranze create da bollenti spiriti, principi attivi e iniziative similari.”.