Giovedì 21 Novembre 2019
   
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TRICOM: ESCLUSIVA INTERVISTA PAPPALEPORE

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Tributi Italia cancellata dall'albo ministeriale? Il 9 dicembre la decisione definitiva.

Pappalepore: "Il provvedimento conta relativamente rispetto al caso di Polignano...". I paradossi della società mista.

Tricom, Tributi Italia il peggio è davvero passato? La notizia della sospensione della Tributi Italia dall’albo delle società di riscossione, diffusa lo scorso 1° dicembre dal MEF (Ministero economia e finanze) e poi divulgata dal Sole 24 ore e dal Corriere della Sera, non sorprende più di tanto l’avvocato difensore del Comune di Polignano, Elio Pappalepore. In esclusiva, per voi, abbiamo partecipato all’ultima riunione della Commissione di Bilancio per fare quadrato su uno degli scandali finanziari più clamorosi degli ultimi anni in Italia.

“Accertati debiti per 90 milioni nei confronti di 135 enti locali (compreso il comune di Polignano, nelle casse del quale mancano oltre 242mila euro più ammanchi non ancora rendicontati) Tributi Italia è stata sospesa dall’Albo dei soggetti abili tali alla riscossione e all’accertamento dei tributi”. Così, su disposizione della Commissione sul federalismo fiscale del ministero che vigila sulle attività di riscossione. (vedi ritaglio articolo a destra con elenco dei 135 comuni che non hanno ancora ricevuto i crediti dalla Tributi Italia).

Pappalepore mantiene i piedi ben piantati per dei motivi. Intanto, perché dovremo attendere mercoledì 9 dicembre per la decisione definitiva. Nella migliore delle ipotesi, la Tributi Italia sparirà dalla scena definitivamente. Nella peggiore, com’è già accaduto qualche mese fa, la Commissione potrebbe annullare il provvedimento di sospensione dall’albo ministeriale. Ma, spiegherà ai nostri microfoni Pappalepore, il provvedimento conta relativamente rispetto al nostro caso specifico che riguarda la società mista Tricom e Comune di Polignano.

“Tributi Italia è stata cancellata - fa notare l’avvocato ricordando la volta in cui la Tributi Italia, in qualche modo, riuscì a spuntarla - C’erano delle determinazioni assunte dall’ordine di controllo che avevatributiitaliacancellata già ritenuto di avviare una procedura in danno, poi aveva consentito a questi signori (Tributi Italia, ndr) di continuare a operare e poi alla fine, probabilmente, si è resa conto che queste determinazioni non erano tali”.

Pappalepore invita alla calma: “Dobbiamo attendere la decisione definitiva per capire, anche se questa evenienza è comunque slegata rispetto all’esito del contesto di Polignano a Mare, perché il comune di Polignano è socio della Tricom e all’interno della Tricom c’è la Tributi italia. Se la Tributi Italia verrà dichiarata fallita o in stato di insolvenza saranno assunte le consequenziali determinazioni. Dev’essere chiaro però che allo stato attuale la Tributi Italia e il centro Tricom non possono svolgere attività di esazione, e non perché l’abbia deciso il Ministero, ma perché è il giudice amministrativo a dircelo. Ci sono provvedimenti dell’autorità giudiziaria che sono stati assunti con specifico riguardo al comune di Polignano a Mare.”.

Torniamo ora sul paradosso di cui parlammo la volta scorsa. Il comune di Polignano è socio della Tricom: due soggetti, ente pubblico e privato, che hanno fondato una società mista. Oggi il comune non riconosce la Tricom che, di contro, muove ricorsi contro il suo stesso socio, vale a dire il comune. “Un’aggressione ingiustificata nei confronti del comune” la definisce Pappalepore. Ma come si concilia tutto questo? Riuscirà l’azione civile impugnata dall’avvocato Sinisi a risolvere la questione?

Chi pagherà nel frattempo, tutte le spese legali generate dai continui ricorsi della Tricom contro il comune di Polignano? Una cosa è certa, che Polignano fa ancora parte della società mista ed è socio pubblico della Tricom (socio privato). “Certo che ne fa parte - conferma Pappalepore - Nel capitale sociale il comune c’è. Ma questo è un paradosso generato dalla Tricom. Quella dei continui ricorsi è un’azione, a mio avviso, non corretta di cui dovranno dare conto. L’azione civile chiarirà le cose. Questo conflitto è stato generato da loro, non da noi. Se queste spese legali sono state sostenute dal centro Tricom saranno naturalmente addebitate a chi le ha generate. Non è un comportamento corretto quello di aggredire l’amministrazione comunale che è socio pubblico. Poi se ci sono delle responsabilità di carattere civile o penale, ripeto, saranno accertate.”.

Ma perché Polignano, pur facendo parte della società mista, non ha mai nominato un membro rappresentante? Può essere una discriminante per il paradosso di cui sopra? “Questo non è rilevante - rassicura l’avvocato - La gestione si verifica a prescindere dai membri. E’ un paradosso che va ricercato a monte, quando è stata generata la società mista. Ma in queste condizioni, un membro rappresentante del comune all’interno del consiglio di amministrazione non avrebbe sortito alcun esito, perché resta il fatto che il comune è in minoranza. La Tricom ha istituzionalmente la minoranza, pur essendo di fatto maggioranza. Il comune è in sede di assemblea ordinaria - consiglio di amministrazione - in minoranza, pur essendo la maggioranza. Quindi il comune non ha il potere di incidere sulla scelte della società. Ove anche fosse stato il componente non cooptato, come è successo, questa circostanza non avrebbe posto al riparo il comune. Tant’è che è stato contestato in sede di procedimento amministrativo. Cioè i vizi che afferiscono alla parte genetica di questa società sono stati contestati in sede di procedura amministrativa, che sono vizi della capacità di gestione”.

VEDI COMMISSIONE BILANCIO E SOCIETA' MISTA TRICOM COMUNE DI POLIGNANO

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