Sabato 15 Giugno 2019
   
Text Size

ALTAVILLA: VORREI TORNARE IN IRAQ - INTERVISTA

altavillaantonio_410_x_200

Giornata in ricordo delle vittime di Nassirya. IL MONITO DI DON GAETANO: "Basta con la cultura del compromesso!"

INTERVISTA ESCLUSIVA AD ANTONIO ALTAVILLA, CARABINIERE SCAMPATO ALLA STRAGE.

 

“I giovani sono vittime di una cultura del compromesso”. Solo due ore fa, alla messa solenne in suffragio delle vittime di Nassirya, l’Arciprete Don Gaetano Luca Amore, si è stretto così attorno al dolore dei familiari del caporale Alessandro Carrisi, presenti in prima fila con le autorità civili e militari tra i banchi della chiesta matrice di Polignano.

Don Luca ha rivolto un appello, in particolare a educatori e famiglie: “Nella vita non bisogna mai scendere a compromessi. A volte, anche fra i nostri banchi di scuola, i ragazzi vogliono comprarsi la promozione, vogliono comprarsi l’amico di classe, perché oggi il compromesso diventa una delle logiche che sottende alla nostra vita quotidiana”. “E’ assurdo! - ha esclamato in un passaggio duro, difficile e sofferto del suo discorso - Come facciamo noi a proporre valore cristiani, mentre quelli antropologici non ci sono? I bambini oggi vanno educati ai valori fondamentali della nostra vita. Quei valori che poche agenzie educative ci offrono. La testimonianza di questi nostri amici che hanno dato la vita per la patria e per la pace è un esempio. La verità va detta fino alla morte, senza compromessi. Oggi dobbiamo combattere con forza la crisi educativa”.

"VORREI TORNARE IN UN IRAQ DI PACE" - In quel tragico 12 novembre del 2003, oltre ai militari e civili, c’era anche il carabiniere brindisino Antonio Altavilla (in foto), miracolosamente illeso a Nassirya. Ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di polignanoweb.it. Alla nostra domanda, provando a sfatare il mito del militare in missione di pace solo perché alla ricerca di un lavoro, l’ex carabiniere ha ammesso: “E’ vero, si arruolano spesso i giovanissimi. Resta il fatto che comunque non c’è molto lavoro, ma molti giovani, forse la maggior parte, decidono comunque di arruolarsi perché credono in certi valori. Lo fanno perché ci credono. Il militare, il carabiniere che si arruola lo fa per spirito di corpo e di appartenenza a una sfera di valori”.

Antonio Altavilla si confida, nonostante il carico di tensione che lo circonda, forse un pò invadente. “Un giorno vorrei ritornare in Iraq - confessa - spero, prima della mia morte, di tornarci, vorrei rivedere quei luoghi dove i miei amici hanno perso la vita. Vorrei vedere quanto di buono si riuscirà a fare per riportare un po’ di serenità in quella terra martoriata dalla guerra”. Altavilla sogna: un giorno tornerà in Iraq sperando di trovare lì un mondo di pace, perché il sacrificio e le missioni non siano stati vani.

http://picasaweb.google.it/redazionepolignanoweb/Anno2009?authkey=Gv1sRgCJitzJjkz4Thag&feat=directlink
nassarya

Il rito civile è stato organizzato dal Circolo Anspi di Polignano. Veronica Zupo, vicepresidente dell’associazione, ha letto una poesia composta da lei e dedicata ai caduti. Diciannove bambini angelo hanno occupato l’altare in segno di pace, dinanzi allo sguardo commosso di autorità civili e militari, sindaco di Polignano e di Treppuzzi. In prima fila c’era anche la famiglia Carrisi, oltre ad Altavilla.

BOVINO: RIFLETTIAMO SULLA PACE - “Dobbiamo riflettere su quanto sia importante la pace tra i popoli e nel mondo, su quanto sia alto il sacrificio che altri hanno dato per la nostra vita, per i nostri figli, il nostro futuro”. Così, il primo cittadino Angelo Bovino quando ha depositato la corona d’alloro ai piedi del milite ignoto. “La nostra riconoscenza verso questi fratelli eroi, che hanno avuto l’amore e il coraggio, la gioia di dare un senso alla loro vita per la nostra pace, per la pace nel mondo, non ha limite”.

http://picasaweb.google.it/redazionepolignanoweb/Anno2009?authkey=Gv1sRgCJitzJjkz4Thag&feat=directlink
nassirya

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI