IL SALUTO DI VITO GUGLIELMI 'VORREI ENTRARE IN POLITICA'

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ESCLUSIVO: GUGLIELMI IN POLITICA?

Lacrime, qualche rimpianto e l’opportunità di vedere uno schieramento politico inconsueto, surreale, un po’ retrò. Nella foto, Vito Guglielmi è attorniato dai sindaci di Polignano, dagli anni ‘70 a oggi. Forse è la giusta predizione di un annunciato e probabile ingresso di Guglielmi in politica.

Per Vito Guglielmi oggi è il giorno della grande festa. L’era del suo pensionamento comincia da qui, dopo una quarantennale carriera da dirigente comunale del settore cultura e servizi sociali. Nella foto, in ordine cronologico di mandato: Paolo Laruccia, Gianni Colagrande, Simone Di Giorgio, il viceprefetto Mario Volpe, l’attuale tricolore Angelo Bovino. Sui banchi del consiglio comunale invece, siedono i consiglieri Mimmo Lomelo e Domenico Vitto, rispettivamente alla Regione e alla Provincia, Beatrice De Donato, i dirigenti Nicola Palladino (scoppierà in lacrime nel corso della lettura del suo messaggio di augurio), Caterina Di Turi, segretario bovino-guglielmicomunale, Maria Centrone, comandante della PM, Peppino Stama, assessori e consiglieri di ogni colore politico.

Vito Guglielmi li ha conosciuti proprio tutti. Ha segnato in qualche modo le loro vite e i loro destini. Nel lontano aprile del 1978, quando varcò per la prima volta la soglia del Palazzo, dette già prova del suo carattere, del suo temperamento passionale: il classico duro da poliziotto ma che sa essere dolce e comprensivo nei momenti risolutivi.

'VORREI ENTRARE IN POLITICA' - Oggi non si può escludere che su quei banchi, Vito Guglielmi, potrà, in un futuro prossimo, ricoprire qualche incarico di consigliere comunale o magari assessore. Chi lo sa? Nell’intervista esclusiva a Polignanoweb, che pubblicheremo a breve, Vito Guglielmi, il generale Radetzky come lo definiva simpaticamente l’ex sindaco Gianni Colagrande, ha confessato di volersi dedicare alla politica, non come hobby, ma "per impegno civile" con lo sguardo nostalgico rivolto alla Prima Repubblica e alla metà degli anni '90 della politica amministrativa polignanese. Bovino, a nome dell’amministrazione comunale, gli ha consegnato un quadro con l’immagine della nostra città scolpita in bassorilievo.

Qualche ora fa, in aula consiliare, durante il saluto e gli auguri, hanno detto di lui:

ANGELO BOVINO (sindaco) - “Vito è stato un’artista. Quando si mette le cose in testa le realizza. Ha saputo condurre in maniera autorevole una una serie di attività diverse e diversificate utili per la crescita della nostra società. Grazie a Vito per quello che ha dato in questo comune. Gli faccio un augurio per la sua lunga nuova vita”.

GIANNI COLAGRANDE (ex sindaco) - “Vito si è sempre distinto per la sua voglia di comando…lo chiamavamo il generale austriaco Radetzky. Vito l’ho sempre ammirato per la sua presenza costante, quotidiana e per la sua voglia di migliorare le conoscenze e la sua opera”.

SIMONE DI GIORGIO (ex sindaco) - “Vito è una persona con la quale, obiettivamente, non si può che avere un rapporto forte, vero. Non è tipo da mezzi termini, lo si ama, lo si contrasta, però bisogna riconoscergli la sua grande forza di volontà nel realizzare quei risultati che il paese in questi anni ha ottenuto. Voglio ricordare il premio Lampara che abbiamo preso a Trani qualche anno fa, quando ci fu un bel momento per il nostro paese, e Vito era protagonista di tutto. Ho vissuto con estrema passione il nostro rapporto. Ora, dico ai familiari, dovrete affrontare voi questo ciclone che si chiama Vito.”.

laruccia-digiorgioPAOLO LARUCCIA (ex sindaco) - “Sono andato indietro con la memoria, Vito ha iniziato con me. Quando incontravo la gente che lavora al comune, tutti mi dicevano ‘Paolo come hai fatto a inventare Vito?’. Adesso mi sento orgoglioso, insieme abbiamo affrontato i problemi di questa città. E’ stato un bravo dirigente, aveva a cuore il bene del paese.”.

MARIO VOLPE (ex commissario prefettizio) - “In certi momenti conflittuali è simile a quegli individui che esprimono una forte personalità. Forse è bene essere uomini di guerra più che di pace, se la guerra significa operare per la risoluzione dei conflitti che pure in una città come Polignano ci sono. L’area sociale diretta da Vito è nevralgica per la città, molto spesso trascurata da noi amministratori. Se le risoluzioni dei problemi quotidiani non arrivano nella stanza del sindaco, vuol dire che ci sono uffici che sanno affrontare i problemi di tutti i giorni. Vito è un terremoto che sta per arrivare in famiglia 24ore su 24. Potrà dedicarsi per un impegno sociale, civile, politico.”.

MIMMO LOMELO (consigliere regionale) - “Quando passai da quell’ufficio per la prima volta, ero prevenuto. Vito era in aria di governo democristiano, io in aria demoproletaria. Potete immaginare le prevenzioni. Però i veri servitori dello stato si dimostrano nel momento in cui servono gli assessori, i sindaci. La capacità dei politici è anche quella di far cadere le barriere. Di questa esperienza mi rimane il ricordo della caduta immediata delle barriere tra un politico e un dirigente che provenivano da mondi diversi.”.

NICOLA PALLADINO (dirigente) - “Due giorni fa il riconoscimento da parte della Regione della fondazione intitolata a Pino Pascali. Un successo. La presenza di Vito è stata fucina di idee, una forza attiva e propulsiva che ci ha dato entusiasmo a proseguire quando divergenze e incomprensioni avevano fatto perdere il mordente”.

CATERINA DI TURI (segretario comunale) - “L’occasione di essere qui insieme dà una sensazione bellissima. Vito ha raggiunto un traguardo meritato, sono convinta che saprà reinventarsi, continuando a dedicarsi con affetto ai suoi cari.”.

MARIA CENTRONE (comandante PM) - “Io e Vito stiamo parlando molto, forse più ora che è andato in pensione che prima. Il lavoro ci allontana. Vito ha sempre rappresentato un punto di riferimento per noi. Posso dire che tutto il tempo trascorso insieme e anche fuori Polignano, quando siamo andati all’Anci, rappresenta momenti che rimarranno indelebili nella memoria. Il nostro lavoro non è facile e spesso siamo stati di grande supporto l’un l’altro. Per questo lo invito a passare sempre dal comando. Come collega mi mancherà molto.”.

BEATRICE DE DONATO (vicesindaco) - “Sono stata il suo ultimo assessore, ho vissuto sulla mia pelle questo passaggio, gli ultimi mesi sono stati emozionanti. matarreseDismettere un ruolo di lavoro così autorevole è come togliersi la pelle. Non è stato facile gestire il passaggio. E’ stata per me l’occasione di conoscere Vito sotto un aspetto diverso, perché il periodo del mio ingresso in giunta ha coinciso con il suo prepararsi al pensionamento. Ho trovato un Vito Guglielmi disponibilissimo alla collaborazione più totale. Con Vito finisce un’era, perché ciascuno di noi, col suo carattere, segna i luoghi nei quali opera. Questa era finisce con due episodi culturali fortissimi: la fondazione Pino Pascali e il libro di memorie del suo operato, come estremo atto di servizio di un funzionario alla comunità. Oggi è il giorno in cui qualsiasi ombra deve scomparire. Gli auguro di tornare come amministratore in questo comune.”.

DOMENICO MATARRESE (settore cultura, servizi sociali) - “Lo contraddistingue la passione e la capacità sempre nuova di apprendere in tutti i momenti. Usava il bastone e la carota, in qualsiasi momento, da un lato pronto a censurare degli atteggiamenti ma poi, subito pronto a cercare il chiarimento.”.