Vi raccontiamo la storia di Giovanni Giannnuzzi, una delle tante vittime di un certo modo d’intendere il rapporto tra cittadino e politica.
Giovanni, per quei pochi polignanesi che non lo conoscessero, si presenta in evidente stato di disabilità. Ha lavorato fino al 30 agosto del 2009 in qualità di custode del cimitero di Polignano, o “tuttofare”. La scelta del termine, piuttosto ambiguo, non è casuale: intanto perché, delle mansioni del sig. Giovanni dovranno far luce i suoi legali.
Quando varchiamo l’ingresso del cimitero e ci lasciamo la scritta pax dietro le spalle, Giovanni è attorniato da amici visitatori, habituè che non lo lasciano in pace un momento, pur di strappargli un sorriso o un ricordo.
Fino al 30 giugno il sig. Giannuzzi lavora per la Fimco, società convenzionata con il Comune di Polignano tramite un progetto di finanza per l’allargamento del cimitero. Prima di quella data, arriva l’avviso di licenziamento “per sospensione dei lavori”, si intende a causa della chiusura dei cantieri. Ma Giovanni non si dà pace. Si sente, fin da subito, tradito dalle promesse e dai “consigli”. Busserà dapprima alle porte del sindaco, si rivolgerà da consiglieri e amici, suggerimenti arrivano anche dall’alto del potere economico. Poi uno spiraglio di luce sottile, un’illusione. Viene assunto a tempo determinato dalla cooperativa Evergreen alla quale il comune ha affidato con deroga, in attesa che venga indetto un bando di gara con annessa variazione di bilancio, la gestione del cimitero.
Nel video che vi mostriamo non si vuole avanzare alcuna pretesa moralistica, al contrario si indaga su uno spaccato della nostra realtà. In uno scenario simile, accade spesso che cittadini come Giovanni agiscono nella società muovendosi in totale o parziale subordinazione rispetto al potere gestito da una elite di rappresentanti politici e di istituzioni, o rispetto ai vertici delle lobby economiche di una città.
Il sig. Giannuzzi racconta la sua storia e ci fornisce delle chiavi di lettura. Vi anticipiamo un estratto su tutti delle sue dichiarazioni. “Sono andato da un avvocato…mi incontravano i consiglieri di questa amministrazione…e dicevano perché sei andato da quello che è comunista?”
Quell’avvocato è Giovanni Martellotta, assistente del sig. Giannuzzi, il quale ha tentato la via della conciliazione citando il comune di Polignano e la Fimco. Quando lo incontriamo non indossa la “toga rossa”, se può essere di sollievo per qualcuno. Il primo appuntamento, in sede di Commissione del lavoro, il 9 novembre scorso a Bari, si è concluso con una fumata nera: i rappresentanti citati dal legale e chiamati a “conciliare” hanno dato buca. Non è una sorpresa; con questo atto, il comune probabilmente vuole lanciare un chiaro messaggio: “il rapporto di lavoro tra Giannuzzi e l’azienda è di tipo privatistico, pertanto l’ente comunale non ha alcuna responsabilità”.
L’avvocato è convinto che Giovanni sia vittima di chi gli ha promesso la luna. Il sistema è come un tritacarne: si stabilisce un compromesso tra gli attori sociali, in questo caso un gioco a somma negativa per Giovanni. La storia di Giannuzzi rientrerebbe nella casistica di quella che i sociologi americani Nie e Verba hanno definito “cultura della sottomissione” (subject culture) dove accade, scrive Flaminia Saccà, che i soggetti nutrono “delle aspettative rispetto all’output del processo politico (cioè al frutto dell’azione politica e degli amministratori) e diventano complici essi stessi di quel sistema.
Non entriamo nel merito legale della questione. Piuttosto, osserviamo come si relaziona parte di una comunità ancillare in regime di sudditanza rispetto al sistema politico ed economico di una città.
E’ come nelle società di tipo “corporativo”, dove la partecipazione e le relazioni tra cittadino, rappresentanti politici ed economici è strumentale, “orientata al conseguimento di benefici di breve periodo” direbbe Francesco Raniolo. Benefici, promesse, o contentini, ce n'è per sopravvivere in uno stato di campagna elettorale permanente.
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Commenti
ma visto la tua storia ne do un saggio giudizio.Speriamo che l´amministrazione comunale si renda conto della tua situazione familiare e personale. Ti auguro un bocca al lupo,e nn mollare lotta con tutte le tue forze.E speriamo veramente che nn i tratta di questioni Politiche, ti saluto cordialmente Anonimo
;-);-):-)
con te condividiamo tantissimo il tuo dolore e la tua preoccupazione.
Ci manca molto la tua presenza LI mescolata con altrettanta GENTILEZZA.
Auguriamoci che questa storia non abbia nulla di politico altrimenti ci
dovremmo preoccupare anche di qui poveri defunti di centrosinistra.
Per ovvi motivi sono una frequentatrice assidua del cimitero e devo dire che Giovanni accoglieva tutti e a qualsiasi ora con estrema delicatezza e garbo, la cosa mi dispiace tantissimo e mi lascia veramente senza parole....
Purtroppo la mia convizione di rimanere lontana dalla politica xkè è ingiusta e nn tiene conto del cittadino come persona rimane avvalorata da tutto ciò e non solo.......l' unica cosa che posso aggiungere con sicurezza e che a noi visitatori l'educazione, quasi di altri tempi, del caro Giovanni ci manca molto. In bocca al lupo Giovanni siamo tutti con te.
d'altra parte questo è l'insegnamento che viene dell' "alto"...
Voglio che i tuoi sacrocosanti diritti, ne escano vincitori e sconfiggono tutti quei ni, che continuano ancora oggi ad essere misteriosi:sad: